🌐 Casa del Jazz Roma: cunicolo dei misteri della Banda della Magliana
Casa del Jazz Roma, l’ex Villa Osio confiscata alla criminalità e oggi centro culturale, è al centro di nuove ricerche sotterranee dopo che i vigili del fuoco hanno individuato un cunicolo collegato alle catacombe sotto l’edificio, potenzialmente legato ai segreti di Enrico Nicoletti della Banda della Magliana e alla scomparsa del giudice Paolo Adinolfi, “cold case” di tre decenni fa. Questi sviluppi sollevano anche interrogativi sulla possibile connessione con altri misteri irrisolti nella Capitale, come il caso di Emanuela Orlandi.
Una svolta nelle ricerche sotterranee alla Casa del Jazz
A Roma, sotto la celebre Casa del Jazz, è stata individuata una via di accesso al cunicolo sotterraneo che corre sotto gli edifici dell’ex Villa Osio, l’immobile oggi sede del centro culturale che un tempo fu proprietà di Enrico Nicoletti, ritenuto il cassiere della Banda della Magliana. I vigili del fuoco, impegnati in ispezioni tecniche coordinate con la Prefettura, hanno trovato l’ingresso che potrebbe condurre alle gallerie antiche connesse alle catacombe e a passaggi murati che per anni sono rimasti inaccessibili.
Questa scoperta, sebbene preliminare, è considerata cruciale per le attività di scavo e verifica che da mesi coinvolgono tecnici, forze dell’ordine e specialisti, con l’obiettivo di capire cosa si nasconda nei cunicoli sotterranei di Villa Osio, tra ipotesi di resti umani, documenti, armi o altri elementi legati alla storia criminale e giudiziaria della Capitale.

Villa Osio, Banda della Magliana e gli anni ottanta‑novanta
La Casa del Jazz, situata in viale di Porta Ardeatina a Roma, è un complesso storico riadattato a centro musicale e culturale che sorge sull’antica Villa Osio. Costruita negli anni Trenta, la villa fu acquistata negli anni Ottanta da Nicoletti, figura di spicco della Banda della Magliana, e successivamente confiscata allo Stato negli anni Novanta per mafia e criminalità organizzata grazie alla legge sulla confisca dei beni mafiosi, per essere poi restituita alla collettività.
Sotto la struttura si estendono cunicoli antichi collegati alle catacombe e a passaggi sconosciuti alle mappe moderne. Queste gallerie, probabilmente modificate e utilizzate nel tempo, erano già state individuate in passato tramite georadar e rilievi ma mai completamente esplorate fino ad ora.
La pista Adinolfi: un “cold case” lungo trent’anni
Il cuore di questa operazione di scavo è la misteriosa scomparsa del giudice Paolo Adinolfi, scomparso il 2 luglio 1994 a Roma senza lasciare tracce dopo essere uscito di casa per recarsi al lavoro. Adinolfi, magistrato con incarichi sulla sezione fallimentare del Tribunale di Roma, aveva affrontato procedimenti che toccavano affari e relazioni complesse legate alla criminalità organizzata.
Da oltre trenta anni l’assenza di risposte sulla sua scomparsa alimenta interrogativi, e l’ipotesi investigativa avanzata da esperti e famigliari è che il corpo del giudice potrebbe essere stato occultato all’interno della vasta rete di gallerie sotto la villa acquistata da Nicoletti, proprio in quegli anni in cui Adinolfi si occupava di casi che coinvolgevano figure del mondo criminale e finanziario.

I lavori di scavo: georadar, botole e nuove aperture
Le attività di ricerca sono state avviate su disposizione della Prefettura di Roma, su richiesta dell’ex magistrato Guglielmo Muntoni, oggi presidente dell’Osservatorio sulla criminalità economica della Camera di Commercio di Roma. Muntoni sostiene da decenni che una parte delle gallerie sottostanti la Casa del Jazz è stata interrata e potrebbe custodire segreti ancora sconosciuti, tra cui non solo materiali legati alla Banda della Magliana ma anche possibili resti umani.
Le operazioni hanno incluso l’uso di georadar, trivelle telecomandate e rilievi specialistici per identificare punti deboli nella copertura sotterranea, trovare botole nascoste e aprire varchi per l’accesso in sicurezza alla galleria principale, senza danneggiare la struttura storica sovrastante.
In passato, durante una fase preliminare di scavo, è stata già rinvenuta una botola nascosta sotto l’attuale sala di registrazione, considerata la possibile via d’accesso al tunnel principale, benché l’esplorazione completa del tunnel richieda ulteriori verifiche tecniche e di sicurezza.
Connessioni con altri misteri: il caso Orlandi
Mentre la priorità delle ricerche rimane il ritrovamento di elementi utili al caso Adinolfi, alcuni esperti e familiari coinvolti non escludono connessioni con altri cold case celebri della Capitale, come la scomparsa di Emanuela Orlandi nel 1983, un giallo che ha attraversato decenni di richieste di verità.
Nel corso degli anni, testimonianze e ipotesi investigative avevano suggerito che sotto la Casa del Jazz, nei cunicoli, potrebbero trovarsi non solo resti umani ma anche oggetti o informazioni collegati a vari casi irrisolti. Sebbene non esistano prove definitive di un legame diretto con la vicenda Orlandi, la possibilità che questi sotterranei conservino risposte a più di un mistero continua ad attirare l’attenzione pubblica.
Le attività di scavo sotto la Casa del Jazz di Roma, un bene confiscato alla criminalità e oggi simbolo di cultura e legalità, devono confrontarsi con complessi aspetti tecnici e di sicurezza, poiché le gallerie sotterranee si estendono sotto edifici storici vincolati e richiedono autorizzazioni specifiche dal Comune e dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali.
Le autorità coinvolte stanno procedendo con cautela per garantire che l’esplorazione sotterranea non comprometta la struttura superiore o l’incolumità degli operatori. Allo stesso tempo, la prospettiva di risolvere finalmente un mistero di cronaca lunga trent’anni mantiene alta l’attenzione di famiglie, istituzioni e cittadini.

Un mistero di Roma in attesa di risposte
La scoperta del cunicolo sotto la Casa del Jazz Roma rappresenta una svolta significativa nelle attività di scavo e verifica dei tunnel sotterranei collegati alla ex Villa Osio, aprendo nuove possibilità di chiarire le circostanze della scomparsa di Paolo Adinolfi e, forse, di altri enigmi legati alla criminalità storica romana.
Questa operazione unisce passato e presente, toccando temi di legalità, memoria storica e ricerca di verità, e potrebbe portare a risposte attese da generazioni. L’esito delle esplorazioni sotterranee sarà determinante non solo per chi cerca giustizia e verità, ma anche per capire fino a che punto il sottosuolo di Roma custodisca memorie ancora celate.
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