🌐Accordo Ue‑Mercosur: storica intesa commerciale dopo 25 anni
Firmato l’accordo Ue‑Mercosur ad Asunción in Paraguay dopo un negoziato durato più di un quarto di secolo: nasce una delle maggiori zone di libero scambio al mondo, ma restano difficili ostacoli politici, ambientali e parlamentari da superare prima dell’entrata in vigore.
Dopo oltre 25 anni di negoziati — tra fasi di stallo, tensioni politico‑ambientali e aperture diplomatiche — l’Unione Europea e i Paesi del Mercosur hanno finalmente firmato un ambizioso accordo commerciale sabato 17 gennaio 2026 ad Asunción, capitale del Paraguay, nel luogo simbolico dove negli anni Novanta nacque proprio il Mercosur.
Alla cerimonia erano presenti tra gli altri la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente di turno del Mercosur, Santiago Peña per il Paraguay, insieme ai leader di Argentina e Uruguay. Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva non ha partecipato di persona, ma ha celebrato l’intesa definendola “un giorno storico per il multilateralismo”, seppure lontano dalla cerimonia.
Si tratta di uno dei più importanti accordi commerciali mai conclusi dall’Unione Europea, che apre una zona di libero scambio potenziale per oltre 700 milioni di persone, con un Pil aggregato che incide per quasi il 20% dell’economia globale.
Un negoziato venticinquennale, una firma dal forte valore simbolico
Le trattative per un’intesa tra Ue e Mercosur (che comprende Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) erano iniziate nel 1999, segnando un lungo percorso di difficoltà e blocchi. L’accordo definitivo è stato raggiunto nel dicembre 2024, ma solo ora è stato apposto il sigillo formale delle parti.
“Abbiamo scelto il commercio equo rispetto alle tariffe, un partenariato produttivo a lungo termine invece dell’isolamento”, ha dichiarato Ursula von der Leyen durante la cerimonia, sottolineando la visione del commercio internazionale dell’Unione come alternativa alla spirale protezionista globale.
Per la presidente della Commissione si tratta di un passo fondamentale per rafforzare la posizione commerciale dell’UE nel mondo, portando stabilità e maggiore interdipendenza economica con un’area in rapido sviluppo.
Cosa prevede l’accordo: dazi, mercati e tutele
L’accordo — formalmente composto da un Partnership Agreement e da un Interim Trade Agreement — elimina progressivamente oltre il 90% dei dazi sulle merci tra i due blocchi, in una progressiva liberalizzazione che si estenderà nel tempo per settori strategici del commercio.
È previsto che:
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l’UE elimini i dazi su circa il 91% delle esportazioni verso Mercosur (tra cui beni industriali, prodotti artigianali e agri‑alimentari come vino, olio e cioccolato);
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il Mercosur riduca o azzeri i dazi su circa il 92% delle esportazioni verso l’UE, con particolare apertura per carne bovina, pollame, zucchero e altri prodotti agricoli.
L’intesa include anche clausole moderne su sostenibilità, proprietà intellettuale e nuove tecnologie, così come tutele sanitarie e fitosanitarie stringenti: prodotti esportati verso l’UE dovranno rispettare standard europei senza alcuna deroga.
Le reazioni dei governi
Dal punto di vista economico, l’accordo è stato salutato come un’opportunità per le esportazioni europee, favorendo i settori industriali e alcuni segmenti dell’agricoltura. In Italia, ad esempio, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha affermato che il paese potrà beneficiare di un incremento delle esportazioni fino a 14 miliardi di euro grazie all’accordo.
Allo stesso tempo, il patto ha suscitato critiche e timori — dentro e fuori l’Unione Europea — soprattutto tra gli agricoltori europei, preoccupati per la competizione da prodotti sudamericani e per gli impatti su filiere locali. Greenpeac e altre associazioni ambientaliste hanno sottolineato la necessità di monitorare l’attuazione delle clausole ambientali contro la deforestazione.
Alcuni Stati membri si erano opposti alla ratifica, avanzando richieste di maggiori garanzie per il settore agricolo e per la tutela dei lavoratori: Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda avevano votato contro l’accordo durante le votazioni preliminari, mentre il Belgio si era astenuto.
Il difficile esame parlamentare
La firma – pur storica – non segna la conclusione del percorso istituzionale. Prima che l’accordo entri in vigore, è ancora necessario il via libera del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali dei Paesi Mercosur, secondo le procedure interne dei due blocchi.
Il dibattito a Strasburgo si annuncia acceso, con gruppi politici pronti a discutere non solo gli aspetti economici, ma anche quelli legati al rispetto degli standard sociali e ambientali. Alcuni osservatori ritengono che un eventuale rifiuto dell’accordo potrebbe compromettere anni di diplomazia e indebolire la leadership commerciale dell’UE in un contesto globale sempre più frammentato.
Un accordo con implicazioni strategiche globali
Oltre all’impatto commerciale, l’intesa Ue‑Mercosur acquisisce una valenza geopolitica, segnalando l’impegno dell’Unione Europea per il multilateralismo commerciale in un’epoca di crescenti dazi e tensioni protezionistiche. La partnership con Sud America è vista anche come un contrappeso alle pressioni esercitate da altre potenze economiche come Stati Uniti e Cina, che cercano di consolidare relazioni strategiche nella regione.
“Il nostro messaggio è chiaro: preferiamo un mercato aperto, regole condivise e cooperazione duratura”, ha ribadito von der Leyen, sottolineando che l’accordo non è solo una questione commerciale, ma una scommessa sulla stabilità e sulla crescita globale.
La firma dell’accordo Ue‑Mercosur rappresenta un momento di svolta per il commercio internazionale dopo più di due decenni di discussioni. Se entrerà pienamente in vigore, potrebbe ridefinire gli equilibri economici tra Europa e Sud America, ma il successo di questa impresa dipenderà dalla capacità delle istituzioni europee di conciliare interessi economici, tutela ambientale e consenso politico interno.
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