🌐 Ferrari crolla e il mercato sta preparando qualcosa di grosso
Le azioni Ferrari affondano, penalizzate da downgrade, guidance cauta e sentiment ribassista – il mercato sta preparando qualcosa di grosso secondo gli analisti. In un inizio d’anno che definire turbolento è un eufemismo, le azioni Ferrari N.V. (RACE) continuano il loro trend negativo, segnando nuovi minimi di periodo mentre gli investitori si interrogano su cosa stia realmente accadendo dietro il titolo simbolo del lusso automobilistico italiano. “Il mercato sta preparando qualcosa di grosso”, titola oggi Investing.com Italia, sintetizzando uno scenario di crescente pressione ribassista, downgrade da parte di importanti broker e segnali tecnici che suggeriscono un possibile proseguimento della correzione.
Negli ultimi mesi il titolo ha perso terreno in modo significativo: -4,54% nell’ultima seduta Usa, quasi -6% negli ultimi tre mesi e oltre -26% nei sei mesi precedenti, secondo i modelli di InvestingPro, che evidenziano un impianto grafico dominato da vendite costanti. Ma non è solo un numero: dietro a queste flessioni ci sono dubbi e delusioni crescenti degli investitori, inquieti per le prospettive di crescita e la strategia futura della Casa di Maranello.

Dalla crescita spasmodica alla prudenza del mercato
📌 Storicamente considerata un titolo “difensivo” e simbolo di esclusività e forte rendimento, Ferrari ha visto la sua quotazione spingere fino a livelli record nell’ultimo biennio. Tuttavia, la recente crescita vertiginosa dei target di lungo periodo è stata sostituita da una strategia più prudente, con obiettivi finanziari e di crescita che non hanno convinto tutti gli osservatori.
Paradossalmente, il mercato ha reagito in modo più negativo a prospettive moderatamente positive: quando Ferrari ha presentato il suo piano strategico verso il 2030, con ricavi attesi di almeno 9 miliardi di euro e utili in crescita, la risposta degli investitori è stata un sell-off. Questo perché la guida di lungo termine riflette una crescita inferiore alle attese di Wall Street, soprattutto rispetto ai piani precedenti, e segnala una traiettoria più contenuta rispetto a prima.
Il risultato è stata una caduta significativa del titolo dopo il Capital Markets Day, con performance sotto la media sia europea che americana e la perdita di miliardi di capitalizzazione in un solo giorno di contrattazioni.
Analisti prudenti, rating rivisti e contesto globale
La pressione sul titolo non è solo una percezione dei trader tecnici: crescono i downgrade da parte delle grandi banche d’affari. Morgan Stanley ha infatti rivisto Ferrari da “overweight” a “equal‑weight”, abbassando il target price da 520 dollari a 425 per azione, indicando un potenziale upside molto limitato e prospettive di crescita più modeste nel breve termine.
Allo stesso tempo, HSBC Global Research ha ridotto il rating da “strong buy” a “hold”, evidenziando così che molti broker stanno adottando un approccio più prudente nei confronti del titolo.
Questi giudizi arrivano nonostante Ferrari abbia battuto le stime utili e ricavi nell’ultimo trimestre, mostrando solidità operativa a fronte di vendite e margini ancora robusti. La contraddizione tra fondamentali aziendali e sentiment di mercato riflette la complessità di valutare un marchio di lusso in un contesto di transizione globale.

EV, crescita e transizione
Una delle questioni centrali nelle discussioni degli investitori è il percorso di elettrificazione della casa di Maranello. Ferrari ha ridotto le ambizioni di elettrificazione dal 40% al 20% della sua gamma prevista per il 2030, concentrando la restante offerta su motori ibridi e a combustione. Questa scelta, pur coerente con la preservazione del DNA della marca, ha deluso le aspettative di molti investitori orientati a un futuro di mobilità più elettrico e sostenibile.
Inoltre, alcuni analisti sottolineano vincoli nella capacità produttiva, ritardi nelle componenti critiche come la fibra di carbonio e costi significativi legati all’aggiornamento delle linee e alla nuova generazione di modelli, fattori che potrebbero frenare ulteriormente la performance nel breve periodo.
Il mood degli investitori: opportunità o panico?
I mercati finanziari non sono mai un monolite, e lo stesso vale per Ferrari. Tra i commentatori finanziari e gli investitori retail c’è un dibattito acceso:
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C’è chi vede l’attuale correzione come un’opportunità storica di ingresso nel titolo, considerata la rarità di cadute così marcate per una società storicamente solida e di nicchia.
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Altri sostengono che il calo rifletta rischi strutturali più profondi, come una crescita di ricavi più lenta e un sentiment ribassista consolidato.
Alcuni analisti tecnici, come quelli di Investing.com, suggeriscono addirittura scenari tattici ribassisti a breve termine, con obiettivi di prezzo che potrebbero spingersi ulteriormente verso il basso se venditori e momentum negativo dovessero dominare il mercato.

Con i movimenti di rating, i segnali tecnici predominanti e un quadro macroeconomico ancora incerto, Ferrari si trova in una fase di passaggio cruciale. L’aumento dell’interesse per veicoli ad alte prestazioni e margini elevati non basta a compensare completamente la prudenza di chi guarda ai fondamentali finanziari.
Il mercato sta, infatti, “preparando qualcosa di grosso”, sia esso un’inversione di tendenza oppure un consolidamento prolungato sotto pressioni esterne e interne.
In bilico tra valore storico e prospettive future, la “Rossa” di Maranello continua a essere sotto i riflettori di investitori e analisti: non più soltanto per le sue vetture iconiche, ma per quelle azioni che oggi raccontano una storia complessa di aspettative deluse, prudenza strategica e valutazioni in evoluzione.
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