Il caso Epstein torna al centro dell’attenzione internazionale: secondo un medico legale, Jeffrey Epstein potrebbe essere stato strangolato. La richiesta di una nuova indagine riapre interrogativi su carcere, sicurezza e responsabilità nel caso Epstein.
Il caso Epstein riaperto da nuove dichiarazioni
A distanza di anni dalla morte di Jeffrey Epstein, emergono nuove valutazioni medico-legali che rimettono in discussione la versione ufficiale del suicidio. Un medico forense che aveva osservato i risultati dell’autopsia sostiene che le lesioni riscontrate sarebbero più compatibili con uno strangolamento che con un’impiccagione volontaria.
La richiesta di una nuova indagine riporta il caso Epstein al centro del dibattito pubblico e giudiziario.
Epstein era detenuto nel Metropolitan Correctional Center di New York quando, nell’agosto 2019, venne trovato privo di vita nella sua cella.

Le fratture al collo e il nodo medico-legale
Il punto centrale riguarda alcune fratture dell’osso ioide e di altre strutture cervicali. Secondo il medico che oggi sollecita nuovi accertamenti, tali lesioni sarebbero più frequentemente associate a casi di strangolamento manuale o con oggetti, piuttosto che a un’impiccagione tipica in ambiente carcerario.
La versione ufficiale, stabilita dall’ufficio del medico legale di New York all’epoca dei fatti, aveva concluso per il suicidio.
Le divergenze tra interpretazioni medico-legali alimentano dubbi mai completamente sopiti.
Le carenze nella sorveglianza
Già nei mesi successivi alla morte di Epstein, erano emerse criticità nella gestione della detenzione. Le telecamere non funzionanti, i controlli non effettuati regolarmente e l’assenza di un compagno di cella avevano sollevato interrogativi sulla sicurezza della struttura.
Due agenti penitenziari erano stati incriminati per falsificazione dei registri, mentre il carcere federale era stato oggetto di ispezioni e riorganizzazioni.
Le falle nella sorveglianza rappresentano uno degli elementi più controversi dell’intera vicenda.

Impatto politico e mediatico
Il caso Epstein ha avuto un impatto globale per via delle relazioni del finanziere con figure influenti del mondo politico, economico e culturale. Le sue frequentazioni internazionali avevano attirato l’attenzione di media e opinione pubblica, trasformando la sua morte in un evento di rilevanza mondiale.
Ogni nuova dichiarazione o ipotesi alternativa riaccende speculazioni e richieste di trasparenza.
La pressione dell’opinione pubblica continua a chiedere chiarezza definitiva sulle circostanze della morte.
Possibile la riapertura dell’indagine
La richiesta di una nuova indagine non implica automaticamente la riapertura formale del caso. Tuttavia, le autorità competenti potrebbero valutare ulteriori accertamenti tecnici se emergessero elementi ritenuti sufficientemente solidi.
Il sistema giudiziario statunitense prevede la possibilità di riesaminare casi chiusi in presenza di nuovi fatti o nuove interpretazioni scientifiche.
La vicenda Epstein resta uno dei casi giudiziari più controversi degli ultimi decenni negli Stati Uniti.

Al momento non risultano decisioni ufficiali sulla riapertura del fascicolo. Tuttavia, le dichiarazioni del medico legale hanno riattivato l’attenzione mediatica e politica.
L’eventuale avvio di una nuova indagine comporterebbe ulteriori perizie, riesame dei referti autoptici e valutazioni indipendenti.






