1:16 pm, 13 Marzo 26 calendario

🌐 Paralimpiadi Milano-Cortina 2026: tecnologia e recupero nello sport

Di: Redazione Metrotoday
condividi

Durante le Paralimpiadi Milano-Cortina 2026, il dialogo tra ricerca biomedica, neuroscienze e innovazione tecnologica ha voluto ridefinire il concetto di recupero e autonomia nello sport paralimpico. Un confronto tra scienza, industria e atleti mostra come tecnologia e approccio multidisciplinare possano migliorare performance, prevenzione degli infortuni e qualità della vita.

Paralimpiadi Milano-Cortina 2026: quando scienza e sport si incontrano

Le Paralimpiadi Milano-Cortina 2026 rappresentano molto più di un grande evento sportivo internazionale. Attorno ai Giochi si sta sviluppando un ecosistema di confronto tra ricerca scientifica, industria biomedicale, tecnologia e mondo dello sport con l’obiettivo di ridefinire il concetto di recupero funzionale e autonomia per gli atleti con disabilità.
Questo scenario è stato al centro del talk “Oltre la performance – Tecnologia e approccio multidisciplinare per una nuova idea di recupero e autonomia”, moderato dalla giornalista Fausta Sbisà di Lombardia Notizie, che ha riunito esperti di neuroscienze, innovazione e sport paralimpico all’Arena Experience di Casa Lombardia.
Il messaggio emerso con forza è chiaro: il futuro dello sport paralimpico passa attraverso l’integrazione tra tecnologia, medicina personalizzata e monitoraggio dei dati.

Ricerca biomedica e medicina personalizzata: la nuova frontiera del recupero

Ad aprire i lavori è stato Andrea Donnini, presidente della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB). “Gli atleti sono vere e proprie macchine da competizione e richiedono una preparazione e una messa a punto portate all’estremo. Oggi la ricerca biomedica si concentra su tre grandi fronti – medicina rigenerativa, analisi dei dati e medicina personalizzata – strumenti fondamentali per migliorare il recupero degli atleti e prevenire gli infortuni”.

Il ruolo dei dati: monitoraggio continuo e prevenzione degli infortuni

Nel corso dell’incontro è intervenuto con un videomessaggio Fred Morini, osteopata, fisioterapista e psicologo, già ciclista professionista e oggi membro dello staff della Nazionale italiana di ciclismo. Morini ha spiegato che la vera evoluzione degli ultimi anni riguarda il monitoraggio continuo della vita dell’atleta, dentro e fuori dal campo, sottolineando come lo screening e l’analisi dei dati permettano di comprendere meglio il funzionamento del corpo e prevenire molte difficoltà prima che diventino problemi. Ha inoltre evidenziato che, in alcuni casi, dopo un infortunio un atleta riesce persino a migliorare le proprie performance grazie a una maggiore consapevolezza del proprio corpo e della dimensione psicologica.

Tecnologia e neuroscienze contro il dolore cronico

Un altro tema centrale riguarda la gestione del dolore, una delle principali barriere al ritorno all’attività fisica. Il ruolo della tecnologia nella gestione del dolore è stato al centro dell’intervento di Caterina Lande, Lifetech Product Marketing Manager di Theras.Il dolore è un segnale di allarme del corpo. Quando diventa cronico può trasformarsi in una vera e propria malattia e avere un impatto significativo sulla vita quotidiana delle persone. La riduzione dell’attività fisica genera spesso un circolo vizioso che peggiora progressivamente la qualità della vita. Oggi però le neuroscienze e le tecnologie di neurostimolazione permettono di interrompere questo meccanismo e aiutare le persone a tornare a una vita attiva”.

Sport paralimpico e inclusione: molto più di una competizione

Accanto alla dimensione scientifica e tecnologica, l’incontro ha dato spazio anche al valore sociale dello sport grazie alla testimonianza di Daniela Colonna Preti, presidente della polisportiva POLHA-VARESE APD APS, da oltre quarant’anni impegnata nella promozione dello sport per le persone con disabilità. Colonna Preti ha sottolineato come lo sport non sia solo competizione, ma anche inclusione, autonomia e benessere psicologico, spiegando che l’associazione lavora ogni giorno per motivare i ragazzi e dimostrare che lo sport è una possibilità concreta per tutti.

Autonomia e dignità: la lezione degli atleti paralimpici

Ha chiuso il talk Gabriele Lanza, atleta della Nazionale italiana di para ice hockey, che ha raccontato il proprio percorso personale e il ruolo decisivo dello sport nel suo recupero dopo un incidente all’età di 11 anni. Ha spiegato come l’attività sportiva lo abbia aiutato a ripartire non solo fisicamente ma soprattutto mentalmente e come allenamento e routine gli abbiano dato la forza di tornare a credere nei propri obiettivi. Lanza ha poi lanciato un messaggio che sintetizza lo spirito dell’incontro: “Per chi vive una disabilità l’autonomia è tutto. L’assistenzialismo ha un costo, mentre l’autonomia restituisce dignità e qualità della vita. Ricerca, tecnologia e sport possono davvero aiutare le persone a vivere una vita piena e attiva

Innovazione e design: il futuro del progetto Oasi Life Experience

L’evento ha rappresentato l’ultimo appuntamento di “Oasi Life Experience”, il format ideato da Letizia Fontanelli di Ideaintegrale in occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. Il progetto tornerà – sempre in Piazza Città di Lombardia – durante il Fuorisalone dal 20 al 26 aprile 2026, confermandosi come uno spazio di dialogo e contaminazione tra innovazione e design.
Il vero traguardo non è soltanto la performance sportiva, ma una nuova cultura del recupero, dell’autonomia e della qualità della vita.

13 Marzo 2026 ( modificato il 16 Marzo 2026 | 13:36 )
© RIPRODUZIONE RISERVATA