9:53 am, 15 Febbraio 26 calendario

🌐 Google guida l’AI mondiale: da inseguitore di OpenAI a dominatore

Di: Redazione Metrotoday
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Google AI, leadership globale e investimenti record: la parola chiave è “intelligenza artificiale” mentre l’azienda supera OpenAI e ridisegna la competizione tecnologia

Google ha trasformato la sua posizione da inseguitore di OpenAI a leader riconosciuto nella corsa globale all’intelligenza artificiale****: con il suo modello Gemini che supera i 750 milioni di utenti mensili e investimenti record che puntano a espandere infrastruttura e innovazione, il colosso di Mountain View mira a dominare il futuro dell’AI. Allo stesso tempo crescono interrogativi regolatori e implicazioni per editoria e competitività digitale.

Il salto strategico di Google AI

Nei primi anni della rivoluzione dell’intelligenza artificiale generativa, Google sembrava in ritardo rispetto a pionieri come OpenAI, la startup fondata da Sam Altman che con ChatGPT aveva inaugurato un nuovo standard di interazione IA nel 2022. Con prodotti come Bard, Google inizialmente inseguiva, ma non dominava, la competizione nei modelli linguistici di nuova generazione. La situazione però è mutata radicalmente: oggi Google è percepita come leader AI globale e in molti scenari si pone davanti a OpenAI nella corsa tecnologica e commerciale.

Il motore principale di questa trasformazione è stato il modello linguistico Google Gemini, che ha fatto passi da gigante in termini di capacità e distribuzione. Integrato nei principali prodotti dell’ecosistema Google — dalla ricerca fino agli strumenti enterprise — Gemini 3 ha consolidato una base utenti di oltre 750 milioni di utenti mensili e catalizza ora l’adozione di IA su vasta scala.

L’incremento dell’adozione non è solo numerico ma anche strategico: il modello AI viene incorporato in servizi di uso quotidiano come Google Search, dove le “AI Mode” e i riassunti generati dall’IA stanno alterando profondamente il comportamento degli utenti di Internet e la fruizione delle informazioni.

Investimenti record: Google punta sul futuro

La transizione da inseguitore a leader non è avvenuta per caso ma è stata accompagnata da investimenti senza precedenti. Per il 2026 Alphabet — la holding di Google — ha annunciato di voler raddoppiare la spesa in capitale fino a circa 185 miliardi di dollari, di cui una parte consistente è destinata ad accelerare l’espansione delle infrastrutture IA, dei data center e dei Tensor Processing Units (TPU) sviluppati internamente.

Questa strategia è volta non solo a sostenere la crescita dei modelli AI ma anche a rendere Google meno dipendente da fornitori terzi di hardware e a potenziare il suo vantaggio competitivo nella corsa alla potenza di calcolo — elemento considerato ormai essenziale nello sviluppo di IA avanzata e casi d’uso industriali.

La spinta finanziaria è accompagnata da performance solide nei risultati trimestrali, con un incremento del 48% nelle entrate del cloud e utili netti oltre le aspettative, segnali che gli investitori e il mercato guardano con crescente attenzione.

La ricerca, l’editoria e il mondo digitale

Il ruolo crescente di Google nell’AI non si limita all’ambito tecnologico; ha effetti profondi sulle dinamiche dei contenuti online e sulla distribuzione delle informazioni. Le nuove funzionalità AI integrate nei risultati di ricerca, come gli “AI Overviews”, stanno già incidendo sulle metriche di traffico e visibilità dei siti editoriali. Questi summary generati automaticamente riducono il click-through verso i contenuti originali e stanno sollevando preoccupazioni tra gli editori digitali, che denunciano un impatto negativo su redditività e sostenibilità economica.

Questa trasformazione del traffico online — che potrebbe ridurre del 43% il traffico verso i siti di informazione nei prossimi anni — mette in evidenza come i motori di ricerca generativi stiano ridefinendo la relazione tra contenuti e pubblico.

Sfide geopolitiche

L’ascesa di Google nella AI ha attirato anche l’attenzione dei regolatori. In Europa, le autorità competenti stanno considerando misure per bilanciare la concorrenza e consentire ai fornitori di servizi di ricerca e AI di accedere ai dati e alle tecnologie in modo più equo. Queste iniziative intendono mitigare la posizione dominante di Big Tech e promuovere un ecosistema digitale più competitivo.

Nel Regno Unito, per esempio, il watchdog ha proposto modifiche alla regolamentazione dei risultati di ricerca per consentire agli editori di optare fuori dall’utilizzo dei contenuti nei modelli di sintesi senza perdere visibilità nelle ricerche generiche. Questo tentativo rappresenta una risposta diretta ai cambiamenti tecnologici in corso.

La competizione non è solo tra Google e OpenAI

Il panorama dell’IA avanzata non è una semplice gara a due. Mentre Google avanza grazie alla sua enorme base di utenti, infrastrutture e potenza finanziaria, altre aziende come Meta, Amazon e Microsoft continuano a investire pesantemente nei loro ecosistemi AI, sviluppando laboratori interni, nuovi modelli e strutture di ricerca dedicate.

Parallelamente, iniziative collaborative come la Trust in AI Alliance — che vede protagonisti leader di industria e ricerca — puntano a stabilire principi condivisi per lo sviluppo responsabile di IA di nuova generazione, riflettendo un mutato contesto in cui innovazione e etica devono coesistere.

Dal dominio tecnologico alla società digitale

Google AI è oggi al centro di una trasformazione fondamentale della tecnologia e dell’economia digitale. La sua evoluzione da inseguitore a protagonista della scena AI mondiale è il risultato di una combinazione di investimenti strategici, innovazioni tecnologiche e integrazioni profonde nei servizi quotidiani degli utenti.

Tuttavia, il suo ruolo solleva questioni cruciali sul futuro della ricerca online, la sostenibilità economica dei contenuti digitali e il bilanciamento tra innovazione e competitività. La competizione globale sull’IA continua, ma ora Google è chiaramente uno dei protagonisti principali, con una capacità di influenzare non solo il settore tecnologico ma l’intera economia digitale.

15 Febbraio 2026 ( modificato il 8 Febbraio 2026 | 10:01 )
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