Palma di Maiorca tailstrike in atterraggio: caos e voli dirottati
Palma di Maiorca, tailstrike durante l’atterraggio: aeroporto in tilt e voli dirottati
Un violento impatto con la pista durante una delicata fase di volo, una manovra immediatamente interrotta e un secondo tentativo concluso con successo hanno evitato che un incidente potesse trasformarsi in qualcosa di ben più grave. È quanto accaduto all’aeroporto di Palma di Maiorca, dove un aereo partito da Dublino è stato protagonista di un tailstrike, uno degli eventi più temuti nell’ambito dell’aviazione commerciale quando si verifica durante le fasi di decollo o atterraggio.
L’episodio, verificatosi nel fine settimana tra il 27 e il 28 giugno, ha avuto ripercussioni immediate sull’operatività dello scalo spagnolo. Per consentire la rimozione dei detriti e verificare le condizioni della pista, le autorità aeroportuali hanno disposto una chiusura parziale, con inevitabili ritardi e il dirottamento di diversi voli diretti sull’isola delle Baleari, meta tra le più frequentate d’Europa durante la stagione estiva.
Se da un lato il bilancio umano è rimasto fortunatamente immutato, con nessun ferito tra passeggeri ed equipaggio, dall’altro l’accaduto rappresenta un caso che richiama l’attenzione sull’importanza delle procedure di sicurezza adottate nelle fasi più critiche del volo.
Cosa è successo durante il primo tentativo di atterraggio
Secondo la ricostruzione delle autorità aeroportuali, il velivolo stava completando la fase finale dell’avvicinamento quando l’equipaggio avrebbe valutato che le condizioni non garantivano un atterraggio sufficientemente stabile.
In aviazione civile esistono protocolli molto rigidi: quando i parametri di sicurezza non risultano pienamente rispettati, i piloti sono addestrati a interrompere l’atterraggio ed eseguire una procedura nota come go-around, ovvero la riattaccata.
Proprio durante questa manovra si sarebbe verificato il momento più delicato.
Nel tentativo di riprendere quota, l’aereo avrebbe assunto un’inclinazione tale da provocare il contatto della parte posteriore della fusoliera con la pista. L’urto è stato sufficientemente violento da causare danni strutturali alla parte inferiore dell’aeromobile, pur consentendo al velivolo di continuare a volare.
L’equipaggio ha quindi mantenuto il controllo dell’aereo per tutto il tempo, evitando conseguenze ben più serie.

Che cos’è un tailstrike e perché viene considerato un evento serio
Il termine tailstrike identifica il contatto tra la parte posteriore dell’aereo e la pista durante il decollo o l’atterraggio.
Può verificarsi quando il muso del velivolo viene sollevato oltre l’angolo consentito oppure quando particolari condizioni operative modificano la traiettoria dell’aereo rispetto alla superficie.
Nonostante nella maggior parte dei casi il velivolo riesca a mantenere il controllo, il fenomeno viene classificato come evento aeronautico significativo, poiché può compromettere la struttura della fusoliera e richiede sempre approfondite verifiche tecniche.
Le conseguenze possono variare da semplici abrasioni fino a danni importanti alle sezioni posteriori dell’aereo, motivo per cui ogni tailstrike comporta l’immediata ispezione dell’aeromobile prima di un eventuale ritorno in servizio.
La decisione della torre di controllo: priorità assoluta al rientro
Dopo aver segnalato il contatto con la pista, l’equipaggio ha comunicato alla torre di controllo alcune anomalie riconducibili all’impatto.
Pur non trattandosi di problemi considerati critici per la sicurezza del volo, i controllori hanno scelto di assegnare al velivolo priorità assoluta per il rientro.
Si tratta di una procedura standard adottata in tutti gli aeroporti internazionali quando un aeromobile dichiara una situazione che richiede particolare attenzione.
Nel frattempo sono stati predisposti i servizi di emergenza presenti nello scalo, pronti a intervenire in caso di necessità.

