1:35 pm, 21 Aprile 26 calendario

🌐 A pranzo la domenica, il film, il cast, la trama, il trailer

Di: o.c.
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A pranzo la domenica: il 14 maggio arriva al cinema la nuova commedia italiana sulla rinascita, con Lorenza Indovina protagonista e un cast corale, tra provincia, famiglia e seconde possibilità.

A pranzo la domenica: il film italiano che racconta la rinascita

Il cinema italiano torna a interrogarsi sul senso della vita quotidiana, sulle relazioni familiari e sulle seconde possibilità con “A pranzo la domenica”, il nuovo film in uscita il 14 maggio 2026. Una commedia amara, profondamente umana, che segna il debutto alla regia di Mariella Sellitti, già sceneggiatrice affermata nel panorama televisivo.

Prodotto da ZTV Production e Mirage Film, il film si inserisce nel solco della grande tradizione della commedia all’italiana, ma con uno sguardo contemporaneo, capace di intercettare le fragilità e le trasformazioni della società odierna.

“A pranzo la domenica” non è solo una storia personale, ma uno specchio collettivo in cui molti spettatori potranno riconoscersi.

Trama: una donna, una perdita e la possibilità di ricominciare

Al centro della narrazione c’è Adele, una donna di 55 anni che si ritrova improvvisamente sola dopo aver dedicato vent’anni della sua vita ad accudire la madre. La sua esistenza, scandita da sacrifici e rinunce, si svuota di significato nel momento in cui viene meno il ruolo che l’ha definita per così tanto tempo.

Interpretata da Lorenza Indovina, Adele incarna una condizione sempre più diffusa: quella di chi si trova “nel mezzo”, troppo giovane per ritirarsi e troppo avanti con l’età per essere reinserito facilmente nel mondo del lavoro.

La sua storia è quella di una generazione sospesa, spesso invisibile, che fatica a trovare una nuova collocazione sociale.

Senza lavoro, senza indipendenza economica e senza una vera rete di supporto, Adele vive in una cittadina di provincia dove tutti credono di conoscerla, ma nessuno la comprende davvero. Nemmeno i suoi fratelli, con cui mantiene un legame superficiale che si concretizza esclusivamente nel rituale del pranzo domenicale.

Il significato del pranzo della domenica

Il titolo del film non è casuale. Il pranzo della domenica rappresenta uno dei simboli più radicati nella cultura italiana: un momento di aggregazione familiare, ma anche uno spazio di tensioni, silenzi e incomprensioni.

Nel film, questo rituale diventa il luogo in cui emergono dinamiche irrisolte e fragilità emotive.

La tavola, apparentemente rassicurante, si trasforma in un palcoscenico dove si consumano piccoli drammi quotidiani, tra ironia e malinconia.

Un cast corale per raccontare la complessità delle relazioni

Accanto alla protagonista, il film si avvale di un cast ricco e articolato, composto da interpreti di grande esperienza e nuove promesse del cinema italiano.

Tra questi spiccano Tony Laudadio, Antonio Serrano, Fabrizia Sacchi, Eleonora Pieroni, Patrizia Loreti e Valentina Acca.

La presenza di Cesare Bocci aggiunge ulteriore valore a un progetto che punta sulla coralità per raccontare una realtà complessa e sfaccettata.

Il cast contribuisce a costruire un racconto autentico, dove ogni personaggio rappresenta un frammento della società contemporanea.

La provincia italiana: un microcosmo universale

Uno degli elementi centrali del film è l’ambientazione. Girato a Nocera Inferiore e nei suoi dintorni, “A pranzo la domenica” restituisce un ritratto vivido della provincia italiana.

Secondo la regista, la provincia è un luogo apparentemente immobile, ma in realtà ricco di contraddizioni e dinamiche sottili.

La provincia diventa così un microcosmo in cui si riflettono le trasformazioni dell’intero Paese.

Le abitudini, i rapporti sociali, le aspettative e i giudizi collettivi contribuiscono a creare un contesto che può essere tanto accogliente quanto soffocante.

