11:18 am, 30 Agosto 26 calendario

322 capre “assunte” dall’aeroporto contro il rischio incendi

Di: Michele Savaiano

🌐 Capre contro gli incendi in Colorado: al Centennial Airport un gregge di 322 animali è stato impiegato per mangiare erba secca, arbusti e vegetazione invasiva, riducendo il materiale che potrebbe alimentare i roghi e raggiungendo zone difficili da trattare con i macchinari.

A prima vista sembra una scena da commedia: centinaia di capre al pascolo mentre gli aerei decollano e atterrano. In realtà, dietro le immagini insolite che arrivano dal Colorado c’è un progetto di gestione del territorio studiato per affrontare un problema molto concreto: ridurre la quantità di vegetazione che, durante i periodi più caldi e secchi, può trasformarsi in combustibile per gli incendi.

Al Centennial Airport, una delle principali infrastrutture aeroportuali dell’area metropolitana di Denver, sono state infatti “assunte” 322 capre. Il loro lavoro è semplice e, allo stesso tempo, sorprendentemente efficace: mangiare.

Per circa una settimana il gregge viene spostato nelle aree in cui erba, cespugli e vegetazione spontanea hanno raggiunto livelli tali da richiedere un intervento. Gli animali possono arrivare dove i mezzi meccanici fanno più fatica, eliminando la vegetazione direttamente alla base e contribuendo così a rendere il terreno meno favorevole alla propagazione delle fiamme.

Non è la prima volta che le capre vengono utilizzate come una sorta di squadra di manutenzione naturale negli Stati Uniti. Ma l’impiego all’interno di un aeroporto rende l’operazione particolarmente curiosa e mostra come il pascolo controllato possa diventare uno strumento complementare alle tecniche tradizionali di gestione del verde.

Perché l’aeroporto ha scelto le capre

Il problema nasce dalla conformazione stessa delle aree che circondano le piste.

Il Centennial Airport si estende per quasi 1.400 acri, equivalenti a circa 566 ettari, e comprende ampie superfici nelle quali la vegetazione cresce spontaneamente. Non tutte possono essere trattate con facilità utilizzando tosaerba, trattori o altri mezzi.

Alcuni terreni sono irregolari, altri presentano arbusti e vegetazione difficile da raggiungere. Inoltre, all’interno di un aeroporto operativo, l’utilizzo dei macchinari richiede particolare attenzione per non interferire con le normali attività.

Le capre offrono una soluzione alternativa.

Il gregge viene condotto nelle zone interessate e delimita il proprio “cantiere” attraverso recinzioni elettriche. Le aree vengono quindi trattate progressivamente, spostando gli animali man mano che il lavoro procede.

Il risultato è una forma di manutenzione che non necessita dello stesso impiego di carburante e macchinari richiesto dagli interventi convenzionali

15mila metri quadrati ripuliti in un giorno

Le capacità delle capre, in questo caso, non sono soltanto una curiosità.

Quando le condizioni sono favorevoli, il gregge può eliminare vegetazione su una superficie compresa tra tre e quattro acri al giorno, vale a dire circa 12mila-16mila metri quadrati.

In una settimana di lavoro, quindi, la superficie potenzialmente interessata può diventare considerevole.

La produttività dipende naturalmente dal tipo e dalla densità della vegetazione, dalla disponibilità di acqua, dalla conformazione del terreno e dalle condizioni climatiche. Ma il principio è semplice: invece di tagliare la vegetazione e poi trasportarla o gestirne i residui, le capre la trasformano direttamente in alimento.

È una caratteristica che rende il pascolo controllato particolarmente interessante per alcune operazioni di prevenzione degli incendi.

Le capre mangiano anche gli arbusti

Uno dei vantaggi del metodo è che il gregge non si limita all’erba.

Le capre sono in grado di nutrirsi anche di cespugli, piante legnose giovani e vegetazione più alta, arrivando a raggiungere rami che altri animali da pascolo o i normali strumenti di manutenzione potrebbero non trattare con la stessa facilità.

Quando necessario, possono persino sollevarsi sulle zampe posteriori per raggiungere la vegetazione più elevata.

Questo amplia notevolmente il tipo di materiale vegetale che può essere rimosso.

Per un’area nella quale l’obiettivo è diminuire il cosiddetto carico di combustibile, la differenza può essere importante: non si tratta semplicemente di mantenere l’erba bassa, ma di ridurre la presenza complessiva di materiale secco e arbustivo che potrebbe contribuire alla propagazione di un incendio.

Il lavoro delle capre contro il “combustibile” degli incendi

Il Colorado conosce bene il problema degli incendi alimentati dalla vegetazione secca e dalle condizioni meteorologiche estreme.

Durante i periodi caratterizzati da caldo, siccità, bassa umidità e vento, una superficie ricca di erba secca e cespugli può diventare una fonte di combustibile.

La gestione preventiva della vegetazione è quindi una delle strategie utilizzate per diminuire il rischio.

Le capre non possono impedire che scoppi un incendio e non sostituiscono certamente i vigili del fuoco o gli interventi professionali di prevenzione. Il loro compito è più specifico: ridurre la quantità di vegetazione disponibile per alimentare le fiamme.

È una distinzione fondamentale.

Il pascolo controllato rappresenta uno strumento di gestione del territorio, non una protezione assoluta contro i roghi.

Una soluzione naturale che riduce l’uso dei macchinari

C’è poi un secondo aspetto che rende interessante l’esperimento: la possibilità di ridurre l’impiego dei mezzi meccanici.

