đ Hubble verso la caduta: rischio rientro conâpioggiaâ di detriti
Il celebre telescopio spaziale Hubble è in lenta discesa verso la Terra a causa del decadimento orbitale, con previsioni di rientro tra il 2029 e il 2035, e senza un piano di rientro controllato la fine dellâosservatorio potrebbe comportare rischi di detriti e impatti.
Per piĂš di trentacinque anni, lâHubble Space Telescope ha rivoluzionato lâastronomia con immagini iconiche e scoperte fondamentali sullâUniverso. Ma ogni viaggio ha una fine: la lenta âcadutaâ di Hubble verso la Terra è un fenomeno naturale dovuto al decadimento orbitale, e senza una missione specifica per il suo ârecuperoâ o un rientro controllato, il telescopio potrebbe entrare nellâatmosfera terrestre con rischi non trascurabili entro il prossimo decennio.
Hubble: storia, gloria⌠e destino orbitale
đ  Lanciato nel 1990, Hubble ha permesso di misurare lâetĂ dellâUniverso, scoprire la sua espansione accelerata e fornire alcune delle immagini astronomiche piĂš conosciute al mondo. Tuttavia, come qualsiasi oggetto in orbita terrestre bassa, Hubble non è immune alla resistenza dellâatmosfera superiore, che pur molto rarefatta esercita una forza di drag che ne fa progressivamente diminuire lâaltitudine.
In passato, le missioni di manutenzione degli Space Shuttle consentivano di ârialzareâ lâorbita del telescopio e di tenere sotto controllo il decadimento. Con il pensionamento definitivo dello Shuttle, lâultimo rifornimento orbitale risale al 2009, lasciando Hubble senza alcun meccanismo attivo per contrastare lâeffetto atmosferico.
Quando e come potrebbe cadere?
Secondo modelli recenti basati su dati orbitali e variabili esterne come lâattivitĂ solare, il rientro naturale di Hubble nellâatmosfera potrebbe avvenire tra il 2029 e il 2035, con una probabilitĂ mediana intorno al 2033.
LâattivitĂ del Sole è un fattore chiave: lâaumento della radiazione solare espande la parte alta dellâatmosfera terrestre, aumentando la densitĂ del gas a quote molto elevate e accelerando il decadimento orbitale.
Nel migliore dei casi, Hubble potrebbe rimanere in orbita fino al 2040 â ma solo se le condizioni atmosferiche e solari rimangono stabili e se ulteriori interventi tecnologici vengono messi in campo.

Rientro incontrollato: quali rischi?
Se Hubble rientrasse in maniera incontrollata, gran parte della struttura si disintegrerebbe nellâatmosfera per attrito e calore, ma alcune componenti piĂš massicce, come parti della struttura e forse frammenti dello specchio principale, potrebbero sopravvivere alla discesa e raggiungere il suolo.
Secondo analisi sulle probabilitĂ di impatto dei detriti, le simulazioni suggeriscono che esiste un rischio non trascurabile di vittime umane attorno alle zone attraversate dalla traiettoria orbitale, con valori statistici ben oltre i limiti di sicurezza generalmente accettati dalle agenzie spaziali come NASA e ESA.
La NASA, ad esempio, pone un limite massimo di rischio per vittime umane di 1 su 10.000, mentre alcune simulazioni indicano per Hubble un rischio medio fino a circa 1 su 330 in alcune regioni, e addirittura potenziali impatti diretti in aree densamente popolate come alcune cittĂ asiatiche nei peggiori scenari.
Cosa si può fare?
Le possibilitĂ sono limitate ma non inesistenti. Durante lâultima missione di servizio nel 2009, Hubble fu dotato di un sistema chiamato Soft Capture and Rendezvous System, progettato per facilitare un futuro attacco di una navicella che potrebbe spostare o deorbitarlo in modo controllato.
Tuttavia, nonostante alcuni studi e proposte â inclusa lâidea di una missione privata per innalzare lâorbita del telescopio e ritardare il rientro â non esistono piani concreti approvati al momento per un intervento diretto.
Diverse opzioni teoriche includono:
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Un veicolo robotico o umano che agganci Hubble e lo spinga in unâorbita piĂš alta, riducendo gradualmente lâeffetto dellâatmosfera;
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Un rientro controllato, che porterebbe il telescopio a disintegrarsi in modo sicuro sopra unâarea disabitata, come lâOceano Pacifico meridionale;
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Un futuro piano internazionale con partner spaziali e aziende private per la gestione del fine vita di grandi oggetti spaziali.
Il valore scientifico
La prospettiva della caduta di Hubble non è solo un fatto tecnico ma rappresenta la fine di unâepoca nellâastronomia moderna. Il telescopio ha prodotto oltre un milione di osservazioni, permesso misurazioni cosmologiche fondamentali e immortalato fenomeni che ancora oggi ispirano scienziati e pubblico.
đŁď¸ Nel dibattito pubblico e scientifico si sta sviluppando una crescente richiesta di soluzioni responsabili per ridurre i rischi di detriti spaziali e di rientri incontrollati. Studio dopo studio, emerge lâimportanza di normare e pianificare il fine vita degli strumenti spaziali per proteggere la Terra e il patrimonio orbitale comune.
Un futuro post-Hubble
Lâera del telescopio spaziale di nuova generazione è giĂ iniziata con successori come il James Webb Space Telescope, che osserva lâUniverso in infrarosso e amplia ciò che Hubble ha iniziato. Tuttavia la perdita di Hubble sarebbe piĂš di una semplice dismissione tecnica: sarebbe la scomparsa di uno dei pilastri culturali e scientifici del nostro tempo.
La questione inoltre solleva interrogativi piĂš ampi sulla gestione dello spazio vicino alla Terra, sui rischi di detriti spaziali e sulla responsabilitĂ delle agenzie e delle imprese nel garantire sicurezza e sostenibilitĂ per le future generazioni.
Il telescopio Hubble, icona dellâesplorazione spaziale, è in una lenta ma inesorabile discesa verso la Terra, con una possibile re-entrata incontrollata giĂ tra la fine degli anni â20 e i primi anni â30 del nuovo decennio se non verrĂ intrapresa una missione di salvataggio o di rientro programmato.
Questo scenario, oltre a segnare la fine di uno strumento scientifico straordinario, pone anche interrogativi cruciali sulla sicurezza, sulla gestione dellâorbita terrestre e sulle future regole per il fine vita dei giganti spaziali.
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