🌐 Coppia millennial trasforma la scelta “no kids” in uno stile di vita
La storia di una coppia millennial che sceglie di non avere figli mostra come il modello “DINK – dual income, no kids” offra nuova libertà, priorità diverse e impatti economici e sociali crescenti su salute, spesa e tempo libero.
La coppia, rispettivamente di 33 e 37 anni, vive ad Amsterdam dopo essersi trasferita dagli Stati Uniti quattro anni fa. Grazie alla doppia entrata e alla decisione di non avere figli, stimano di poter dedicare circa 10.000 euro al mese a spese discrezionali, tra viaggi last minute, benessere e progetti personali come la creazione di una piattaforma sociale per coppie senza figli.
🗣️ “Se uno di noi dovesse restare senza lavoro, saremmo comunque sistemati”, dice Charlie, sottolineando l’impatto concreto di una scelta spesso presentata solo sui social come un trend. Ali aggiunge che “vedere quanto è divertente la vita con mio marito e i nostri cani ha fatto sì che avere figli non fosse più una necessità”.
Un fenomeno in crescita
📌 La testimonianza degli Higgins non è isolata. Analisi sociologiche e ricerche recenti evidenziano come la scelta di posticipare o rinunciare alla genitorialità sia sempre più diffusa tra millennial e generazioni più giovani. Negli Stati Uniti, la percentuale di coppie DINK è cresciuta negli ultimi dieci anni, passando da circa l’8% nel 2013 al 12% nel 2023 secondo il Pew Research Center.
Secondo un sondaggio della Harris Poll citato da Fortune, circa il 5% degli americani si identifica come DINK, ma il loro modello di spesa sta già influenzando il mercato dei viaggi, del benessere e dei servizi esperienziali.
Fonti giornalistiche come Forbes riportano come su TikTok e altre piattaforme social molti giovani sposi celebrino la libertà finanziaria e personale derivante da una vita senza figli, enfatizzando la possibilità di investire tempo e denaro in esperienze e obiettivi di carriera piuttosto che nelle spese legate all’infanzia.

DINK: libertà, spesa e priorità
Una serie di analisi contemporanee mostra che i DINK non solo hanno più risorse economiche da spendere, ma scelgono anche di allocarle in modi che riflettono priorità differenti rispetto alle generazioni precedenti. In un report recente, il 91% dei DINK ha affermato di utilizzare il reddito disponibile principalmente per investire in sé stessi e nel partner, mentre un’ampia maggioranza associa lo stile di vita «no kids» alla possibilità di esplorare il mondo con maggiore libertà e flessibilità.
Questo cambiamento non è soltanto economico: blog e articoli di lifestyle descrivono una trasformazione della socialità stessa. Siti come Business Insider raccontano come coppie senza figli trovino nuove modalità di socializzazione, spesso attraverso hobby, viaggi o comunità dedicate, per contrastare la sensazione di isolamento che può derivare dal vedere amici e coetanei intraprendere la via della genitorialità.
“Molti associa la felicità a realizzare esperienze piuttosto che a seguire un percorso tradizionale di famiglia”, si legge in un pezzo dedicato ai DINK. Queste coppie, pur rappresentando ancora una minoranza, definiscono in modo nuovo che cosa significhi costruire una vita soddisfacente.
Contesto sociale e demografico
Il fenomeno DINK si inserisce in un più vasto contesto di cambiamenti demografici: motivi economici, carriere sempre più esigenti, costi elevati per l’abitazione e il crescere dei figli, così come preoccupazioni ambientali e sociali, influiscono sulle decisioni delle persone di avere o meno figli. Secondo dati del Pew Research Center, circa il 31% degli adulti che non hanno figli afferma di aver preso questa decisione perché semplicemente non desiderano avere figli, mentre molti citano preferenze legate al lavoro o ad altri interessi personali.
Allo stesso tempo, studi demografici mostrano che la distanza tra aspirazioni e realtà può essere significativa: molti giovani non escludono totalmente la possibilità di avere figli in futuro, anche se scelgono di rimandare la decisione per concentrarsi su altri aspetti della vita.
Tra libertà e critiche
Nonostante le testimonianze positive, la scelta di non avere figli rimane oggetto di dibattito culturale. Su forum e community online, emerge sia entusiasmo per una maggiore autonomia personale, sia discussione su stereotipi e pressioni sociali. Alcuni partecipanti evidenziano come essere childfree possa portare a conversazioni difficili con amici genitori e a pregiudizi da entrambe le parti.
In un mondo in cui la definizione tradizionale di famiglia è sempre più fluida, la storia della coppia Higgins rappresenta una delle molteplici narrazioni di come le nuove generazioni interpretano libertà, responsabilità e realizzazione personale. La crescita delle coppie DINK suggerisce che, per alcuni, la scelta di non avere figli non è un vuoto, ma una diversa forma di pienezza e autonomia, con effetti concreti sulle economie domestiche e sul tessuto sociale.
In definitiva, la scelta “no kids” per molti non è solo un’alternativa al modello familiare tradizionale, ma una strategia consapevole di costruzione di un’esistenza più libera, flessibile e centrata sulle proprie priorità.
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