Falciatrici, trattori e altri strumenti possono essere molto efficaci, ma hanno bisogno di poter raggiungere le aree da trattare. In un terreno accidentato o particolarmente fitto, il lavoro può diventare più complesso.

Le capre, al contrario, si muovono autonomamente su terreni irregolari e possono intervenire anche in spazi nei quali l’accesso dei mezzi è meno agevole.

Il loro lavoro può inoltre essere ripetuto seguendo le esigenze della vegetazione.

Non è quindi una questione di sostituire integralmente la manutenzione tradizionale, ma di affiancarla con una soluzione biologica.

Anche la fauna selvatica è un problema vicino alle piste

La presenza di vegetazione troppo abbondante nei pressi di un aeroporto non riguarda soltanto gli incendi.

Le aree verdi possono infatti diventare habitat favorevoli per diverse specie selvatiche. E quando gli animali si avvicinano alle piste aumenta il rischio di collisioni tra fauna e aeromobili, un problema noto negli aeroporti di tutto il mondo.

La riduzione della vegetazione può contribuire a rendere alcune zone meno attrattive per gli animali selvatici.

Anche in questo caso, però, il risultato non va interpretato come una garanzia assoluta. La gestione della fauna aeroportuale richiede programmi specifici e controlli continui.

Le capre rappresentano piuttosto un tassello di una strategia più ampia.

Il progetto è nato osservando le capre vicino ai Denver Broncos

L’idea di utilizzare il gregge al Centennial Airport sarebbe nata in modo quasi casuale.

Il direttore operativo dell’aeroporto, Jeremy Gunn, aveva visto alcune capre utilizzate per eliminare la vegetazione nelle vicinanze del centro di allenamento dei Denver Broncos, la squadra di football americano che ha sede nella regione.

L’esperimento aveva evidentemente attirato la sua attenzione.

Da lì sarebbe nato il contatto con Goat Bros, società specializzata proprio nella gestione della vegetazione attraverso il pascolo delle capre.

La collaborazione ha portato il metodo anche all’interno dell’area aeroportuale, trasformando quello che sembrava un esperimento curioso in una soluzione concreta per la manutenzione di alcune zone.

Come lavorano 322 capre in un aeroporto

L’aspetto più delicato riguarda naturalmente la sicurezza.

Un aeroporto non può semplicemente lasciare un gregge libero di muoversi tra le infrastrutture.

Le capre vengono quindi confinante nelle aree assegnate attraverso recinzioni elettriche e sottoposte a sorveglianza. Il monitoraggio avviene anche attraverso telecamere, mentre l’attività aeroportuale prosegue normalmente.

La distanza dalle piste attive rende indispensabile un controllo rigoroso degli animali e delle delimitazioni.

Il sistema deve funzionare senza interferire con le operazioni degli aeromobili.

È proprio questo elemento a rendere l’esperimento particolarmente interessante: una tecnica agricola antichissima, il pascolo, viene adattata a un ambiente tecnologico e altamente regolamentato come quello aeroportuale.

Tradizione e infrastruttura moderna si incontrano quindi in modo decisamente insolito.

Perché proprio le capre?

La scelta dell’animale non è casuale.

Rispetto ad altri erbivori, le capre hanno una dieta particolarmente adatta alla gestione di vegetazione arbustiva e piante legnose, oltre che dell’erba.

Sono inoltre animali agili, capaci di muoversi su superfici irregolari e di raggiungere vegetazione a diverse altezze.

Questo le rende interessanti per il cosiddetto targeted grazing, il pascolo mirato: gli animali vengono portati esattamente nelle aree in cui si vuole modificare la vegetazione.

L’obiettivo non è produrre carne o latte, ma utilizzare il comportamento alimentare del gregge come strumento di gestione ambientale.

Un metodo antico che torna utile nell’era degli incendi

Il paradosso è che non c’è nulla di particolarmente futuristico nel metodo utilizzato in Colorado.

Le capre pascolano da migliaia di anni.

La novità consiste nel modo in cui l’uomo sta recuperando questa pratica per affrontare problemi contemporanei: incendi più difficili da gestire, vegetazione invasiva, costi di manutenzione e necessità di ridurre l’uso dei mezzi meccanici.

Negli Stati Uniti il pascolo controllato viene già sperimentato in parchi, aree urbane, terreni agricoli e zone soggette a rischio incendio.

L’interesse cresce soprattutto quando la gestione della vegetazione deve essere effettuata su superfici ampie o difficili da raggiungere.

Il futuro della prevenzione potrebbe passare anche dai greggi

Il caso del Centennial Airport non significa che le capre diventeranno la soluzione universale agli incendi.

La prevenzione richiede una combinazione di strumenti: gestione della vegetazione, manutenzione del territorio, monitoraggio meteorologico, pianificazione delle emergenze e interventi umani specializzati.

Ma l’esperimento mostra qualcosa di importante.

In determinate condizioni, un gregge può svolgere una funzione che normalmente richiederebbe macchinari, carburante e molte ore di lavoro. E può farlo trasformando direttamente la vegetazione in risorsa alimentare.

Per una settimana, dunque, 322 capre hanno ricevuto un incarico molto particolare: lavorare in uno degli ambienti più tecnologici e controllati che esistano, proprio accanto alle piste di un aeroporto.

Mentre gli aerei continuano a decollare e atterrare, loro fanno quello che sanno fare meglio.

Mangiano.

E, mangiando, contribuiscono a togliere dal terreno parte di quel materiale vegetale che, durante una stagione calda e secca, potrebbe diventare il primo alleato delle fiamme.

30 Agosto 2026 ( modificato il 27 Agosto 2026 | 11:22 )
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