11:00 am, 25 Gennaio 26 calendario

🌐 Hubble verso la caduta: rischio rientro con“pioggia” di detriti

Di: Redazione Metrotoday
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Il celebre telescopio spaziale Hubble è in lenta discesa verso la Terra a causa del decadimento orbitale, con previsioni di rientro tra il 2029 e il 2035, e senza un piano di rientro controllato la fine dell’osservatorio potrebbe comportare rischi di detriti e impatti.

Per più di trentacinque anni, l’Hubble Space Telescope ha rivoluzionato l’astronomia con immagini iconiche e scoperte fondamentali sull’Universo. Ma ogni viaggio ha una fine: la lenta “caduta” di Hubble verso la Terra è un fenomeno naturale dovuto al decadimento orbitale, e senza una missione specifica per il suo “recupero” o un rientro controllato, il telescopio potrebbe entrare nell’atmosfera terrestre con rischi non trascurabili entro il prossimo decennio.

Hubble: storia, gloria… e destino orbitale

📌   Lanciato nel 1990, Hubble ha permesso di misurare l’età dell’Universo, scoprire la sua espansione accelerata e fornire alcune delle immagini astronomiche più conosciute al mondo. Tuttavia, come qualsiasi oggetto in orbita terrestre bassa, Hubble non è immune alla resistenza dell’atmosfera superiore, che pur molto rarefatta esercita una forza di drag che ne fa progressivamente diminuire l’altitudine.

In passato, le missioni di manutenzione degli Space Shuttle consentivano di “rialzare” l’orbita del telescopio e di tenere sotto controllo il decadimento. Con il pensionamento definitivo dello Shuttle, l’ultimo rifornimento orbitale risale al 2009, lasciando Hubble senza alcun meccanismo attivo per contrastare l’effetto atmosferico.

Quando e come potrebbe cadere?

Secondo modelli recenti basati su dati orbitali e variabili esterne come l’attività solare, il rientro naturale di Hubble nell’atmosfera potrebbe avvenire tra il 2029 e il 2035, con una probabilità mediana intorno al 2033.

L’attività del Sole è un fattore chiave: l’aumento della radiazione solare espande la parte alta dell’atmosfera terrestre, aumentando la densità del gas a quote molto elevate e accelerando il decadimento orbitale.

Nel migliore dei casi, Hubble potrebbe rimanere in orbita fino al 2040 — ma solo se le condizioni atmosferiche e solari rimangono stabili e se ulteriori interventi tecnologici vengono messi in campo.

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Rientro incontrollato: quali rischi?

Se Hubble rientrasse in maniera incontrollata, gran parte della struttura si disintegrerebbe nell’atmosfera per attrito e calore, ma alcune componenti più massicce, come parti della struttura e forse frammenti dello specchio principale, potrebbero sopravvivere alla discesa e raggiungere il suolo.

Secondo analisi sulle probabilitĂ  di impatto dei detriti, le simulazioni suggeriscono che esiste un rischio non trascurabile di vittime umane attorno alle zone attraversate dalla traiettoria orbitale, con valori statistici ben oltre i limiti di sicurezza generalmente accettati dalle agenzie spaziali come NASA e ESA.

La NASA, ad esempio, pone un limite massimo di rischio per vittime umane di 1 su 10.000, mentre alcune simulazioni indicano per Hubble un rischio medio fino a circa 1 su 330 in alcune regioni, e addirittura potenziali impatti diretti in aree densamente popolate come alcune cittĂ  asiatiche nei peggiori scenari.

Cosa si può fare?

Le possibilità sono limitate ma non inesistenti. Durante l’ultima missione di servizio nel 2009, Hubble fu dotato di un sistema chiamato Soft Capture and Rendezvous System, progettato per facilitare un futuro attacco di una navicella che potrebbe spostare o deorbitarlo in modo controllato.

Tuttavia, nonostante alcuni studi e proposte — inclusa l’idea di una missione privata per innalzare l’orbita del telescopio e ritardare il rientro — non esistono piani concreti approvati al momento per un intervento diretto.

Diverse opzioni teoriche includono:

  • Un veicolo robotico o umano che agganci Hubble e lo spinga in un’orbita piĂš alta, riducendo gradualmente l’effetto dell’atmosfera;

  • Un rientro controllato, che porterebbe il telescopio a disintegrarsi in modo sicuro sopra un’area disabitata, come l’Oceano Pacifico meridionale;

  • Un futuro piano internazionale con partner spaziali e aziende private per la gestione del fine vita di grandi oggetti spaziali.

Il valore scientifico

La prospettiva della caduta di Hubble non è solo un fatto tecnico ma rappresenta la fine di un’epoca nell’astronomia moderna. Il telescopio ha prodotto oltre un milione di osservazioni, permesso misurazioni cosmologiche fondamentali e immortalato fenomeni che ancora oggi ispirano scienziati e pubblico.

🗣️ Nel dibattito pubblico e scientifico si sta sviluppando una crescente richiesta di soluzioni responsabili per ridurre i rischi di detriti spaziali e di rientri incontrollati. Studio dopo studio, emerge l’importanza di normare e pianificare il fine vita degli strumenti spaziali per proteggere la Terra e il patrimonio orbitale comune.

Un futuro post-Hubble

L’era del telescopio spaziale di nuova generazione è già iniziata con successori come il James Webb Space Telescope, che osserva l’Universo in infrarosso e amplia ciò che Hubble ha iniziato. Tuttavia la perdita di Hubble sarebbe più di una semplice dismissione tecnica: sarebbe la scomparsa di uno dei pilastri culturali e scientifici del nostro tempo.

La questione inoltre solleva interrogativi piĂš ampi sulla gestione dello spazio vicino alla Terra, sui rischi di detriti spaziali e sulla responsabilitĂ  delle agenzie e delle imprese nel garantire sicurezza e sostenibilitĂ  per le future generazioni.

Il telescopio Hubble, icona dell’esplorazione spaziale, è in una lenta ma inesorabile discesa verso la Terra, con una possibile re-entrata incontrollata già tra la fine degli anni ’20 e i primi anni ’30 del nuovo decennio se non verrà intrapresa una missione di salvataggio o di rientro programmato.

Questo scenario, oltre a segnare la fine di uno strumento scientifico straordinario, pone anche interrogativi cruciali sulla sicurezza, sulla gestione dell’orbita terrestre e sulle future regole per il fine vita dei giganti spaziali.

25 Gennaio 2026 ( modificato il 22 Gennaio 2026 | 11:39 )
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