11:11 am, 4 Marzo 26 calendario

🌐 Pupo: “Ho perso 130 milioni al Casinò in un’altalena di eccessi”

Di: Redazione Metrotoday
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In una lunga intervista a un quotidiano nazionale in occasione dei suoi 70 anni, il cantante Pupo – nome d’arte di Enzo Ghinazzi – ha ripercorso la sua vita tra successi straordinari, errori devastanti, dipendenze e relazioni sentimentali fuori dai canoni tradizionali. Tra le rivelazioni più forti, il racconto di una grande perdita al Casinò e delle difficoltà finanziarie che coinvolsero amici celebri, così come la sua convivenza in una relazione poliamorosa che dura da decenni.

L’ascesa, il crollo e il gioco d’azzardo

Il ritorno mediatico di Pupo coincide con il suo 70° compleanno: una carriera lunga mezzo secolo, scandita da grandi hit come “Sarà perché ti amo” e momenti personali segnati da eccessi e dipendenze che hanno rischiato di cancellare tutto. **«Ho bruciato soldi tra investimenti sbagliati e gioco d’azzardo» ha dichiarato il cantautore, ricordando un episodio emblematico: *una volta perse 130 milioni di lire in una sola notte giocando a Chemin de Fer al Casinò di Saint Vincent. Questo capitolo della sua vita fu talmente intenso da trascinarlo in rapporti pericolosi con strozzini e debiti pesanti.

Secondo il racconto, in quegli anni di difficoltà finanziarie il cantante si trovò a vivere momenti estremi, tra obblighi di pagamento e pressioni di creditori che non guardavano in faccia a nessuno. Il gioco d’azzardo, in particolare, è stato un demone che lo ha accompagnato fin dalla giovinezza e che ha lasciato cicatrici profonde nella sua esistenza personale e professionale.

Debiti, amicizie famose e tensioni: la storia con Morandi

Tra gli aneddoti più discussi emerge anche un episodio che coinvolge Gianni Morandi. Secondo quanto raccontato da Pupo, un suo amico mise la firma per aiutarlo in banca durante un periodo di difficoltà. La situazione fu così critica che – sempre secondo il suo racconto – la casa di Morandi sarebbe stata pignorata a causa dei debiti contratti. L’artista definisce la loro relazione complicata ma profonda, parlando di Morandi come di un “fratello” nonostante gli attriti del passato.

Questa testimonianza ha attirato l’attenzione dei fan e dei media, alimentando discussioni sulla responsabilità personale, l’amicizia tra colleghi celebri e i rischi di intrecciare finanze e rapporti di lunga data nel mondo dello spettacolo italiano.

Il mĂŠnage a trois che dura da decenni

Oltre alle questioni economiche, Pupo ha affrontato pubblicamente la sua vita sentimentale fuori dagli schemi tradizionali. *Ha raccontato di vivere da anni in un menage a tre con sua moglie Anna, con cui è sposato da oltre cinquant’anni, e la compagna Patricia, con la quale ha una relazione da più di trent’anni. Secondo il cantante, questa configurazione di relazioni non è sempre stata facile da gestire, ma per lui rappresenta una forma di amore e connessione autentica.

Nel corso dell’intervista ha anche ammesso di essere una persona emotivamente complessa e spesso guidata dall’impulso, soprattutto nei confronti dell’altro sesso, qualcosa che ha definito parte della sua natura e ha influito sulle sue relazioni nel tempo.

Il peso delle confessioni

Nonostante le cadute personali e professionali, *Pupo ha sottolineato che la musica è sempre stata il suo punto di riferimento e la sua redenzione. Ha spiegato che i diritti d’autore e i concerti gli hanno permesso di risollevarsi economicamente e di guardare al futuro con rinnovata energia, incluso l’avvio di un tour mondiale per celebrare i 50 anni di carriera.

La sua intervista tutt’altro che convenzionale ha suscitato reazioni contrastate: da un lato, c’è chi l’ha apprezzata per l’onestà e la sincerità con cui ha affrontato temi difficili come la ludopatia e le relazioni affettive non conformi; dall’altro lato, non sono mancati critici che ritengono eccessive o discutibili alcune delle sue affermazioni, soprattutto quelle relative alle dinamiche economiche che coinvolsero altri personaggi famosi.

In ogni caso, la vicenda di Pupo resta un esempio di quanto narrativa personale e immagine pubblica possano intrecciarsi nel mondo dello spettacolo italiano, offrendo spunti di riflessione sul rapporto tra celebritĂ , fragilitĂ  umane e memoria collettiva.

4 Marzo 2026 ( modificato il 20 Febbraio 2026 | 11:15 )
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