🌐 Dazi Trump, l’economista Mokyr: “Scelta stupida”
L’economista Joel Mokyr critica duramente i dazi di Trump, definendoli una scelta controproducente per l’economia globale e il commercio internazionale.
Dazi e commercio globale: il dibattito si riaccende
Il tema dei dazi torna al centro del dibattito economico internazionale, con critiche sempre più forti da parte di esperti e accademici. Tra le voci più autorevoli, quella di Joel Mokyr, che definisce le politiche tariffarie di Donald Trump come “stupide”.
Una presa di posizione netta, che riflette le preoccupazioni di molti economisti riguardo agli effetti del protezionismo.
Perché i dazi sono criticati
Secondo Mokyr, i dazi rappresentano un ostacolo al commercio globale e all’innovazione. Limitare gli scambi significa ridurre la competitività e aumentare i costi per imprese e consumatori.
Il protezionismo viene visto come una risposta semplice a problemi complessi, ma spesso inefficace nel lungo periodo. Le economie moderne, infatti, sono fortemente interconnesse.

Effetti su economia e imprese
Le politiche tariffarie hanno conseguenze dirette sulle aziende, che si trovano ad affrontare costi più elevati e mercati meno accessibili. Questo può tradursi in minori investimenti e crescita rallentata.
Anche i consumatori ne risentono, con prezzi più alti e minore scelta. Il risultato è un impatto negativo sull’intero sistema economico.
Globalizzazione vs protezionismo
Il dibattito sui dazi si inserisce in una questione più ampia: il futuro della globalizzazione. Da un lato, chi sostiene la necessità di proteggere le economie nazionali; dall’altro, chi vede nel libero commercio un motore di crescita.
Mokyr si schiera chiaramente a favore della seconda visione. Secondo l’economista, chiudersi al commercio internazionale significa rinunciare a opportunità fondamentali.

Le implicazioni politiche
Le scelte economiche hanno sempre una dimensione politica. I dazi possono essere utilizzati come strumento di pressione o consenso interno, ma comportano rischi a livello internazionale.
Le tensioni commerciali possono infatti trasformarsi in conflitti più ampi, influenzando anche le relazioni diplomatiche.
Una visione per il futuro
Il messaggio di Mokyr è chiaro: il protezionismo non è la soluzione. In un mondo sempre più interconnesso, la cooperazione e l’apertura restano elementi chiave per la crescita economica.
La sfida per i governi sarà trovare un equilibrio tra tutela degli interessi nazionali e partecipazione al mercato globale. Una sfida complessa, ma decisiva per il futuro dell’economia mondiale.
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