8:43 pm, 22 Febbraio 26 calendario

🌐 Sam Altman: Cina potrebbe vincere la sfida dell’AI con gli USA

Di: Redazione Metrotoday
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Secondo il CEO di OpenAI Sam Altman, la competizione globale sull’intelligenza artificiale tra Stati Uniti e Cina AI è più serrata che mai e la Cina sta avanzando a un ritmo tale che in alcune aree potrebbe addirittura prevalere sulla tecnologia americana, un’ammissione che scuote il dibattito sulla leadership tecnologica mondiale e sulle strategie economiche e geopolitiche legate all’AI race.

Nel corso di un’intervista rilasciata a CNBC durante il India AI Impact Summit 2026 a Nuova Delhi, Sam Altman, CEO di OpenAI, ha lanciato una affermazione che sta facendo discutere l’industria tech globale: **il progresso tecnologico e la rapidità di sviluppo dell’**intelligenza artificiale in Cina è “remarkable” — sorprendente e veloce, tanto da indicare che Pechino potrebbe superare gli Stati Uniti in alcune frontiere dell’AI.

È importante sottolineare che Altman non ha detto in modo categorico che la Cina “ha già vinto” o che farà meglio in tutti i campi dell’AI rispetto agli USA, ma ha sottolineato come le imprese tecnologiche cinesi abbiano compiuto progressi così rapidi e profondi da rendere la competizione globale più equilibrata e incerta.

“Il progresso della tecnologia cinese su tutta la catena tech è veramente notevole,” ha detto Altman, mettendo in evidenza che alcune aziende cinesi si stanno avvicinando — in certe aree — ai livelli delle controparti statunitensi nella corsa verso l’Intelligenza Artificiale Generale (AGI) e altre tecnologie avanzate.

La Cina come possibile vincitrice dell’AI race

Nel dettaglio, Altman ha riconosciuto che:

  • Le imprese cinesi stanno crescendo rapidamente in settori chiave della tecnologia e dell’AI, con avanzamenti che stanno colmando il divario rispetto alle aziende americane dominanti.

  • In alcuni campi specifici, le capacità di innovazione e gli investimenti cinesi si avvicinano o competono con quelli statunitensi, specialmente nei modelli di AI e nelle applicazioni pratiche.

  • La competizione non è un semplice “uno contro l’altro”, ma riflette un panorama tecnologico globale in cui ogni player può avere punti di forza diversi.

Queste osservazioni arrivano in un momento in cui l’AI globale è oggetto di strategia economica nazionale e politica internazionale. I governi e le aziende di tutto il mondo stanno investendo enormi risorse per non restare indietro in quella che molti esperti definiscono una nuova “corsa allo spazio” tecnologica del XXI secolo.

La Cina sta emergendo come leader nell’AI

Secondo gli analisti, diversi fattori stanno alimentando la rapida ascesa della Cina nella tecnologia dell’AI:

  • Investimenti su chip e infrastrutture locali: Pechino punta a sviluppare un’industria dei semiconduttori indipendente e potente, elemento critico per l’addestramento di modelli di AI avanzati.

  • Aziende AI emergenti e competitive: Startup come DeepSeek e altre società tech cinesi stanno attirando capitali e talenti, mettendo pressione alle controparti occidentali nell’offrire innovazioni a costi più bassi o con approcci differenti.

  • Ecosistema economico e normativo favorevole: La Cina utilizza politiche governative di sostegno diretto e incentivi industriali, accelerando la capacità di sviluppo in modo rapido e coordinato.

Questo quadro non determina automaticamente una vittoria cinese nella corsa globale all’AI, ma mette in evidenza come il dominio statunitense non sia più così garantito come in passato e come la competizione sia diventata una sfida strategica globale piuttosto che un duello tra singole aziende o governi.

Reazioni e implicazioni globali

Le dichiarazioni di Altman hanno provocato dibattiti intensi nel mondo della tecnologia e della politica internazionale:

  • Alcuni esperti vedono nel riconoscimento della Cina una chiamata di allarme per gli Stati Uniti, che devono rafforzare investimenti, regolamentazioni e supporto pubblico per mantenere la leadership tecnologica.

  • Altri sottolineano che l’AI non è una gara a somma zero e che collaborazioni internazionali potrebbero portare benefici condivisi, evitando dinamiche di competizione eccessiva che possono danneggiare sicurezza e progresso scientifico.

  • Inoltre, molti governi europei e asiatici stanno rivalutando le proprie strategie sull’AI per non restare indietro in questo nuovo contesto multipolare di innovazione.

Un “possibile vantaggio” cinese, non una vittoria certa

La lettura più prudente delle parole di Sam Altman indica che la Cina è diventata un concorrente formidabile nella corsa all’intelligenza artificiale, capace di competere su molti fronti con gli Stati Uniti. Tuttavia, non esiste al momento una “vittoria” definitiva, ma piuttosto una competizione dinamica e complessa che potrebbe ridefinire equilibri economici, tecnologici e geopolitici nei prossimi anni, con l’AI come elemento centrale dello sviluppo globale.

22 Febbraio 2026 ( modificato il 20 Febbraio 2026 | 20:47 )
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