6:52 pm, 14 Gennaio 26 calendario

🌐 Pandorogate: chiusura giudiziaria e polemiche

Di: Redazione Metrotoday
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Chiara Ferragni assolta dall’accusa di truffa sul Pandorogate: il tribunale di Milano ha deciso il proscioglimento dell’influencer nel processo che aveva scosso il mondo dell’influencer marketing italiano. Il giudice non ha riconosciuto l’aggravante contestata dai pm, portando all’estinzione del reato e alla fine di una vicenda giudiziaria e mediatica durata oltre due anni, con impatti sul dibattito normativo e sull’immagine pubblica di Ferragni.

Una sentenza che chiude una lunga fase giudiziaria

Il tribunale di Milano ha assolto Chiara Ferragni dall’accusa di truffa aggravata nel cosiddetto “Pandorogate”, relativo alla promozione social del Pandoro Pink Christmas e delle uova di Pasqua dove si sosteneva che una parte dei proventi fosse destinata a cause benefiche.

La decisione del giudice Ilio Mannucci Pacini della terza sezione penale ha segnato la fine di un procedimento giudiziario che aveva catalizzato l’attenzione dell’opinione pubblica e dei media nazionali e internazionali.

La vicenda era iniziata con un’inchiesta della procura di Milano, che nel 2023 aveva individuato presunte pratiche ingannevoli nella pubblicizzazione dei prodotti festivi legati al nome di Ferragni, con l’accusa di aver fatto intendere ai consumatori che l’acquisto avrebbe sostenuto progetti umanitari o sanitari.

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Il reato e la decisione del giudice: dal “truffa aggravata” alla estinzione

All’origine della contestazione c’era l’accusa di truffa aggravata in commercio, aggravata dall’uso del mezzo informatico, rivolta non solo a Ferragni ma anche ad altri due coimputati: il suo ex collaboratore Fabio Damato e il presidente di Cerealitalia, Francesco Cannillo.

📌  Tuttavia, il giudice non ha riconosciuto l’aggravante della minorata difesa dei consumatori o utenti online, che rendeva il reato procedibile d’ufficio e permetteva di evitare la querela da parte della vittima.

Poiché la querela presentata da Codacons era stata ritirata circa un anno fa in seguito a un accordo risarcitorio tra l’associazione di consumatori e Ferragni, il reato è stato riqualificato in semplice truffa, perseguibile solo su querela di parte. Con la querela ritirata, il giudice ha disposto l’estinzione del reato e il proscioglimento dell’imputata.

Il proscioglimento riguarda anche Damato e Cannillo, prosciolti con la stessa formula per estinzione del reato riqualificato.

La reazione di Ferragni e le parole all’uscita dal tribunale

“Siamo tutti commossi, ringrazio i miei avvocati e i miei follower”, ha dichiarato Chiara Ferragni al termine della lettura della sentenza, visibilmente emozionata davanti alle telecamere.

La influencer, tra le piĂš seguite al mondo con decine di milioni di follower, ha spesso ribadito durante tutto il processo di aver agito in buona fede e di aver svolto iniziative di beneficenza reali, pur riconoscendo alcune criticitĂ  nei messaggi promozionali utilizzati in passato.

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Un processo che ha segnato il dibattito sull’influencer marketing

Il caso Pandorogate ha acceso un vivace dibattito sul ruolo e la responsabilità degli influencer nelle campagne di marketing e nelle iniziative solidali. Secondo l’accusa, la promozione dei prodotti avrebbe indotto in errore i consumatori, che credevano di sostenere progetti di beneficenza direttamente attraverso l’acquisto.

Già nel dicembre 2023 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva sanzionato Ferragni per oltre un milione di euro per pratiche commerciali ritenute ingannevoli nello stesso contesto, mettendo in evidenza una lacuna normativa nella regolamentazione delle comunicazioni sui social.

La vicenda ha spinto le istituzioni italiane a valutare maggiori regole trasparenti per la pubblicità su piattaforme digitali, compreso l’obbligo di registrazione per gli influencer con oltre 500.000 follower e l’introduzione di linee guida più rigide per le promozioni che utilizzano cause benefiche come elemento di vendita.

Impatti sull’immagine pubblica e sul business

Pur non essendo stata condannata, la controversia ha avuto effetti tangibili sulla carriera di Ferragni. Nel corso del procedimento giudiziario, l’influencer ha perso alcuni contratti di sponsorizzazione e ha visto un’interruzione temporanea di alcune attività commerciali, riflettendo le difficoltà di mantenere la fiducia del pubblico durante una lunga disputa legale.

Secondo alcuni analisti di marketing e commentatori di settore, la sentenza di oggi non cancella i danni reputazionali subiti: per molti osservatori, la vicenda resterĂ  un monito sulle responsabilitĂ  comunicative degli influencer nei confronti dei consumatori.

Analisi della giurisprudenza e prospettive regolatorie

Giuridicamente, l’assoluzione di Ferragni in questo processo non equivale a una dichiarazione di inesistenza dei fatti, ma piuttosto alla constatazione che il reato più grave contestato non poteva essere perseguito alla luce del ritiro della querela e della mancata configurabilità dell’aggravante. Alcuni commentatori notano che, come evidenziato anche su forum e social, questa distinzione può far sorgere dibattiti terminologici su cosa significhi “assoluzione” in diritto italiano, ma non cambia il fatto che l’influencer non sarà condannata penalmente in questa materia.

Sul fronte normativo, la vicenda ha accelerato la proposta di nuove norme per disciplinare meglio l’“influencer marketing” e il legame tra promozione commerciale e beneficenza, in modo da aumentare la chiarezza per i consumatori e ridurre il rischio di messaggi potenzialmente fuorvianti.

Uno scenario di cambiamento per il marketing digitale

Il “Pandorogate” è diventato un caso emblematico della sfida tra legislazione tradizionale e fenomeni emergenti nell’economia digitale, dove influencer con enorme seguito possono lanciare campagne che sembrano fondere marketing, solidarietà e branding personale.

Per gli esperti di marketing digitale, questo processo ha sottolineato l’importanza di trasparenza e correttezza nei messaggi pubblicitari, soprattutto quando si toccano temi sensibili come le donazioni e il sostegno a cause sociali.

La sentenza di assoluzione di Chiara Ferragni nel processo sul Pandorogate segna la fine giudiziaria formale di una vicenda controversa, ma apre un capitolo senz’altro più ampio sulle responsabilità e sulla regolamentazione del ruolo degli influencer nella società contemporanea.

La riflessione non riguarda solo un volto noto del fashion e del lifestyle, ma tutta un’ecosistema di comunicazione digitale dove trasparenza, fiducia e responsabilità sono diventate parole chiave per consumatori, autorità normative e creatori di contenuti.

14 Gennaio 2026
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