8:43 pm, 21 Maggio 25 calendario

L’Italia che invecchia e rallenta: gli over 80 superano i bambini, aumento del rischio di povertà

Di: Redazione Metrotoday
condividi

L’Italia che invecchia: gli over 80 superano i bambini e cresce il rischio di povertà

L’Italia si trova ad affrontare un cambiamento demografico significativo, come evidenziato nel Rapporto annuale dell’Istat, pubblicato il 22 maggio 2025. Il rapporto mette in luce un Paese più anziano, con una popolazione che invecchia rapidamente e un numero crescente di occupati, ma con salari reali che non hanno ancora recuperato il terreno perso a causa dell’inflazione. Inoltre, il rischio di povertà è in aumento, rendendo la situazione economica ancora più complessa.

Nel 2024, le nascite sono scese a un minimo storico, con appena 370.000 neonati, mentre la popolazione degli ultraottantenni ha raggiunto quasi 4,6 milioni, superando il numero dei bambini al di sotto dei 10 anni. Questo trend demografico comporta sfide significative per le politiche sociali e per il mercato del lavoro.

Salari e potere d’acquisto

Le retribuzioni contrattuali reali hanno recuperato solo parzialmente quanto perso a causa dell’inflazione, risultando ancora inferiori del 10,5% rispetto a quelle del gennaio 2019. Tuttavia, se si considerano le retribuzioni effettive, che includono contratti integrativi e variazioni nell’occupazione, la perdita si riduce al 4,4%. Negli ultimi 20 anni, i lavoratori hanno visto una diminuzione del 7,3% del loro potere d’acquisto, ma il reddito familiare equivalente è aumentato del 6,3%, grazie a cambiamenti demografici come la diminuzione delle famiglie con figli e l’aumento del numero di occupati.

Situazione economica e rischio di povertà

Il rapporto evidenzia che quasi un quarto della popolazione italiana (23,1%) è a rischio di povertà o esclusione sociale, una percentuale in lieve aumento rispetto all’anno precedente. Nel Sud, questa cifra raggiunge il 39,8%, con quasi 4 persone su dieci a rischio di disagio economico, specialmente in famiglie dove il principale percettore di reddito ha meno di 35 anni o in famiglie straniere.

Le difficoltà economiche si riflettono anche sulla salute: nel 2024, circa il 9,9% degli italiani ha riferito di aver rinunciato a visite mediche o esami specialistici, un aumento rispetto al 7,5% del 2023. Questo comportamento evidenzia come le difficoltà economiche possano influire sulla salute pubblica.

Prospettive future

L’Istat prevede un rallentamento della crescita per il 2025, a causa di politiche commerciali globali in evoluzione. Tuttavia, si segnalano anche miglioramenti nei conti pubblici, con una riduzione dell’indebitamento netto dal 7,2% al 3,4% del Pil. Il debito pubblico, pur aumentando a 135,3%, è cresciuto meno del previsto, contribuendo a una gestione finanziaria più sostenibile.

L’Italia si trova di fronte a sfide importanti legate all’invecchiamento della popolazione, alla stagnazione dei salari e all’aumento del rischio di povertà, richiedendo interventi strategici e politiche sociali adeguate per garantire un futuro sostenibile e inclusivo.

21 Maggio 2025 ( modificato il 23 Maggio 2025 | 20:48 )
© RIPRODUZIONE RISERVATA