Il secondo atterraggio è andato a buon fine
Dopo aver completato un circuito di attesa e aver verificato le condizioni operative del velivolo, l’equipaggio ha effettuato un nuovo avvicinamento.
Questa volta la procedura si è conclusa regolarmente.
L’aereo ha toccato terra senza ulteriori criticità, consentendo ai passeggeri di sbarcare in sicurezza.
Ad attendere il velivolo erano presenti vigili del fuoco aeroportuali, tecnici specializzati e personale di emergenza, intervenuti soprattutto in via precauzionale per verificare l’assenza di principi d’incendio, perdite di carburante o altri danni che avrebbero potuto rappresentare un rischio.
I danni alla fusoliera e gli accertamenti tecnici
Se il lato positivo della vicenda riguarda l’assenza di feriti, quello tecnico resta invece particolarmente rilevante.
Il contatto con l’asfalto avrebbe provocato importanti danni alla parte inferiore della fusoliera, una delle aree più sensibili dell’intero aeromobile.
Dopo un tailstrike, infatti, gli ingegneri devono verificare numerosi elementi strutturali:
Integrità della fusoliera
Anche un urto apparentemente limitato può provocare deformazioni non immediatamente visibili, rendendo indispensabili controlli approfonditi.
Controllo dei sistemi posteriori
Nella zona interessata transitano impianti fondamentali dell’aereo, che devono essere ispezionati per escludere anomalie.
Verifica della pressurizzazione
Eventuali microfratture potrebbero compromettere la capacità della fusoliera di mantenere la corretta pressione durante i voli successivi.
Per questo motivo un velivolo coinvolto in un tailstrike viene normalmente sottoposto a una lunga fase di manutenzione prima di poter tornare operativo.

L’impatto sull’aeroporto di Palma di Maiorca
L’incidente ha avuto conseguenze immediate anche sulla gestione del traffico aereo.
L’aeroporto di Palma rappresenta uno dei principali hub turistici del Mediterraneo e, durante l’estate, registra migliaia di movimenti ogni giorno.
Per consentire la bonifica della pista interessata dall’urto e la rimozione dell’aereo, lo scalo ha dovuto modificare temporaneamente la propria operatività.
Diversi voli sono stati dirottati verso altri aeroporti, mentre altri hanno accumulato ritardi in attesa della riapertura completa delle infrastrutture.
Anche un’interruzione di poche ore può avere effetti a catena sull’intero sistema del traffico aereo europeo, soprattutto nei fine settimana caratterizzati da un intenso flusso turistico.
Perché un avvicinamento instabile porta all’interruzione dell’atterraggio
Uno degli aspetti più significativi della vicenda riguarda la scelta dell’equipaggio di interrompere il primo tentativo di atterraggio.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, una riattaccata non rappresenta un’anomalia, bensì una decisione prevista dai manuali operativi delle compagnie aeree.
Quando velocità, quota, assetto o allineamento non rispettano determinati parametri, proseguire l’atterraggio aumenterebbe il livello di rischio.
Per questo motivo i piloti vengono addestrati a interrompere senza esitazioni la manovra e riprovare l’avvicinamento in condizioni migliori.
La scelta effettuata dall’equipaggio conferma come il sistema dell’aviazione moderna privilegi sempre la sicurezza rispetto alla rapidità delle operazioni.
I controlli dopo l’emergenza
Terminato l’atterraggio, sono iniziate le verifiche tecniche sia sul velivolo sia sulla pista.
Gli specialisti hanno controllato che l’impatto non avesse lasciato frammenti metallici sull’asfalto, elemento che avrebbe potuto rappresentare un grave pericolo per gli altri aeromobili in partenza o in arrivo.
Parallelamente sono stati esaminati i danni riportati dall’aereo, documentando ogni particolare utile anche ai successivi accertamenti tecnici.
Come accade in tutti gli eventi aeronautici di questo tipo, saranno le analisi specialistiche a chiarire nel dettaglio la dinamica della manovra e le cause che hanno portato al contatto con la pista.
Sicurezza aerea, perché episodi come questo vengono analizzati con estrema attenzione
Ogni evento che coinvolge un aeromobile commerciale viene studiato con grande attenzione dall’industria aeronautica, indipendentemente dalla presenza o meno di vittime.
L’obiettivo non è soltanto ricostruire ciò che è accaduto, ma soprattutto individuare eventuali elementi utili a migliorare ulteriormente procedure, addestramento e sistemi di sicurezza.
Il caso di Palma di Maiorca dimostra come il settore dell’aviazione disponga di protocolli capaci di gestire anche situazioni impreviste senza compromettere l’incolumità delle persone a bordo.
L’interruzione del primo atterraggio, la comunicazione immediata con la torre di controllo, la concessione della priorità assoluta e il successivo atterraggio in sicurezza rappresentano infatti passaggi previsti da procedure consolidate, pensate proprio per affrontare scenari complessi.
L’episodio lascia quindi un doppio messaggio. Da una parte evidenzia quanto anche un singolo errore di assetto possa provocare danni rilevanti a un aeromobile; dall’altra conferma l’efficacia dei sistemi di sicurezza dell’aviazione civile, che hanno consentito di gestire l’emergenza senza conseguenze per passeggeri ed equipaggio, pur imponendo inevitabili disagi operativi in uno degli aeroporti più trafficati del Mediterraneo.
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