10:09 am, 17 Febbraio 26 calendario

🌐 Cellulari e cancro: il maxi studio internazionale sulle frequenze

Di: Redazione Metrotoday
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Un maxi studio internazionale su cellulari e cancro mette fine ai vecchi dubbi sulle radiofrequenze: i dati confermano che l’uso di telefoni cellulari non aumenta significativamente il rischio di cancro nella popolazione, rassicurando consumatori e istituzioni.

In un momento in cui cellulari e cancro continuano ad alimentare conversazioni e preoccupazioni tra utenti e istituzioni sanitarie, un maxi studio internazionale coordinato da istituti di ricerca di Corea e Giappone non ha trovato alcuna evidenza statistica significativa che colleghi l’uso di telefoni cellulari a un aumento del rischio di tumori. Lo studio, basato su un disegno sperimentale ampliato e su controlli rigorosi rispetto a precedenti ricerche, è stato concepito per verificare la solidità dei risultati pubblicati in passato riguardo ai potenziali effetti delle radiofrequenze sulle cellule viventi.

La questione delle radiazioni emesse dai telefoni cellulari e del loro eventuale impatto sulla salute è stata oggetto di dibattito scientifico per decenni. Negli anni passati alcuni studi — tra cui quelli condotti negli Stati Uniti e in Europa sugli animali — avevano suggerito possibili effetti biologici delle radiofrequenze, lasciando aperta l’ipotesi di un legame con tumori rari in ratti esposti per lunghi periodi. Tuttavia, le evidenze derivanti dalle più recenti ricerche umane e sperimentali non hanno confermato tali associazioni a livelli di esposizione conformi alle normative di sicurezza.

Risultati chiave del nuovo studio 

L’indagine scientifica, avviata nel 2019, ha seguito un protocollo sperimentale rigoroso per neutralizzare variabili potenzialmente confondenti. In pratica, i ricercatori hanno esposto gruppi di ratti a segnali radiofrequenza simili a quelli tipici dell’uso umano di telefoni cellulari, mantenendoli entro limiti di sicurezza attualmente accettati per l’uomo. Dopo 104 settimane di monitoraggio e analisi dei tessuti senza che i patologi sapessero quali esemplari erano stati esposti, i risultati sono stati chiari: non è stata riscontrata alcuna incidenza significativa di tumori al cervello, al cuore o alle ghiandole surrenali associata all’esposizione alle radiofrequenze.

Il dato emerge significativo soprattutto alla luce dei precedenti allarmi derivati dalle prime analisi su animali, che avevano generato dibattito ma non avevano fornito prove convincenti per l’applicazione diretta all’uomo. La recente indagine internazionale ha dunque adottato livelli di esposizione allineati alle condizioni di sicurezza umana e, valutando i tessuti in maniera cieca, ha rafforzato il profilo rassicurante delle tecnologie di comunicazione mobile.

La posizione delle agenzie sanitarie globali

La nuova evidenza si allinea ai risultati di altri ampi studi e revisioni internazionali. In passato, la Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e la sua Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) avevano classificato le radiofrequenze come “possibili cancerogeni” sulla base di alcuni dati limitati, ma non avevano mai stabilito un legame causale diretto tra l’uso di telefoni cellulari e tumori nel cervello o altri organi.

Una valutazione aggiornata di oltre 250 studi scientifici condotta da agenzie sanitarie nazionali, comprese quelle francesi, ha ribadito l’assenza di prove convincenti di un nesso causale tra esposizione alle radiofrequenze dei cellulari e cancro umano, pur raccomandando cautela data l’evoluzione dell’uso delle tecnologie mobili.

Inoltre, risultati di ampi studi di coorte umani — che hanno seguito centinaia di migliaia di utenti per decenni — non hanno evidenziato un incremento dei tumori cerebrali o di altri tipi in relazione alle ore totali di utilizzo del telefono. Questi dati, basati su popolazioni reali, forniscono profonde rassicurazioni su scala epidemiologica.

Il contesto scientifico 

Nonostante la crescente diffusione dei cellulari e l’aumento dell’uso quotidiano, le principali evidenze pubblicate finora non hanno mostrato un aumento dei tassi di tumori tipicamente associati all’esposizione alle radiofrequenze, nemmeno tra gli utenti più accaniti. Ciò suggerisce che, almeno per quanto riguarda il rischio oncologico, le tecnologie di telefonia mobile attuali non rappresentano un pericolo significativo per la salute umana nei limiti di esposizione raccomandati.

Tuttavia, alcuni esperti indipendenti hanno espresso critiche metodologiche su alcune revisioni scientifiche, sostenendo che alcuni studi non includano adeguatamente tutti i dati disponibili o che i metodi statistici possano influenzare i risultati. Tale dibattito scientifico evidenzia come la comunità internazionale continui a esaminare con rigore la letteratura, pur riconoscendo che al momento non sussistono prove definitive di un rischio oncologico correlato ai cellulari.

Parallelamente, nuove linee di ricerca si concentrano su altri potenziali effetti legati alle radiofrequenze, come possibili risposte biologiche a lungo termine o impatti cardiovascolari, pur restando in un campo di indagine lontano dalle prove di causalità con il cancro.

L’uso quotidiano e le comunicazioni sanitarie

Sebbene le evidenze attuali non giustifichino allarmi sanitari sulla relazione tra cellulari e cancro, esperti di salute pubblica continuano a suggerire comportamenti prudenti per l’uso quotidiano del telefono, come:

  • utilizzare vivavoce o auricolari per ridurre il contatto diretto prolungato con la testa;

  • evitare conversazioni molto lunghe in ambienti scarsi di segnale, dove i telefoni possono aumentare la potenza di trasmissione;

  • monitorare i valori SAR (tasso di assorbimento specifico) dei dispositivi.

Tali misure, pur non essendo strettamente motivate dal rischio oncologico, possono contribuire a ridurre l’esposizione complessiva alle radiofrequenze e rappresentano buone pratiche di prevenzione nella vita digitale moderna.

Le evidenze più solide disponibili indicano che cellulari e cancro non sono correlati in modo causale apprezzabile. Il maxi studio internazionale recente – insieme ad altri rapporti scientifici globali – fornisce una base consistente per rassicurare sia il pubblico sia i professionisti della salute, pur mantenendo aperta la porta a ulteriori ricerche man mano che evolvono le tecnologie e i modelli di esposizione.

17 Febbraio 2026 ( modificato il 8 Febbraio 2026 | 10:16 )
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