🌐 Elettricità e GAS tra flessioni, divari e sfide di mercato
Nel 2026 il mercato dell’energia UE vive una fase di transizione: prezzi dell’elettricità stabili o in lieve calo e gas in discesa, ma con forti differenze tra Paesi e strutturali criticità legate alla dipendenza da fossili, tassazione e mix energetico. Analizziamo dati, cause e prospettive per famiglie e imprese.
Mercato elettricità e gas 2025: un anno di contrasti
Nel 2025 il quadro dei prezzi dell’elettricità e del gas nell’Unione Europea mostra segnali di progressiva stabilizzazione dopo gli anni più turbolenti della crisi energetica iniziata nel 2022, ma resta caratterizzato da forti disparità tra Paesi e vulnerabilità strutturali del sistema. Secondo i dati Eurostat, i prezzi del gas per uso domestico nell’UE sono scesi dell’8,1% nella prima metà del 2025, segnando una graduale riduzione rispetto ai livelli elevati di fine 2024.
Parallelamente, i prezzi dell’elettricità hanno mostrato una relativa stabilità, con oscillazioni lievi rispetto alla seconda metà dell’anno precedente, ma ancora ben al di sopra dei livelli pre‑crisi. Questo scenario riflette l’uscita progressiva dall’emergenza dei picchi dei prezzi del biennio 2022‑23 e una graduale normalizzazione, pur con tensioni legate alla stagionalità, costi di emissioni di CO₂ e dipendenza da combustibili fossili.
Gas naturale in calo ma sempre “sensibile” alle stagioni
Il mercato del gas, storicamente il principale driver dei prezzi dell’elettricità in Europa, ha visto una moderata diminuzione dei prezzi nei primi mesi del 2025, in parte grazie alla crescita delle importazioni di gas naturale liquefatto (GNL) e alle scorte adeguate in vista dell’inverno. Tuttavia, il quadro resta fragile e sensibile alle condizioni climatiche: recenti tensioni sui prezzi sono state causate da un’ondata di freddo, con il benchmark europeo TTF che ha registrato impennate e rapidi aumenti, sintomo della difficoltà di bilanciare domanda e offerta in periodi di elevata richiesta.

Nonostante la diminuzione rispetto ai massimi storici, i prezzi medi del gas restano sostanzialmente più alti rispetto al periodo precedente la crisi del 2022‑23, con impatti diretti sui costi di generazione elettrica e sulle bollette domestiche e industriali.
Elettricità: stabilità apparente, ma costi ancora elevati
Nel corso del 2025, i prezzi dell’elettricità all’ingrosso nell’UE hanno mostrato una certa stabilità, con leggere oscillazioni legate alla produzione da rinnovabili e alla domanda stagionale. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), nonostante alcune regioni europee abbiano registrato aumenti rispetto alla prima metà dell’anno precedente, il trend generale indica un mercato non più in forte stress come nel biennio 2022‑23.
Questa apparente stabilità, tuttavia, maschera ampie differenze tra Paesi e fasce di utenza, influenzate da componenti fiscali, costi di rete e mix produttivo: le famiglie pagano prezzi finali molto diversi da Stato a Stato, con fattori fiscali che possono incidere significativamente sul prezzo dell’elettricità in bolletta.
Gli squilibri nazionali: chi paga di più e chi di meno
I dati più recenti mostrano un ampio differenziale nei prezzi per uso domestico tra capitali europee e tra paesi membri. Ad esempio, l’elettricità in alcune capitali del Nord Europa supera abbondantemente la media UE, mentre in altre aree dell’Est l’energia costa notevolmente meno.
In Italia, secondo analisi indipendenti, i costi dell’elettricità all’ingrosso sono risultati tra i più alti in Europa, con una media significativamente superiore rispetto a Germania, Francia o Spagna nel periodo gennaio‑ottobre 2025, penalizzando soprattutto imprese e famiglie.
Questi squilibri evidenziano come la struttura del mix energetico nazionale influisca profondamente sui prezzi: paesi con forte quota di rinnovabili o nucleare tendono a beneficiare di un profilo più stabile e meno dipendente dalle fluttuazioni del gas.

Le cause profonde: mix energetico e mercati interconnessi
Una delle principali ragioni della persistenza di prezzi elevati in molti Stati europei è la forte influenza del mercato del gas sulla formazione dei prezzi dell’elettricità: nei modelli di prezzo marginalista adottati in molti Paesi, il costo di generazione dell’unità più costosa necessaria per soddisfare la domanda definisce il prezzo finale all’ingrosso. In presenza di gas costoso, questo meccanismo mantiene alto anche il prezzo dell’energia prodotta da fonti più economiche.
Parallelamente, la quota crescente di energia rinnovabile — pur essendo un elemento chiave per la transizione — non sempre si traduce immediatamente in prezzi più bassi: la natura intermittente di solare ed eolico richiede capacità di bilanciamento e continua disponibilità di fonti flexibili, spesso basate su gas o altri combustibili fossili.
Strategie UE e prospettive future
Per affrontare queste criticità, l’Unione Europea ha intensificato gli sforzi attraverso la Energy Union Task Force, che sta lavorando su misure coordinate per ridurre i prezzi dell’energia, accelerare le rinnovabili e migliorare l’efficienza delle reti. Tra gli obiettivi discussi vi sono l’espansione delle interconnessioni tra Stati membri, la diversificazione delle forniture e il progressivo alleggerimento di tasse e oneri sulle bollette.
Un recente studio della University of Cambridge suggerisce che, se gli stati membri raggiungeranno gli obiettivi nazionali di energia solare ed eolica entro il 2030, la dipendenza dal gas diminuirà significativamente e la volatilità dei prezzi dell’elettricità potrebbe ridursi in media del 20% su scala europea — con benefici per consumatori e imprese.
Questi sviluppi indicano che una combinazione di politiche energetiche, riforme strutturali e investimenti nelle rinnovabili può contribuire a rendere i mercati dell’elettricità e del gas meno vulnerabili alle fluttuazioni globali e più sostenibili nel medio termine.

Tra stabilizzazione e sfide ancora aperte
Il 2026 si profila come un anno di transizione per i mercati elettrico e del gas nell’UE, con segnali positivi di stabilizzazione dei prezzi dopo i picchi degli anni precedenti, ma anche con persistenti criticità strutturali e marcati divari tra paesi e fasce di utenza. Restano centrali le questioni legate alla dipendenza dal gas, alla transizione energetica e alla governance europea del mercato.
Per famiglie e imprese europee, la strada per bollette più sostenibili e competitività industriale passa attraverso un mix più bilanciato di fonti, infrastrutture più integrate e politiche condivise che riducano il rischio di nuove ondate di volatilità.
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