10:45 am, 3 Marzo 26 calendario

🌐 H&M in profonda ristrutturazione: Monki chiude i negozi

Di: Redazione Metrotoday
condividi

Il colosso della fast fashion H&M ha annunciato la chiusura di tutti i negozi fisici del marchio Monki, parte del suo portafoglio, mentre prosegue un più ampio piano di razionalizzazione globale dei punti vendita, tra chiusure e nuove aperture, per adattarsi al cambiamento delle abitudini di consumo e alla crescente dominanza dell’e‑commerce nel settore moda.

Il piano di chiusure: Monki sparisce dalla strada

Il gruppo H&M ha confermato la decisione di chiudere circa 60 negozi Monki presenti in oltre 15 Paesi, tra cui Francia, Belgio, Olanda, Germania, Spagna e Regno Unito. Questi punti vendita non saranno riaperti come Monki, ma in parte assorbiti dalla catena Weekday, un altro marchio di proprietà del gruppo svedese.

La scelta segna la fine dell’esperienza fisica di Monki, un brand nato per rispondere alle tendenze più giovani e alternative nel mondo del fast fashion, che negli ultimi anni aveva attirato una clientela specifica con collezioni più audaci e un approccio stilistico distintivo.

Nuove strategie di rete vendite e digitalizzazione

La decisione rientra in una più ampia strategia di ottimizzazione del portafoglio di negozi da parte di H&M, che sta affrontando le difficoltà legate al cambiamento delle abitudini d’acquisto in favore degli acquisti online. Secondo analisti di settore, la riorganizzazione mira a migliorare la redditività e a concentrare gli sforzi su marchi con performance migliori o in crescita, in mercati emergenti.

Secondo dati di settore, nel 2025 H&M prevedeva di aprire circa 80 nuovi negozi ma anche di chiudere quasi 190 punti vendita ritenuti non performanti nelle economie consolidate, spostando l’attenzione verso mercati con domanda in crescita e strategie omnicanale (fisico + online).

L’impatto del fast fashion e del digitale

La chiusura di Monki segue un trend più ampio di cambiamento nel settore moda: molte catene stanno ridimensionando la presenza fisica per rispondere alla competizione dell’e‑commerce e ai costi crescenti di affitto e gestione degli spazi retail. Alcuni marchi legati al fast fashion hanno visto diminuire la redditività nei negozi tradizionali, spingendo le aziende a ridurre la superficie commerciale.

Nonostante la chiusura di alcuni store fisici, H&M continua a puntare su una presenza globale tramite piattaforme digitali e rafforzamento dell’offerta omnichannel, un trend consolidato anche in altri grandi gruppi del settore.

Il futuro di H&M: nuovi mercati

Nonostante le chiusure, H&M non abbandona completamente la presenza fisica nel retail: l’azienda sta espandendo in mercati emergenti come Brasile, El Salvador e Paraguay, con nuove aperture previste nei prossimi anni, oltre che ristrutturando e rilanciando alcuni marchi del gruppo come COS e & Other Stories.

La strategia di accentramento su brand più performanti e mercati in crescita è vista come risposta alla crescente pressione competitiva nel settore fast‑fashion, soprattutto da parte dei giganti dell’e‑commerce che offrono prodotti a basso costo e consegne rapide.

Fast fashion in evoluzione

La chiusura dei negozi fisici di Monki e la riorganizzazione della rete retail di H&M sono segnali dell’evoluzione del settore moda globale. In un contesto in cui le preferenze dei consumatori si spostano rapidamente verso l’online e le dinamiche di mercato richiedono flessibilità, i grandi marchi devono reinventarsi tra negozi fisici, digitalizzazione e scelta dei mercati più profittevoli.

Questa fase di transizione evidenzia come il modello tradizionale di fast fashion sia sotto pressione, costringendo aziende storiche come H&M a ripensare il proprio ruolo e la propria presenza sul mercato globale.

3 Marzo 2026 ( modificato il 23 Febbraio 2026 | 20:49 )
© RIPRODUZIONE RISERVATA