8:59 am, 13 Gennaio 26 calendario

🌐  Euro digitale, “È cruciale per la sovranità UE”

Di: Redazione Metrotoday
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Euro digitale, l’appello degli economisti: “È cruciale per la sovranità UE”. Oltre 60 accademici ed esperti internazionali, tra cui Thomas Piketty, hanno lanciato una lettera aperta al Parlamento europeo sottolineando che il lancio di un euro digitale non è un’opzione tecnologica, ma una questione di sovranità economica e monetaria dell’Unione Europea nel contesto di mercati digitali dominati da operatori stranieri.

In un contesto di crescente competizione globale, con sistemi di pagamento digitali statunitensi e tecnologie private sempre più presenti nella vita quotidiana dei cittadini europei, il progetto di una valuta digitale pubblica diventa un nodo strategico che interseca economia, politica e geopolitica.

Un appello per la sovranità monetaria

📌  La lettera aperta, pubblicata in vista di un’importante audizione parlamentare prevista nelle prossime settimane, riunisce intellettuali provenienti da diverse università europee e oltre. Gli economisti insistono sull’urgenza di approvare la normativa che consentirebbe alla Banca centrale europea (BCE) di lanciare un euro digitale operativo entro la fine del decennio.

La motivazione principale è chiara: senza una propria forma di moneta digitale pubblica, l’Eurozona rischia di perdere il controllo di quella che essenzialmente è la sua “moneta”, delegando gran parte delle transazioni digitali a fornitori privati, in gran parte statunitensi. Questo, secondo gli estensori della lettera, tradurrebbe in una vulnerabilità significativa nei confronti di interessi commerciali e geopolitici esterni.

Come spiegano gli analisti, in tredici Paesi dell’area dell’euro non esiste ancora alcuna opzione nazionale di pagamento digitale; la maggior parte dei cittadini fa affidamento su circuiti globali come Visa, Mastercard o PayPal. Questa situazione, di fatto, significa che l’Europa non controlla pienamente la propria infrastruttura di pagamento digitale.


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Cos’è l’euro digitale e perché importa

Secondo le istituzioni europee, l’euro digitale non sostituirebbe il contante, ma lo affiancherebbe in un ecosistema di pagamenti moderno e digitale, permettendo ai cittadini e alle imprese di scegliere un mezzo di pagamento pubblico, sicuro e universalmente riconosciuto nell’area dell’euro.

La BCE lo descrive come una forma elettronica di “contante digitale” che può essere utilizzata ovunque nella zona euro. Come spiegato dalle autorità monetarie, questo strumento economico sarebbe emesso direttamente dall’istituzione centrale e non da intermediari privati, rendendolo così uno strumento di politica monetaria pubblica.

Il progetto è ancora in fase di sviluppo: la BCE ha completato con successo la fase preparatoria, e se la normativa sarà adottata nel corso del 2026, un primo esercizio pilota potrebbe partire nel 2027 con una possibile emittenza commerciale già nel 2029.

Una difesa contro dipendenze esterne

L’appello degli economisti mette in guardia contro una dipendenza eccessiva da infrastrutture straniere: i sistemi di pagamento digitali dominati da aziende extraeuropee rappresentano, secondo molti firmatari, un rischio diretto per la capacità dell’Europa di garantire autonomia nelle transazioni economiche interne ed esterne.

Questa visione è condivisa anche da membri della BCE: da tempo esponenti come Piero Cipollone sottolineano che l’Eurozona deve proteggere la sua autonomia contro la crescente penetrazione di sistemi digitali privati non europei, promuovendo innovazione e resilienza attraverso un’infrastruttura pubblica comune.

In un mondo in cui le tecnologie digitali stanno trasformando ogni aspetto della vita economica, avere un sistema di pagamento pubblico e interoperabile può costituire un elemento di forza nell’agenda della sovranità digitale dell’Unione.


La prospettiva geopolitica: oltre l’Europa

Il dibattito sull’euro digitale si colloca in una cornice internazionale più ampia, dove la competizione per le valute digitali si intreccia con l’equilibrio geopolitico globale. Gli Stati Uniti, con sistemi di pagamento integrati e una posizione di leadership nel settore tecnologico, esercitano un’influenza significativa sulle dinamiche globali dei pagamenti digitali.

Parallelamente, altri attori globali, come la Cina con lo yuan digitale, avanzano progetti analoghi che mirano a influenzare flussi commerciali e finanziari internazionali. In questo scenario multipolare, ritardare l’adozione di una valuta digitale europea potrebbe tradursi in un indebolimento della posizione negoziale dell’UE sui mercati globali.

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Banche, lobby e ostacoli interni

Non tutti gli attori economici europei guardano con favore al progetto. Quattordici grandi banche, tra cui Deutsche Bank e BNP Paribas, hanno espresso dubbi pubblicamente, sostenendo che la creazione di un euro digitale potrebbe essere complessa, costosa e potenzialmente dannosa per i modelli di business bancari tradizionali.

Le principali preoccupazioni riguardano la possibilità che una forma pubblica di moneta digitale possa causare fuga di depositi dai conti bancari privati verso portafogli digitali statali, mettendo sotto pressione la liquidità e la redditività degli istituti.

Gli economisti rispondono che tali critiche non dovrebbero oscurare la questione più ampia, cioè la necessità strategica di disporre di un’alternativa pubblica ai sistemi privati dominanti, fondamentale per una piena autonomia monetaria europea.

Verso il voto parlamentare: una partita politica cruciale

Il Parlamento europeo si prepara a votare su una normativa quadro che disciplina l’euro digitale: un testo che definirà limiti di detenzione, protezione della privacy, interoperabilità tecnica e bilanciamento tra pubblicità e riservatezza dei dati finanziari dei cittadini.

Questa fase legislativa sarà decisiva non solo per il futuro dell’iniziativa, ma anche per l’equilibrio politico interno all’Unione tra sostenitori dell’innovazione monetaria e difensori dei sistemi finanziari tradizionali. Il voto alla fine del 2026 potrebbe segnare un punto di svolta per l’Europa finanziaria.


Conclusione: una scelta strategica per il futuro europeo

La discussione sull’Euro digitale e sulla sua importanza per la sovranità UE non è solo tecnica o economica, ma profondamente politica e culturale. Gli economisti firmatari della lettera aperta lo definiscono una “salvaguardia essenziale della sovranità, della stabilità e della resilienza europee” — non un optional tecnologico ma un pilastro per restare competitivi e autonomi nel XXI secolo.

In un mondo in rapida evoluzione dove la tecnologia finanziaria avanza più rapidamente delle normative, l’Unione Europea si trova di fronte a una scelta che potrebbe ridefinire il suo ruolo nel sistema monetario internazionale e nella governance economica globale.

13 Gennaio 2026 ( modificato il 12 Gennaio 2026 | 11:03 )
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