🌐 Mercosur bloccato, vino e agri‑food in crisi: opportunità UE persa
La decisione dell’Europarlamento di rinviare il trattato UE‑Mercosur alla Corte di giustizia europea congela per oltre 18 mesi la ratifica dell’accordo commerciale che avrebbe ridotto dazi e creato opportunità per l’export di vino e prodotti agroalimentari, generando forti critiche dal mondo vitivinicolo e incertezze per la filiera.
Dopo oltre un quarto di secolo di negoziati, l’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur — che riunisce Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay — rischia di arenarsi nuovamente, cancellando per il momento le prospettive di un mercato comune di quasi 700 milioni di consumatori. Il Parlamento europeo ha infatti deciso di rinviare il testo alla Corte di giustizia dell’Unione Europea (CGUE) per una valutazione di compatibilità legale con i Trattati UE, ritardando di fatto la ratifica e l’entrata in vigore del trattato di libero scambio di cui tanto si è discusso negli ultimi anni.
La decisione è arrivata a stretto margine — 334 voti a favore, 324 contrari e 11 astensioni — e getta una pesante ombra su quella che molti consideravano una svolta storica nelle relazioni commerciali tra Europa e Sud America.
Un accordo venticinquennale congelato
Il testo dell’accordo era stato firmato ufficialmente il 17 gennaio 2026, a Paraguay, alla presenza della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e dei leader del Mercosur, dopo 26 anni di negoziati e protocolli aggiuntivi sulle questioni ambientali, igienico‑sanitarie e sociali.
Il patto avrebbe abolito oltre il 90% dei dazi doganali tra le due aree su un’ampia gamma di prodotti industriali e agroalimentari, compresi automobili, macchinari, tessili, ma anche vino, olio d’oliva e prodotti tipici europei. Secondo stime della Commissione, l’export europeo verso il Mercosur avrebbe potuto aumentare del 50%, grazie ai dazi che oggi raggiungono il 35% su alcuni prodotti come il vino.
Tuttavia, l’Eurocamera ha bloccato l’iter di ratifica, chiedendo alla Corte di giustizia di pronunciarsi sulla compatibilità dell’accordo con i trattati fondamentali dell’Ue. Questo parere — che non è vincolante ma moralmente raccomandato — potrebbe richiedere fino a 18‑20 mesi per arrivare, secondo precedenti giudizi.

La reazione del settore del vino: “Un’opportunità persa”
Il settore vitivinicolo europeo — e italiano in particolare — ha reagito con sorpresa e delusione. Federvini e Unione Italiana Vini (UIV) hanno espresso forte rammarico, definendo il rinvio “una perdita di opportunità che l’Europa non può permettersi, soprattutto in un momento di rallentamento delle esportazioni”.
L’ambito Mercosur rappresenta infatti un mercato ricco di potenziale per il vino europeo: dazi fino al 27‑35% su vini fermi e spumanti avrebbero potuto essere eliminati gradualmente, aprendo la possibilità di aumentare significativamente le esportazioni verso Brasile, Argentina e Paraguay, dove attualmente il vino europeo conta solo una bassa quota di mercato.
“Non possiamo permetterci di aspettare altri 20 mesi in un momento in cui il vino europeo sta già perdendo terreno in alcuni mercati chiave”, ha dichiarato Lamberto Frescobaldi, presidente UIV, sottolineando come l’accordo potesse riequilibrare svantaggi competitivi e tariffe punitive.
Il motivo è semplice: il Mercosur avrebbe garantito l’accesso preferenziale per prodotti con Indicazioni geografiche protette, uno strumento di reale tutela e valorizzazione per molte eccellenze italiane e comunitarie.
Agricoltura europea divisa tra opportunità e timori
Il blocco del trattato evidenzia un’Europa profondamente divisa sul tema. Le associazioni agricole più tradizionali e i sindacati di agricoltori francesi, irlandesi e spagnoli avevano già espresso forti riserve, temendo un’impennata delle importazioni a basso costo di carne bovina, pollame, zucchero e prodotti agricoli legati a Mercosur.
In alcune città europee — da Parigi a Bruxelles — si sono registrate proteste di allevatori e agricoltori contro l’accordo, con macchine agricole e manifestazioni di protesta, simili a quelle che avevano già ostacolato l’intesa nei mesi scorsi.
Proprio per venire incontro a queste preoccupazioni, la Commissione aveva concordato con il Consiglio misure di salvaguardia per proteggere il settore agricolo europeo, introducendo procedure più rapide per sospendere preferenze tariffarie in caso di danni seri al mercato interno.
Tuttavia, per molti critici questi strumenti appaiono ancora insufficienti e poco vincolanti, lasciando dubbi sui reali margini di protezione per gli agricoltori comunitari con l’apertura del mercato.

Geopolitica, diversificazione e prospettive economiche
Oltre alle implicazioni per il vino e l’agroalimentare, l’accordo Mercosur era visto anche come un tassello chiave nella strategia di diversificazione commerciale dell’UE in un contesto globale segnato da tensioni con gli Stati Uniti, dai dazi imposti dall’amministrazione statunitense e dalla necessità di conciliare interessi di grandi esportatori industriali e produttori agricoli comunitari.
Secondo analisti internazionali, la ratifica del Mercosur avrebbe potuto portare significativi vantaggi non solo in termini di crescita dell’export alimentare ma anche nell’aprire mercati per beni industriali europei, compresi prodotti automobilistici e macchinari, e nel ridurre la dipendenza dai tradizionali partner commerciali.
Conseguenze immediate del rinvio
Con la decisione dell’Eurocamera di coinvolgere la Corte di giustizia, la ratifica finale del Mercosur è sospesa e l’entrata in vigore dell’accordo si allontana, aumentando l’incertezza per imprenditori e operatori economici.
I tempi della CGUE, benché variabili, possono spingersi fino a oltre un anno e mezzo, trasformando quello che doveva essere un trampolino di lancio per esportatori e produttori in una lunga attesa.
Ratifica, applicazione provvisoria e strategie alternative
Nonostante lo “stop” parlamentare, alcune fonti diplomatiche europee hanno lasciato intendere che una possibile applicazione provvisoria dell’accordo — sulla base della ratifica di alcuni membri come il Paraguay — potrebbe anticipare gli effetti commerciali prima della decisione definitiva della Corte.
Resta comunque il fatto che l’Europa ha perso per ora una delle più grandi opportunità commerciali degli ultimi decenni, suscitando critiche e interrogativi su come bilanciare equamente gli interessi delle diverse filiere produttive e le esigenze di competitività internazionale.
Il blocco del trattato UE‑Mercosur rappresenta una battuta d’arresto significativa per le relazioni commerciali tra Europa e Sud America, segnando una fase di incertezza per il settore vitivinicolo, l’agroalimentare e l’economia comunitaria nel suo complesso.
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