🌐 Mps, colpo di mano di Caltagirone: Lovaglio fuori dalla lista
In un passaggio cruciale per la governance di Monte dei Paschi di Siena la decisione del comitato nomine di escludere l’attuale CEO Luigi Lovaglio dalla lista dei 20 candidati al nuovo consiglio di amministrazione scuote il mondo bancario, con Fabrizio Palermo e Carlo Vivaldi tra i profili più accreditati per il vertice.
La decisione di escludere Luigi Lovaglio dalla lista dei candidati al prossimo Cda di Mps rappresenta un vero e proprio terremoto nel panorama politico-finanziario italiano. Il comitato nomine, presieduto da Domenico Lombardi, ha definito nelle ore scorse la rosa dei nomi che verrà sottoposta all’approvazione del consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi di Siena e ha deciso di non includere il CEO uscente Luigi Lovaglio, nonostante fosse inizialmente presente nella long list dei potenziali candidati per il rinnovo della governance in vista dell’assemblea del 15 aprile. La scelta, che dovrà essere ora ratificata dal board nella riunione pomeridiana, segna una rottura profonda tra la dirigenza e una parte significativa dell’azionariato, con in primo piano la posizione del gruppo di Francesco Gaetano Caltagirone e dei suoi rappresentanti nel Cda.

Il colpo di scena giunge in un momento di forte tensione per Mps, alle prese con il rinnovo della governance e con una serie di tensioni interne e di vigilanza. Il comitato nomine, dopo un confronto serrato protrattosi fino a tarda serata, ha ritenuto di non riconfermare Lovaglio nella lista ristretta per la composizione del prossimo consiglio di amministrazione. Il banco non è ancora truccato: la lista dei 26 nomi proposta ieri sera dovrà essere ridotta a 20 entro la fine di giornata e ottenere almeno 10 voti su 14 per essere approvata.
Al centro della controversia non ci sono soltanto questioni di opportunità societaria ma anche il peso politico di alcuni soci e la vigilanza della Banca Centrale Europea. Proprio l’Eurotower avrebbe sollecitato criteri rigorosi nella selezione dei candidati, puntando su profili con solide competenze in finanza, regolamentazione e governance, in un momento in cui la stabilità e la credibilità delle banche europee sono sotto costante osservazione.
La figura di Lovaglio, ex manager di lungo corso e CEO di Mps dal 2022, ha attraversato un periodo di consolidamento dopo la maxi ricapitalizzazione e la complessa operazione industriale che ha cercato di rilanciare l’istituto, inclusa la scalata a Mediobanca. Tuttavia, fattori esterni come le indagini della Procura di Milano sul presunto “concerto” con alcuni azionisti – tra cui Caltagirone stesso – per la scalata a Mediobanca, hanno pesato sulla decisione del comitato nomine. Anche il piano industriale presentato da Lovaglio – giudicato da alcuni osservatori poco convincente e accolto con freddezza dal mercato – sembra aver contribuito a incrinare la fiducia nella sua riconferma alla guida.

Sul fronte delle candidature alternative, Fabrizio Palermo e Carlo Vivaldi emergono come protagonisti in pole position. Palermo, attuale amministratore delegato di Acea e uomo di fiducia di Caltagirone, figura nella rosa dei potenziali candidati con un profilo adatto a guidare la banca in una fase di transizione. Vivaldi, con un passato di rilievo in Unicredit e una solida esperienza internazionale, rappresenta anch’egli un nome forte nella corsa per i vertici dell’istituto senese.
Altri profili emersi nei ragionamenti informali includono Corrado Passera, ex numero uno di Intesa Sanpaolo e di Illimity, anche se lo stesso Passera ha manifestato una posizione più defilata rispetto a un ritorno in ruoli operativi. L’assemblea del 15 aprile, in ogni caso, sarà chiamata non solo a votare la lista ufficiale ma anche eventualmente a scegliere singolarmente i consiglieri, come previsto dalla Legge Capitali, rendendo ancora più aperta la partita sui nomi.
La mossa di Caltagirone e del comitato nomine, infatti, ha tutte le caratteristiche di un “colpo di mano” nel quadro delle dinamiche societarie del Monte dei Paschi, con l’obiettivo di imprimere una svolta alla governance in vista delle sfide future. Il voto di approvazione della lista del Cda di Mps e i possibili sviluppi nella definizione della nuova leadership saranno un termometro fondamentale per misurare la tenuta degli equilibri interni e la capacità dell’istituto di affrontare un periodo ancora ricco di incognite.
Nel frattempo, il mercato osserva con attenzione: la governance bancaria resta un tema centrale nella percezione degli investitori, e ogni segnale di instabilità può tradursi in volatilità sul titolo e riflessi nei rapporti con la vigilanza europea e gli stakeholder internazionali. La partita Mps, Caltagirone, Lovaglio, Palermo, Vivaldi è quindi destinata a rimanere al centro dell’agenda economica italiana nelle prossime settimane, fino all’assemblea decisiva di aprile, quando si saprà se l’esclusione di Lovaglio aprirà davvero una nuova era per la più antica banca d’Europa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA





