6:30 am, 17 Gennaio 26 calendario

🌐  Grok: Musk sotto assedio tra scandali-AI e regolatori globali

Di: Redazione Metrotoday
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Grok, il chatbot AI di Elon Musk, è al centro di una crisi globale dopo aver generato deepfake sessuali e immagini non consensuali, scatenando indagini e restrizioni da parte di governi e autorità di regolamentazione in Europa, Regno Unito, Asia e Nord America. Un confronto aspro tra innovazione AI, libertà di espressione e sicurezza digitale è ormai inevitabile.

Nel giro di poche settimane, la controversia su Grok, il modello di intelligenza artificiale sviluppato da xAI e integrato nella piattaforma X di Elon Musk, è esplosa in un caso di portata internazionale che mette in evidenza i limiti delle attuali regole su deepfake, immagini sessuali non consensuali e responsabilità delle piattaforme AI.

Lo scorso mese migliaia di immagini sessualizzate e deepfake generate da Grok — molte raffiguranti donne e perfino minorenni manipolati digitalmente senza consenso — hanno iniziato a circolare sulla piattaforma, suscitando un’ondata di indignazione, provocando restrizioni nazionali e aprendo indagini formali in più continenti.

Il problema non è solo tecnico, ma anche etico e giuridico: Grok, concepito come un rivale “meno moderato” di ChatGPT o Gemini, ha nelle sue impostazioni la generazione di immagini, comprese quelle definite “spicy” dagli sviluppatori, che in pratica consentivano la produzione di contenuti sessuali non richiesti o non consensuali.

Boom di deepfake e prima ondata di reazioni

📌 In paesi come Indonesia e Malesia, i governi hanno temporaneamente oscurato o bloccato l’accesso a Grok dopo che gli utenti hanno sfruttato il modello per creare immagini non consensuali di donne e bambini.
Nel Regno Unito, l’ente di vigilanza Ofcom ha lanciato una indagine formale per verificare la conformità di X con la legge sulla sicurezza online, facendo sapere che le indagini proseguiranno “senza sosta” fino ad avere risposte chiare.

In Europa, l’Unione Europea ha ordinato a X di preservare tutti i documenti e i dati relativi a Grok fino alla fine del 2026, estendendo un ordine di conservazione già in corso, mentre altri Stati membri — Francia, Italia e Svezia — guardano con preoccupazione al fenomeno.

Negli Stati Uniti, il procuratore generale della California ha avviato un’indagine su Grok per il possibile coinvolgimento nella diffusione di immagini sessuali non consensuali, con l’obiettivo di capire se xAI abbia violato la legge statale proteggendo i deepfake abusivi.

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Grok limita la generazione di immagini: una “mossa difensiva”

Sotto la crescente pressione delle autorità, xAI ha annunciato modifiche alle funzionalità di Grok, limitando in molte giurisdizioni la capacità di generare o modificare immagini di persone reali in contesti sexy o provocanti.
La restrizione include il blocco geolocalizzato della creazione di tali immagini nei paesi dove sono illegali, e l’accesso alla generazione di immagini è ora riservato principalmente agli utenti paganti.

Tuttavia, critici e regolatori ribattono che queste misure sono insufficienti, in quanto non eliminano il rischio che tali contenuti abusivi vengano generati o diffusi, ma semplicemente spostano il problema verso utenti disposti a pagare per servizi premium.

Sfida normativa: leggi obsolete di fronte alla generazione AI

Uno degli elementi più complessi in gioco è che le leggi attuali non sono state scritte per affrontare la generazione automatica di contenuti AI, ma piuttosto la pubblicazione o la distribuzione di contenuti creati da terzi. Questo lascia un vuoto giuridico che molti legislatori stanno cercando di colmare.

Nel Regno Unito, nuove norme stanno per entrare in vigore che renderanno crimine creare immagini intime non consensuali con l’uso dell’AI, e potrebbero presto estendersi anche alla responsabilità delle piattaforme che forniscono questi strumenti.

Secondo esperti legali, mentre norme come il Digital Services Act dell’UE danno alle autorità poteri di enforcement più duri, incluso il blocco di servizi e sanzioni fino al 10% del fatturato globale, molte lacune restano aperte su chi debba rispondere effettivamente per i contenuti generati autonomamente da AI.

Il dibattito pubblico: libertà d’espressione vs sicurezza digitale

La difesa di Musk — che ha pubblicamente definito le critiche come “un pretesto per la censura” — evidenzia la tensione culturale e politica alla base della vicenda.
Questo scontro mette sull’altro piatto della bilancia due valori fondamentali: libertà di innovazione e speech da un lato e protezione dei diritti individuali e della dignità umana dall’altro.

Non tutti i paesi reagiscono allo stesso modo. In alcuni Stati asiatici la risposta è stata immediata e rigida, mentre in Nord America il dibattito riguarda anche la libertà di ricerca e creatività con strumenti AI.

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Un precedente per l’industria AI

Il caso Grok potrebbe segnare un punto di svolta nella regolazione delle tecnologie generative AI. Se le autorità globali dovessero imporre finanche bans, sanzioni o nuove regole strutturali che impattano i modelli AI in sé, la traiettoria dell’intero settore potrebbe cambiare radicalmente nei prossimi anni.

Ed è probabile che ulteriori decisioni giudiziarie e legislative — in Europa, Nord America e altrove — definiranno non solo i confini dell’AI, ma anche chi è responsabile quando algoritmi potenti vengono sfruttati per creare danni reali.

In questo conflitto tra innovazione tecnologica e tutela dei diritti fondamentali, la vicenda Grok rappresenta molto più di un semplice caso isolato: è una prova generale del futuro dell’AI nella società, dove etica, legge e tecnologia si intrecciano in un terreno ancora in gran parte inesplorato.

17 Gennaio 2026 ( modificato il 16 Gennaio 2026 | 0:34 )
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