đ Pandorogate: chiusura giudiziaria e polemiche
Chiara Ferragni assolta dallâaccusa di truffa sul Pandorogate: il tribunale di Milano ha deciso il proscioglimento dellâinfluencer nel processo che aveva scosso il mondo dellâinfluencer marketing italiano. Il giudice non ha riconosciuto lâaggravante contestata dai pm, portando allâestinzione del reato e alla fine di una vicenda giudiziaria e mediatica durata oltre due anni, con impatti sul dibattito normativo e sullâimmagine pubblica di Ferragni.
Una sentenza che chiude una lunga fase giudiziaria
Il tribunale di Milano ha assolto Chiara Ferragni dallâaccusa di truffa aggravata nel cosiddetto âPandorogateâ, relativo alla promozione social del Pandoro Pink Christmas e delle uova di Pasqua dove si sosteneva che una parte dei proventi fosse destinata a cause benefiche.
La decisione del giudice Ilio Mannucci Pacini della terza sezione penale ha segnato la fine di un procedimento giudiziario che aveva catalizzato lâattenzione dellâopinione pubblica e dei media nazionali e internazionali.
La vicenda era iniziata con unâinchiesta della procura di Milano, che nel 2023 aveva individuato presunte pratiche ingannevoli nella pubblicizzazione dei prodotti festivi legati al nome di Ferragni, con lâaccusa di aver fatto intendere ai consumatori che lâacquisto avrebbe sostenuto progetti umanitari o sanitari.
Il reato e la decisione del giudice: dal âtruffa aggravataâ alla estinzione
Allâorigine della contestazione câera lâaccusa di truffa aggravata in commercio, aggravata dallâuso del mezzo informatico, rivolta non solo a Ferragni ma anche ad altri due coimputati: il suo ex collaboratore Fabio Damato e il presidente di Cerealitalia, Francesco Cannillo.
đ Â Tuttavia, il giudice non ha riconosciuto lâaggravante della minorata difesa dei consumatori o utenti online, che rendeva il reato procedibile dâufficio e permetteva di evitare la querela da parte della vittima.
PoichĂŠ la querela presentata da Codacons era stata ritirata circa un anno fa in seguito a un accordo risarcitorio tra lâassociazione di consumatori e Ferragni, il reato è stato riqualificato in semplice truffa, perseguibile solo su querela di parte. Con la querela ritirata, il giudice ha disposto lâestinzione del reato e il proscioglimento dellâimputata.
Il proscioglimento riguarda anche Damato e Cannillo, prosciolti con la stessa formula per estinzione del reato riqualificato.
La reazione di Ferragni e le parole allâuscita dal tribunale
âSiamo tutti commossi, ringrazio i miei avvocati e i miei followerâ, ha dichiarato Chiara Ferragni al termine della lettura della sentenza, visibilmente emozionata davanti alle telecamere.
La influencer, tra le piĂš seguite al mondo con decine di milioni di follower, ha spesso ribadito durante tutto il processo di aver agito in buona fede e di aver svolto iniziative di beneficenza reali, pur riconoscendo alcune criticitĂ nei messaggi promozionali utilizzati in passato.
Un processo che ha segnato il dibattito sullâinfluencer marketing
Il caso Pandorogate ha acceso un vivace dibattito sul ruolo e la responsabilitĂ degli influencer nelle campagne di marketing e nelle iniziative solidali. Secondo lâaccusa, la promozione dei prodotti avrebbe indotto in errore i consumatori, che credevano di sostenere progetti di beneficenza direttamente attraverso lâacquisto.
GiĂ nel dicembre 2023 lâAutoritĂ Garante della Concorrenza e del Mercato aveva sanzionato Ferragni per oltre un milione di euro per pratiche commerciali ritenute ingannevoli nello stesso contesto, mettendo in evidenza una lacuna normativa nella regolamentazione delle comunicazioni sui social.
La vicenda ha spinto le istituzioni italiane a valutare maggiori regole trasparenti per la pubblicitĂ su piattaforme digitali, compreso lâobbligo di registrazione per gli influencer con oltre 500.000 follower e lâintroduzione di linee guida piĂš rigide per le promozioni che utilizzano cause benefiche come elemento di vendita.
Impatti sullâimmagine pubblica e sul business
Pur non essendo stata condannata, la controversia ha avuto effetti tangibili sulla carriera di Ferragni. Nel corso del procedimento giudiziario, lâinfluencer ha perso alcuni contratti di sponsorizzazione e ha visto unâinterruzione temporanea di alcune attivitĂ commerciali, riflettendo le difficoltĂ di mantenere la fiducia del pubblico durante una lunga disputa legale.
Secondo alcuni analisti di marketing e commentatori di settore, la sentenza di oggi non cancella i danni reputazionali subiti: per molti osservatori, la vicenda resterĂ un monito sulle responsabilitĂ comunicative degli influencer nei confronti dei consumatori.

Analisi della giurisprudenza e prospettive regolatorie
Giuridicamente, lâassoluzione di Ferragni in questo processo non equivale a una dichiarazione di inesistenza dei fatti, ma piuttosto alla constatazione che il reato piĂš grave contestato non poteva essere perseguito alla luce del ritiro della querela e della mancata configurabilitĂ dellâaggravante. Alcuni commentatori notano che, come evidenziato anche su forum e social, questa distinzione può far sorgere dibattiti terminologici su cosa significhi âassoluzioneâ in diritto italiano, ma non cambia il fatto che lâinfluencer non sarĂ condannata penalmente in questa materia.
Sul fronte normativo, la vicenda ha accelerato la proposta di nuove norme per disciplinare meglio lââinfluencer marketingâ e il legame tra promozione commerciale e beneficenza, in modo da aumentare la chiarezza per i consumatori e ridurre il rischio di messaggi potenzialmente fuorvianti.
Uno scenario di cambiamento per il marketing digitale
Il âPandorogateâ è diventato un caso emblematico della sfida tra legislazione tradizionale e fenomeni emergenti nellâeconomia digitale, dove influencer con enorme seguito possono lanciare campagne che sembrano fondere marketing, solidarietĂ e branding personale.
Per gli esperti di marketing digitale, questo processo ha sottolineato lâimportanza di trasparenza e correttezza nei messaggi pubblicitari, soprattutto quando si toccano temi sensibili come le donazioni e il sostegno a cause sociali.
La sentenza di assoluzione di Chiara Ferragni nel processo sul Pandorogate segna la fine giudiziaria formale di una vicenda controversa, ma apre un capitolo senzâaltro piĂš ampio sulle responsabilitĂ e sulla regolamentazione del ruolo degli influencer nella societĂ contemporanea.

La riflessione non riguarda solo un volto noto del fashion e del lifestyle, ma tutta unâecosistema di comunicazione digitale dove trasparenza, fiducia e responsabilitĂ sono diventate parole chiave per consumatori, autoritĂ normative e creatori di contenuti.
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