🌐 Lo Zanardi equestre: quando l’arte torna al centro del dibattito
In Romagna è tornato alla luce un capolavoro scomparso del fumettista Andrea Pazienza, lo “Zanardi equestre”, ora oggetto di un contenzioso sulla proprietà e sul valore pubblico dell’arte urbana. Un’opera iconica , ritrovata dopo decenni di perdita e ora al centro di una disputa sulla sua proprietà e fruizione pubblica. L’opera, commissionata nel 1985 dal Comune di Cesena per decorare la copertura dei restauri della storica Fontana Masini, fu successivamente rimossa e distrutta dagli operai, tranne una parte salvata da un giovane appassionato d’arte, Riccardo Pieri, che l’ha restaurata e conservata negli anni.
La recente comparsa dell’opera in una mostra dedicata ad Andrea Pazienza ha riacceso l’interesse pubblico e giudiziario. I carabinieri del Nucleo di Tutela del Patrimonio Culturale avevano aperto un’inchiesta su potenziali appropriazioni indebite legate al ritrovamento e alla conservazione dell’opera: un filone archiviato di recente, ma che lascia aperti importanti interrogativi sulla proprietà intellettuale e l’uso di opere d’arte pubbliche.

Il centro del dibattito ruota attorno proprio alla natura dell’opera: considerata parte del patrimonio locale di Cesena, commissionata e pagata dal Comune, oppure parte legittima del patrimonio personale di chi l’ha recuperata e salvata dalla distruzione? Il nodo della proprietà culturale emerge in tutta la sua complessità, mescolando legge, cultura e senso civico.
Arte pubblica e memoria collettiva
Lo “Zanardi equestre” è molto più di un dipinto: è emblema di un’epoca — la metà degli anni Ottanta — in cui l’arte urbana, la sperimentazione fumettistica e la partecipazione civica si intrecciavano con le trasformazioni sociali d’Italia. Pazienza, figura centrale della scena artistica italiana, è noto non solo per la sua arte visiva ma per aver raccontato, con ironia e profondità, le contraddizioni di una società in rapido cambiamento.

Il ritorno dell’opera alla luce pubblica richiama questioni più ampie su come le comunità conservano, valorizzano e interrogano il proprio passato artistico e culturale. Se da un lato la sua riapparizione stimola polemiche sulla proprietà, dall’altro alimenta una riflessione sul significato di patrimonio collettivo e identità cittadina — in un momento storico in cui il contesto culturale richiede più cura e visione collettiva.
Un mondo in dialogo tra politica, cultura e memoria
Lo Zanardi equestre sembra appartenere a un mondo diverso, eppure suscitano un dibattito profondo sui valori di preservare la memoria culturale come tessuto connettivo di comunità e generazioni.
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