4:09 pm, 1 Febbraio 25 calendario

Essere truffati durante il processo di acquisto dell’assicurazione auto

Di: Redazione Metrotoday
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Nell’ultimo anno, oltre 1,5 milioni di italiani sono stati vittime di una truffa o di un tentativo di frode mentre si occupavano dell’acquisto di un’assicurazione auto, con un danno economico totale stimato di oltre 620 milioni di euro. Questi numeri impressionanti sono emersi da uno studio commissionato da Facile.it a mUp Research e Norstat, mettendo in luce un fenomeno preoccupante. Ciò ha spinto Facile.it a unire nuovamente le forze con l’associazione Consumerismo No Profit, espandendo il progetto “Stop alle Truffe” nel settore delle assicurazioni auto.

Originariamente lanciato nel 2023 per fornire ai consumatori una piattaforma per difendersi dalle truffe nei settori dell’elettricità e del gas, il progetto si è ora ampliato includendo una nuova sezione dedicata alle frodi assicurative auto. Questa nuova sezione offre guide, video, podcast e approfondimenti per aiutare gli italiani a identificare i pericoli e proteggersi dai malintenzionati durante l’acquisto dell’assicurazione auto.

“Essere truffati durante il processo di acquisto dell’assicurazione auto significa essere vittime tre volte: perdere denaro, rischiare una multa salata e potenzialmente essere responsabili personalmente dei danni a terzi in caso di incidente colposo,” spiega Andrea Ghizzoni, Responsabile Assicurazioni di Facile.it. “Ecco perché, in collaborazione con Consumerismo No Profit, abbiamo deciso di espandere il progetto ‘Stop alle Truffe’ introducendo una nuova sezione focalizzata sulle frodi assicurative auto. La nostra esperienza nel contrastare le truffe nei settori dell’elettricità e del gas ci ha insegnato che azioni concrete possono essere intraprese e unendo le forze possiamo dire tutti insieme Stop alle truffe.”

A conferma del contributo dato da Facile.it e Consumerismo No Profit nella lotta alle frodi in ambito luce e gas arrivano i dati dell’indagine realizzata da mUp Research da cui emerge che, rispetto alla rilevazione relativa al 2023, il numero di vittime di truffa o tentativi di frode nell’ambito delle bollette sono diminuite del 10%.

Truffe RC auto: i canali più utilizzati Quali sono i canali più utilizzati dai malfattori per cercare di truffare i consumatori alle prese con l’acquisto dell’RC auto? Secondo l’indagine, al primo posto ci sono le email di phishing, strumento utilizzato nel 41,7% dei casi di truffa o tentativo di frode, seguito dal finto call center (27,8%). Nel 22,2% dei casi come cavallo di Troia è stato utilizzato un SMS. I pericoli, però, si trovano anche negli incontri fatti in presenza tanto è vero che in quasi una truffa su cinque (19,4%) il malfattore si è presentato di persona davanti alla vittima.

Non mancano, fra le armi dei truffatori, i metodi di comunicazione più moderni; quasi 1 frode su 10 (9,7%) ha viaggiato attraverso App di messaggistica istantanea mentre il 6,9% tramite social network.

«Indipendentemente dai canali utilizzati, spesso i malfattori usano un modus operandi comune», spiega Luigi Gabriele, Presidente di Consumerismo No Profit. «La fretta nel voler far firmare il contratto, la poca trasparenza, prezzi fuori mercato, l’uso di canali di comunicazione impropri, richieste di pagamento anomale, sono tutti elementi che, se incontrati, dovrebbero far suonare un campanello d’allarme. La buona notizia è che riconoscere gli schemi più utilizzati è semplice e bastano pochi accorgimenti per non cadere in trappola.».

Identikit dei truffati Quali sono le vittime predilette dai malfattori in ambito assicurazioni auto? Contrariamente a quanto si possa pensare, dall’indagine è emerso come a subire più frequentemente una truffa o un tentativo di frode

non siano gli anziani, bensì i consumatori con età compresa tra i e 25 e i 34 anni (con una percentuale pari a 7,6%) e quelli fra i 18 ed i 24 (5,3%), a fronte di una media nazionale pari al 3,8%. Vuoi per una minore consapevolezza dei pericoli o perché sono le categorie che normalmente devono far fronte a tariffe RC auto più elevate e quindi potenzialmente più attratte dall’idea di risparmiare, o ancora, per semplice leggerezza, i giovani sono risultati essere molto più a rischio rispetto alle fasce più adulte.

Altro dato interessante emerge analizzando il grado di istruzione delle vittime di truffa o tentativo di frode; i più colpiti sono risultati essere i rispondenti con un titolo di studio universitario, con una percentuale pari a quasi il doppio rispetto alle media.

Infine, suddividendo il campione su base geografica si scopre che le aree più colpite da truffe o tentativi di frode ai danni degli assicurati sono le regioni del Sud Italia e le Isole seguite da quelle del Centro Italia.

«Non è un caso che le fasce più a rischio siano quelle che, per ragioni anagrafiche o geografiche, devono fare i conti con tariffe RC auto più alte rispetto alla media. Risparmiare è un diritto di tutti, ma inseguire a tutti i costi il prezzo più basso ci espone a potenziali rischi, per questo motivo è fondamentale affidarsi a compagnie o intermediari riconosciuti, tenendo in considerazione che la polizza più economica non è necessariamente quella più adatta alle nostre esigenze», spiegano i promotori dell’indagine.

Quasi 1 su 2 non denuncia Come si comportano gli automobilisti truffati o vittima di tentativo di truffa? Purtroppo, quasi uno su due (44%) sceglie di non denunciare l’accaduto. Le ragioni dietro questo comportamento sono in alcuni casi economiche, in altri psicologiche.

Più di metà del campione, ad esempio, ha detto di aver scelto di non sporgere denuncia alle autorità poiché il danno economico subito era basso o perché era certo che non avrebbe recuperato quanto perso (entrambe 28%).

Il 19%, invece, ha ammesso di non aver denunciato perché si sentiva ingenuo ad essere caduto nella trappola, il 22% perché non voleva che i familiari venissero a conoscenza dell’accaduto.

«Nel momento in cui ci si imbatte in una truffa, anche un tentativo non andato a buon fine, è fondamentale denunciare l’accaduto alle Forze dell’Ordine. Solo in questo modo possiamo aiutare le autorità ad intervenire e a ridurre il rischio che altri cadano nella stessa trappola.», concludono Gabriele e Ghizzoni.

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1 Febbraio 2025 ( modificato il 9 Febbraio 2025 | 16:13 )
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