Il tema della rinascita: una seconda possibilità

Il cuore del film è il tema della rinascita. Adele, nonostante le difficoltà, intraprende un percorso di trasformazione personale che la porterà a rimettersi in gioco.

La rinascita non viene raccontata come un processo lineare, ma come un cammino fatto di inciampi, dubbi e scoperte.

In un’epoca in cui tutto sembra precario — lavoro, relazioni, identità — il film suggerisce che è sempre possibile cambiare direzione, anche quando sembra troppo tardi.

Un omaggio alla grande commedia all’italiana

“A pranzo la domenica” si inserisce nella tradizione della commedia all’italiana, richiamando esplicitamente il cinema di Pietro Germi e Antonio Pietrangeli.

Allo stesso tempo, si ispira al teatro di Eduardo De Filippo, maestro nel raccontare le dinamiche familiari e sociali con uno sguardo lucido e ironico.

Il film riesce a coniugare tradizione e modernità, offrendo una narrazione che parla al presente senza dimenticare le proprie radici.

Regia e sceneggiatura: il debutto di Mariella Sellitti

Per Mariella Sellitti, questo film rappresenta un passaggio importante: il debutto dietro la macchina da presa dopo una carriera consolidata come sceneggiatrice.

La sua esperienza nella scrittura emerge nella costruzione dei personaggi e nella capacità di raccontare emozioni complesse con semplicità.

La regia si distingue per uno sguardo attento e sensibile, capace di cogliere le sfumature della vita quotidiana.

Colonna sonora e comparto tecnico

Il film si avvale di un comparto tecnico di alto livello. La fotografia di Claudio Sabatini contribuisce a creare un’atmosfera intima e realistica, mentre il montaggio di Stefano Mariotti garantisce ritmo e coerenza narrativa.

Le musiche originali, firmate da Francesco Barbato, accompagnano la storia con delicatezza, sottolineando i momenti più significativi.

Tra i brani presenti, spiccano “Adelina” e “La vita amica”, quest’ultimo interpretato da Francesca Annunziata.

La colonna sonora diventa parte integrante del racconto, amplificando l’impatto emotivo del film.

Produzione e distribuzione: un progetto sostenuto dal territorio

“A pranzo la domenica” è stato realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura e della Campania Film Commission, a testimonianza dell’importanza del progetto anche dal punto di vista istituzionale.

Il film gode inoltre del patrocinio dell’Associazione Angeli di Noonan, elemento che sottolinea l’attenzione verso tematiche sociali.

La collaborazione tra istituzioni e produzione cinematografica rappresenta un modello virtuoso per il cinema italiano.

La distribuzione, affidata a ZTV Production, punta a portare il film nelle sale italiane a partire dal 14 maggio 2026.

Perché vedere A pranzo la domenica

In un panorama cinematografico spesso dominato da produzioni internazionali, “A pranzo la domenica” si distingue per la sua autenticità e per la capacità di raccontare storie vicine al pubblico.

È un film che parla di vita reale, di difficoltà quotidiane e di speranza.

La storia di Adele è universale: chiunque, almeno una volta, si è trovato a dover ricominciare.

Un film pensato per il pubblico di oggi

Il film intercetta temi attuali come la precarietà lavorativa, l’invecchiamento attivo e la ricerca di identità.

Racconta una società in trasformazione, dove le certezze del passato non sono più garantite.

In questo senso, “A pranzo la domenica” si propone come un’opera capace di stimolare riflessioni profonde.

Cinema italiano e futuro: una nuova generazione di autori

Il debutto di Mariella Sellitti rappresenta anche un segnale importante per il cinema italiano.

Nuove voci, nuove prospettive e nuove storie contribuiscono a rinnovare un settore in continua evoluzione.

Il futuro del cinema passa anche attraverso il coraggio di raccontare storie semplici ma autentiche.

Una storia che lascia il segno

“A pranzo la domenica” arriva nelle sale come una delle proposte più interessanti della stagione cinematografica 2026.

Tra ironia e malinconia, il film offre uno sguardo sincero sulla vita, sulle relazioni e sulla possibilità di cambiare.

È una storia che invita a riflettere, ma anche a sperare.

21 Aprile 2026
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