FISE e Piazza di Siena: svolta green e modello sostenibilità
🌐 La strategia ambientale della Federazione Italiana Sport Equestri (FISE), sviluppata insieme a Sport e Salute e applicata a Piazza di Siena, ai Pratoni del Vivaro e alle Oasi WWF, rappresenta oggi uno dei modelli più avanzati in Europa di sostenibilità negli sport equestri, con risultati concreti in termini ESG, rigenerazione urbana e tutela della biodiversità.
La svolta ESG della FISE e la nuova governance dello sport
Negli ultimi anni lo sport italiano ha progressivamente integrato criteri ambientali, sociali e di governance nelle proprie strategie operative. In questo contesto la Federazione Italiana Sport Equestri ha compiuto un salto qualitativo significativo, posizionandosi tra le federazioni più virtuose nel panorama nazionale.
Il risultato non è solo numerico, ma strutturale: nel questionario ESG promosso da Sport e Salute la FISE ha raggiunto il quarto posto tra le 45 Federazioni Sportive Nazionali, registrando un miglioramento di quasi 40 punti e ottenendo un rating A+. Un traguardo che certifica una trasformazione profonda, basata su politiche ambientali integrate e su una visione di lungo periodo.
Questa evoluzione si inserisce in un quadro regolatorio e strategico internazionale che coinvolge organismi come il Comitato Olimpico Internazionale, il CONI, la Fédération Équestre Internationale e la European Equestrian Federation, tutti impegnati nella definizione di linee guida per eventi sportivi a basso impatto ambientale.
La FISE non si è limitata ad adeguarsi, ma ha scelto di anticipare i tempi, partecipando attivamente anche all’ESG Working Group europeo e portando il proprio modello di transizione ecologica a contesti internazionali come Ecomondo 2025, in collaborazione con ENI Versalis.

Piazza di Siena e il Green Project: la trasformazione di Villa Borghese
Il cuore simbolico di questa trasformazione è senza dubbio Piazza di Siena, inserita nel contesto storico e paesaggistico di Villa Borghese.
Il concorso ippico internazionale ha rappresentato il laboratorio principale del cosiddetto “Green Project Piazza di Siena”, avviato oltre nove anni fa con l’obiettivo di ridefinire il rapporto tra evento sportivo e patrimonio urbano.
Uno dei cambiamenti più rilevanti è stato il ripristino del manto erboso sull’Ovale storico, in sostituzione della sabbia silicea, scelta che ha riportato l’area alla sua vocazione originaria dei primi del Novecento. Questo intervento ha avuto un impatto non solo estetico ma anche ecologico, migliorando la permeabilità del suolo e la sostenibilità dell’intero sistema ambientale.
Accanto a ciò, è stato sviluppato un modello di bioarchitettura a impatto zero, che ha coinvolto infrastrutture temporanee, logistica e gestione energetica degli eventi. L’accordo con Roma Capitale ha inoltre permesso l’avvio di un programma permanente di manutenzione dell’area, trasformando Piazza di Siena in uno spazio urbano curato tutto l’anno e non solo durante le competizioni.
Rigenerazione urbana e patrimonio storico: un nuovo equilibrio
Il progetto non si è limitato all’aspetto sportivo. Negli ultimi anni si è assistito a una vera e propria opera di rigenerazione urbana e culturale.
Tra i principali interventi si segnalano il restauro delle Antiche Tribune, il recupero del Casino dell’Orologio e la riqualificazione del Galoppatoio, che per lungo tempo aveva versato in condizioni di degrado. Questi interventi hanno permesso di restituire alla città spazi storici, integrandoli in una nuova funzione pubblica e sostenibile.
Un altro tassello fondamentale è stato il recupero della Valle dei Platani nel 2021, che ha segnato un passaggio decisivo verso la tutela della biodiversità urbana. Nel 2022 il progetto “ZeroDIE” ha ulteriormente ampliato la visione, introducendo un anello verde attorno all’Ovale con l’obiettivo di sensibilizzare su deforestazione, emissioni e impatto antropico.
Durante la pandemia del 2020, l’area ha assunto anche una funzione sociale inattesa: gli spazi sono stati messi a disposizione delle scuole del territorio per attività motorie all’aperto, trasformandosi in una palestra verde per bambini e ragazzi.
Pratoni del Vivaro: sostenibilità, bonifica e biodiversità
Un secondo polo strategico della trasformazione green è rappresentato dal centro equestre federale dei Pratoni del Vivaro.
Dopo l’importante lavoro di bonifica realizzato in occasione dei FEI World Championships 2022, l’area è stata oggetto di un piano strutturato di rigenerazione ambientale. Le attività hanno incluso la rimozione di criticità ambientali pregresse, la piantumazione di specie autoctone come querce e aceri e l’introduzione di pratiche agricole a basso impatto.
Particolare attenzione è stata dedicata all’uso di erbicidi biologici e alla gestione sostenibile del suolo, con l’obiettivo di ridurre progressivamente l’impronta ecologica delle attività sportive.
Parallelamente è stata avviata una componente formativa, con programmi dedicati alla sensibilizzazione ambientale degli operatori del settore e alla diffusione di buone pratiche nella gestione degli impianti sportivi.

WWF e turismo sostenibile: il progetto delle Oasi
Uno degli elementi più innovativi del percorso è la collaborazione con WWF Italia attraverso il progetto nazionale “Adotta un’Oasi”.
L’iniziativa coinvolge oltre 100 Oasi distribuite su circa 27.000 ettari di territorio e ha l’obiettivo di promuovere un turismo lento, consapevole e rispettoso dell’ambiente. In questo contesto si inseriscono le escursioni a cavallo come strumento di educazione ambientale e di scoperta della biodiversità.
Il primo appuntamento è stato fissato per il 2 giugno all’Oasi di Macchiagrande, segnando l’avvio di un calendario di attività che unisce sport e conservazione naturalistica.
Il progetto prevede anche la nascita di corsi per Guide WWF certificate FISE, figure professionali specializzate nella promozione di un turismo equestre sostenibile e nella divulgazione scientifica del patrimonio naturale.
Innovazione, formazione e futuro degli sport equestri
La trasformazione della FISE non riguarda solo l’ambiente, ma anche il modello culturale dello sport equestre. La federazione sta infatti costruendo un sistema integrato che unisce innovazione tecnologica, formazione e sostenibilità.
L’obiettivo è creare un ecosistema sportivo in cui ogni evento, infrastruttura e attività abbia un impatto positivo sul territorio. In questa prospettiva, la sostenibilità non è più un vincolo, ma una leva di sviluppo.
La crescente attenzione ai criteri ESG sta inoltre modificando il modo in cui gli eventi vengono progettati e valutati. Le federazioni sportive sono sempre più chiamate a dimostrare non solo la qualità tecnica delle competizioni, ma anche la capacità di generare valore sociale e ambientale.
In questo scenario, il modello italiano degli sport equestri si sta affermando come una best practice internazionale, capace di integrare tradizione, innovazione e tutela del territorio.
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