🌐 Ciclone Harry: onda record gigantesca di 16 metri nel Mediterraneo
Il ciclone Harry ha imposto un nuovo record di onda nel Mar Mediterraneo, con un’onda misurata di oltre 16 metri durante la tempesta che ha investito Sicilia, Calabria e Malta, con impatti gravi su coste, infrastrutture e migrazioni nel bacino.
Il Mediterraneo ha mostrato in questi giorni un volto mai visto prima: quello di un mare in tempesta capace di generare onde record, spinto dal ciclone Harry e da condizioni meteorologiche estreme.
Negli ultimi giorni il ciclone Harry, un intenso sistema di bassa pressione di origine mediterranea, ha sconvolto il Sud Italia, la Sicilia, la Calabria, la Sardegna e le coste di Malta, portando mareggiate eccezionali, venti fortissimi e un fenomeno mai registrato prima nel Mar Mediterraneo.
Secondo i dati raccolti dagli strumenti della Rete Ondametrica Nazionale (RON) dell’ISPRA, **un’onda con un’altezza massima di 16,66 metri è stata misurata nel Canale di Sicilia, tra Portopalo di Capo Passero e l’isola di Malta, segnando il valore più elevato mai registrato strumentalmente nel Mediterraneo.
Un fenomeno meteorologico senza precedenti
Il ciclone Harry ha combinato condizioni atmosferiche e oceaniche straordinarie. Venti intensi, persistenti per ore, hanno soffiato su un lungo tratto di mare aperto (fetch) permettendo alle onde di svilupparsi fino a dimensioni estremamente rare per il nostro mare. Tali dinamiche ricordano, seppur in scala diversa, fenomeni tipici di uragani fuori dai tropici.

Questa onda gigantesca nel Mediterraneo supera nettamente i picchi osservati in eventi passati, come la tempesta Gloria del 2020 nelle Baleari, che aveva raggiunto circa 14,2 metri.
Impatto sulle coste e sulle infrastrutture
L’eccezionale ondata di maltempo ha provocato mareggiate violente e danni ingenti alle coste italiane e maltesi. Le autorità hanno dovuto evacuare centinaia di persone da aree costiere a rischio, mentre il mare ha invaso strade e locali in alcune località della Sicilia.
In Sicilia, le onde hanno raggiunto anche i 10 metri di altezza, provocando allagamenti, la chiusura di scuole e la mobilitazione delle squadre di Protezione Civile.
Oltre all’impatto fisico, si registrano effetti economici gravi: attività turistiche e portuali sono state colpite, con stime preliminari dei danni che superano il miliardo di euro in alcune zone della Sicilia.
Emergenza umanitaria nel Mediterraneo centrale
Le condizioni estreme non hanno riguardato solo le coste italiane. Nel Mediterraneo centrale, circa 380 migranti risultano dispersi o coinvolti in naufragi a causa delle tempeste generate dal ciclone Harry, mentre molte imbarcazioni che cercavano di raggiungere l’Europa sono state travolte dal mare agitato.
Secondo fonti internazionali, la Guardia Costiera italiana e altre agenzie stanno ancora coordinando le operazioni di soccorso per diverse imbarcazioni in difficoltà.

Il Mediterraneo in evoluzione
Eventi meteorologici come il ciclone Harry sollevano domande sulla variabilità climatica nel Mar Mediterraneo. Le temperature superficiali del mare e la frequenza di fenomeni estremi sembrano aumentare negli ultimi anni, con potenziali implicazioni per la frequenza di tempeste intense come questa.
Sebbene i cicloni tropicali tradizionali siano rari nel Mediterraneo, esistono fenomeni noti come medicane (Mediterranean hurricanes) che possono sviluppare caratteristiche simili a tempeste tropicali, con venti forti e notevole energia atmosferica.
Le prospettive future
Dopo il passaggio di Harry, le previsioni indicano ulteriori periodi di instabilità con possibili mareggiate e venti forti ancora per alcuni giorni. Le autorità meteorologiche continuano a monitorare la situazione, con allerte per venti e mari agitati soprattutto lungo le coste meridionali italiane.

La misurazione di un’onda di oltre 16 metri nel Mediterraneo non è solo un record storico: è un campanello d’allarme sulla crescente variabilità e potenziale intensità degli eventi marini e atmosferici nel nostro bacino, con impatti che spaziano dagli aspetti ambientali a quelli economici e umanitari.
Il ciclone Harry ha generato nel Mar Mediterraneo un’onda da record di oltre 16 metri, con effetti devastanti su coste, infrastrutture e persone. L’evento evidenzia la necessità di sistemi di allerta più avanzati e strategie di adattamento per fronteggiare fenomeni meteorologici sempre più estremi nel Mediterraneo.
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