11:42 pm, 3 Marzo 26 calendario

🌐 Borsa, Europa in picchiata: Milano chiude in forte calo -3,92%

Di: Redazione Metrotoday
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La guerra in Medio Oriente fa tremare i mercati: l’indice Ftse Mib di Milano chiude in forte ribasso (-3,92%), mentre le principali borse europee registrano perdite consistenti in una giornata segnata dall’incertezza geopolitica, dal rally di petrolio e gas e dalle crescenti preoccupazioni per l’inflazione e la crescita economica.

Piazza Affari chiude la seduta di oggi con un tonfo del 3,92%, in un mercato pesantemente influenzato dall’escalation della guerra in Medio Oriente dopo l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele all’Iran e la successiva guerra che si è intensificata nelle ultime ore.

Il forte calo dell’indice Ftse Mib riflette l’allargarsi del clima di avversione al rischio: gli operatori finanziari hanno preferito disinvestire dai titoli più vulnerabili all’incertezza globale, mentre l’aumento dei prezzi dell’energia spinge gli investitori verso mercati più difensivi.

Settori sotto pressione

La maggior parte dei comparti ha chiuso la giornata in rosso. Utilites ed energia sono state tra le più penalizzate, con Moncler che ha perso oltre il 6%, Italgas circa il 6,3%, A2a il 6% e Hera praticamente simile. I titoli del lusso, sensibili alla volatilità dei mercati e alle prospettive di domanda globale, hanno anch’essi registrato forti ribassi. Solo pochi titoli hanno resistito: Lottomatica ha chiuso in positivo grazie ai dati economici superiori alle attese e Recordati ha segnato un lieve rialzo.

Onde d’urto in tutta Europa

Non solo Milano: anche gli altri principali listini europei hanno chiuso in netto calo, con l’indice Stoxx 600 che ha perso circa il 3,1%. Madrid ha evidenziato una delle peggiori performance (-3,7%), seguita da Francoforte (-3,2%), Parigi (-2,6%) e Londra (-2,5%).

La pressione sui mercati europei deriva in gran parte dalle preoccupazioni per l’impatto dell’instabilità geopolitica sui prezzi dell’energia, soprattutto del petrolio e del gas, con spunti rialzisti consistenti nei mercati delle materie prime. Queste dinamiche alimentano timori di inflazione e di un potenziale rallentamento economico, scoraggiando gli investitori dalla detenzione di asset rischiosi.

Energia, titoli di Stato e criptovalute

La corsa del petrolio ha registrato forti incrementi, riflettendo i timori legati a possibili interruzioni del transito attraverso lo stretto di Hormuz, fondamentale per il commercio di energia a livello globale. Anche i prezzi del gas naturale hanno mostrato rialzi importanti, spingendo verso l’alto i costi di produzione e alimentando ulteriori pressioni inflazionistiche.

I titoli di Stato sono stati messi sotto pressione: lo spread tra BTP e Bund è aumentato, con i rendimenti dei decennali italiani e tedeschi in rialzo, segno di un maggiore premio al rischio percepito dagli investitori.

Le criptovalute hanno seguito le azioni in territorio negativo: Bitcoin ha perso circa il 3,5%, mentre altri asset digitali come Dogecoin, Cardano e Solana hanno anch’essi sofferto la volatilità dei mercati.

Wall Street e riflessi globali

Anche i mercati statunitensi hanno aperto in rosso, con gli indici principali in calo e segnalando la diffusione della tensione sull’Atlantico: il Dow Jones, Nasdaq e S&P 500 hanno registrato perdite nelle prime ore di contrattazione, riflettendo il clima di incertezza e la correlazione tra mercati globali.

3 Marzo 2026 ( modificato il 5 Marzo 2026 | 0:37 )
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