9:22 am, 18 Febbraio 26 calendario

🌐 Vannacci e il caso del simbolo di Futuro nazionale che esiste già

Di: Redazione Metrotoday
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Il caso del simbolo di Futuro nazionale esplode in piena campagna politica: il nome e il logo che Roberto Vannacci vuole usare per il suo nuovo partito risultano già depositati dal 2010, sollevando questioni legali, politiche e di strategia in vista delle elezioni.

Origine della disputa: il simbolo “già esistente”

La nascita di “Futuro nazionale”, nuova formazione politica guidata dall’europarlamentare ed ex leghista Roberto Vannacci, è al centro di una controversia che rischia di complicare il lancio del movimento. Al centro della polemica c’è il simbolo e il nome “Futuro nazionale” che Vannacci ha depositato e intende utilizzare nella comunicazione politica e elettorale. Tuttavia, quel nome e quel marchio risultano già stati depositati nel 2010 da un altro soggetto politico, ovvero Riccardo Mercante, ex consigliere regionale del Movimento 5 Stelle scomparso nel 2020, come marchio presso l’Ufficio brevetti e marchi della Camera di Commercio di Teramo.

Questa situazione ha aperto un nodo giuridico e politico: chi ha il diritto di utilizzare un simbolo già registrato in passato, soprattutto ora che la nuova formazione si prepara alla competizione elettorale?

Le regole sui marchi e l’effetto della scadenza

Secondo una prima analisi del quadro legale in Italia, la registrazione di un marchio ha una validità di dieci anni dalla data di deposito. Se non viene rinnovato entro i termini, il marchio decade e diventa, in teoria, “libero” per nuove registrazioni. Nel caso del marchio “Futuro nazionale” di Mercante, non risultano atti di rinnovo dopo la scadenza naturale del 2010, e quindi il titolo risulterebbe tecnicamente scaduto. Questa circostanza, spiegano esperti di proprietà industriale, potrebbe consentire a Vannacci di continuare a usare il nome e il simbolo finché non viene formalmente impedito da una decisione giudiziaria o da provvedimenti ufficiali delle autorità competenti.

Gli eredi dell’ex consigliere regionale, in particolare la moglie Marina Caproni, hanno però chiarito di non essere intenzionati a cedere il marchio ai seguaci di Vannacci, avviando così una possibile disputa legale sul piano civile e amministrativo del diritto dei marchi.

La posizione di Vannacci: “uso finché possibile”

In risposta alle polemiche, Roberto Vannacci ha dichiarato pubblicamente che continuerà a usare il simbolo di Futuro nazionale finché non ci sarà un divieto formale. La sua posizione è chiara: Finché non c’è nulla di diverso, continueremo a usare il simbolo. Se non c’è nulla di vietato si può usare”, come riportato da una sua intervista recente.

Questa affermazione riflette una strategia politica e legale di fatto, che punta a mantenere la visibilità del nuovo partito e a non rallentare la campagna organizzativa in attesa che eventuali contenziosi si risolvano nei tribunali o negli uffici marchi.

Reazioni politiche e alleanze in formazione

La questione del simbolo non è l’unico elemento di interesse attorno a Futuro nazionale. L’ex generale della Lega, con un passato di rapporti complessi dentro il partito di Matteo Salvini, ha già raccolto l’adesione di due parlamentari, Edoardo Ziello e Rossano Sasso, che hanno lasciato la Lega per seguire il progetto politico di Vannacci. Questo rafforza la percezione che “Futuro nazionale” non sia solo una sigla simbolica, ma una realtà in crescita nel panorama della destra italiana.

Il nuovo movimento si colloca su posizioni nazionaliste e di destra, definendosi come alternativa sia alla Lega sia ad altri partiti della coalizione di centro‑destra, puntando a intercettare elettorati insoddisfatti delle direzioni politiche tradizionali.

La legge elettorale e i simboli nel contesto italiano

In Italia i simboli di partito sono elementi cruciali per la presentazione alle elezioni, poiché consentono agli elettori di riconoscere immediatamente i soggetti politici sulle schede. Per questo motivo, la normativa elettorale prevede che solo le formazioni regolarmente costituite e registrate con simboli depositati possono partecipare ai processi elettorali. La disputa sui marchi e sul nome potrebbe quindi avere impatti diretti sulla possibilità per “Futuro nazionale” di presentarsi alle elezioni politiche del 2027 con un simbolo che sia accettato dalla Commissione elettorale centrale.

Il fatto che Vannacci e i suoi seguaci abbiano anticipato la registrazione e l’uso del nome e logo suggerisce che la formazione voglia consolidare la propria identità politica prima di eventuali verifiche ufficiali. Tuttavia, una sfida legale aperta da parte degli eredi di Mercante o di altri soggetti interessati potrebbe portare a un pronunciamento formale nei prossimi mesi.

Il rischio di confusione e i concorrenti sul simbolo

La disputa del simbolo non riguarda solo il marchio depositato nel 2010, ma anche preoccupazioni da parte dell’associazione “Nazione Futura”, un gruppo conservatore che ha lamentato una somiglianza significativa tra il logo utilizzato da Vannacci e il proprio simbolo associativo, potenzialmente fonte di confusione per l’elettorato. Anche questa opposizione ha aggiunto un ulteriore fronte di tensione alla vicenda, con richieste di opposizione formale alla registrazione del marchio e inviti ai simpatizzanti a unirsi alla loro comunità.

Tra politica, legge e strategia

La vicenda del simbolo “Futuro nazionale” è destinata a evolversi nei prossimi mesi, con possibili sviluppi che comprendono:

  • Ricorsi legali da parte degli eredi di Mercante per rivendicare diritti sul marchio.

  • Decisioni dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi in merito alla registrazione o opposizione.

  • Implicazioni elettorali se il simbolo dovesse essere rifiutato per le liste elettorali 2027.

  • Un possibile accordo o fusione con altri soggetti politici simili, qualora la disputa rendesse difficile l’uso del nome.

In questo contesto, la capacità di Vannacci di consolidare il suo progetto politico dipenderà non solo dalla sua base di consensi, ma anche dalla gestione della dimensione legale e simbolica del “brand” del partito.

18 Febbraio 2026 ( modificato il 11 Febbraio 2026 | 23:25 )
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