🌐 Tempesta invernale negli USA: oltre 800mila blackout
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ToggleLa tempesta invernale “Fern” travolge gli Stati Uniti provocando blackout per oltre 800.000 utenze, almeno una dozzina di morti e cancellazioni di migliaia di voli. Le autorità emettono emergenze in decine di stati, mentre il gelo e la neve paralizzano infrastrutture e vita quotidiana.
Una violenta ondata di maltempo di origine artica — battezzata “Winter Storm Fern” — ha travolto gli Stati Uniti nel fine settimana, lasciando alle proprie spalle un bilancio pesante di blackout diffusi, vittime e disagi nei trasporti. Le conseguenze di questa tempesta invernale sono ormai giudicate tra le più gravi registrate negli ultimi anni, con effetti estesi a gran parte del territorio nazionale.
Una tempesta che ha messo in ginocchio il paese
L’ondata di gelo ha attraversato gli Stati Uniti dal sud verso nord-est, toccando più di 30 stati e coinvolgendo centinaia di milioni di persone tra gelo profondo, neve, pioggia gelata e vento impetuoso. Secondo i dati raccolti da PowerOutage.us, oltre 800.000 utenze domestiche e commerciali sono rimaste senza energia elettrica, con picchi di quasi un milione di blackout nelle ore più intense della crisi.
Stati come Tennessee, Mississippi, Louisiana e Texas sono tra i più colpiti per numero di utenze senza luce, ma anche regioni del Nord-Est come Pennsylvania e Massachusetts stanno fronteggiando accumuli di neve fino a due piedi (oltre 60 cm) e temperature percepite estremamente basse.
Le autorità hanno emesso dichiarazioni di emergenza in almeno 17 stati, mobilitando team di pronto intervento, la Guardia Nazionale e servizi di emergenza per fronteggiare il maltempo, le interruzioni di corrente e i pericoli per la popolazione.
Il dramma dei blackout: gelo, infrastrutture sotto stress
Il gelo estremo combinato a pioggia gelata e ghiaccio pesante ha causato il crollo di alberi e lacerazioni nelle linee elettriche, lasciando intere comunità al buio. L’assenza di elettricità in pieno inverno sta creando situazioni di emergenza per migliaia di famiglie, molte delle quali lottano per mantenere una temperatura interna sicura senza riscaldamento.
Gli esperti mettono in guardia su una potenziale prolungata difficoltà nel ripristino dei servizi, specialmente nelle aree rurali e nelle regioni più remote. La complicazione principale non è solo la neve, ma la combinazione di ghiaccio e vento, che ha reso molto difficile l’accesso alle linee danneggiate e rallentato i lavori di riparazione.
Un’analisi preliminare evidenzia come questi sistemi di distribuzione siano stati spinti al limite per la combinazione di temperature estremamente basse e carichi energetici elevati, rivelando fragilità in alcune reti elettriche locali (anche se il sistema nazionale nel suo complesso non è crollato).
Vittime e disagi sociali: un bilancio in evoluzione
La tempesta ha purtroppo provocato almeno una dozzina di vittime in diverse regioni, con morti correlate al freddo estremo, incidenti stradali e ipotermia. Tra gli stati colpiti si segnalano decessi in Kansas, Louisiana, Tennessee e New York, con le autorità locali e i servizi sanitari impegnati a gestire l’emergenza.
È significativo che alcune vittime siano state trovate all’aperto o in condizioni di difficoltà per il gelo, in un contesto in cui le basse temperature — accompagnate da percezioni fino a -30 gradi nei venti più freddi — aumentano drasticamente il rischio di ipotermia e congelamento.
Le scuole di molte città fra cui New York e Washington D.C. hanno annunciato chiusure temporanee o lezioni da remoto, mentre la quotidianità si ferma a causa di strade impraticabili, servizi pubblici ridotti e famiglie costrette a trovare soluzioni alternative per riscaldarsi e sopravvivere alla crisi.
Il caos negli aeroporti
Oltre ai blackout, la tempesta ha causato la cancellazione di oltre 10.000 voli domestici e internazionali, con disagi nei principali aeroporti come quelli di New York (Reagan National, LaGuardia) e Boston. Le compagnie aeree hanno ridotto drasticamente i programmi di volo, costringendo migliaia di viaggiatori a rimanere bloccati o riprogrammare i propri itinerari con forti ritardi.
I trasporti terrestri non sono certo esenti da problemi: autostrade ghiacciate, traffico paralizzato e condizioni di scarsa visibilità rendono i viaggi su strada estremamente pericolosi, tanto che molte autorità locali sconsigliano assolutamente ogni spostamento non essenziale.
Sempre più eventi estremi
Quello che gli esperti meteorologi stanno sottolineando, oltre alla potenza di Fern, è l’aumento della frequenza e dell’intensità di fenomeni meteo estremi negli ultimi anni, possibile effetto del cambiamento climatico globale. La rottura del vortice polare e la discesa di aria artica profonda verso le latitudini medie sono eventi che, seppur naturali, possono essere accentuati da alterazioni dei modelli climatici su larga scala.
La scala di questa tempesta — che ha interessato vasti territori per oltre 3.000 km dal Midwest al Nord-Est — e la portata delle interruzioni suggeriscono che le infrastrutture nazionali dovranno essere ripensate e rafforzate per resistere a eventi climatici sempre più severi.
Le prospettive per i prossimi giorni
Le previsioni indicano che il gelo potrebbe persistere almeno fino all’inizio della prossima settimana, prolungando l’impatto sulla vita quotidiana e sulla capacità delle reti di ripristinare completamente l’elettricità. Le autorità stanno intensificando gli sforzi di soccorso e il monitoraggio delle condizioni congiuntamente a una campagna di sensibilizzazione sui pericoli legati alle basse temperature.
In molti casi, la priorità resta garantire riscaldamento, cibo e sicurezza per le persone più vulnerabili, come anziani e senzatetto, mentre la comunità scientifica spinge per una riflessione più ampia sulle strategie di resilienza urbana ed energetica di fronte a eventi meteorologici estremi.
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