4:49 pm, 14 Febbraio 26 calendario

🌐 Pozzuoli, il mistero del lago d’Averno che si tinge di rosso

Di: Redazione Metrotoday
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Il lago d’Averno si tinge di rosso a Pozzuoli, suscitando stupore tra residenti e visitatori: un fenomeno naturale stagionale che torna a ripetersi nel celebre specchio d’acqua vulcanico. Le microalghe e le condizioni ambientali spiegano il cambiamento cromatico, confermando che non vi è alcun legame diretto con l’attività vulcanica o sismica.

Il lago d’Averno, il mistero del lago d’Averno che si tinge di rosso a Pozzuoli è tornato al centro dell’attenzione questa settimana quando lo specchio d’acqua vulcanico situato nei Campi Flegrei ha assunto una colorazione rossastra visibile da terra e dai cieli grazie alle riprese dei droni. Un fenomeno che ha alimentato curiosità e, nonostante le spiegazioni scientifiche, anche qualche timore tra la popolazione locale. Tuttavia, fonti giornalistiche e osservazioni consolidate spiegano che si tratta di un evento naturale ciclico e non di un segnale di pericolo imminente.

Situato all’interno di un’antica caldera vulcanica nel comune di Pozzuoli, il lago d’Averno è noto fin dall’epoca romana per il suo fascino mitico e per le leggende legate alla sua origine e al suo nome, tradizionalmente interpretato come “luogo senza uccelli” a causa delle antiche esalazioni gassose che lo caratterizzavano. Oggi, al di là della storia e della suggestione simbolica, la scienza fornisce una spiegazione precisa al fenomeno della colorazione rossa dell’acqua.

Secondo gli esperti, la tinta rossa è causata dalla proliferazione di particolari microalghe e cianobatteri, come la Planktothrix rubescens, che in determinate condizioni ambientali – temperatura, composizione chimica, luce e nutrienti – sviluppano pigmenti che alterano il colore dell’acqua. Questo fenomeno, simile a quelli osservati in altri laghi naturali nel mondo, non è associato a sismicità o attività vulcanica ma è piuttosto un evento stagionale naturale che si ripete in diverse annate.

La presenza di microalghe nel lago, favorita da condizioni climatiche specifiche, è documentata anche da studi scientifici più ampi. Ricerche recenti hanno evidenziato che eventi di “bloom” di cianobatteri possono generare colorazioni insolite delle acque e rappresentano un indicatore ambientale sensibile ai cambiamenti nelle condizioni del bacino lacustre. Questi organismi, seppur naturali, possono proliferare in presenza di nutrienti e condizioni di acqua stagnante, e la loro presenza non è di per sé segnale di un’emergenza vulcanica.

Negli stessi giorni in cui la colorazione del lago è stata immortalata dalle telecamere e dai droni, mete di turismo locale e appassionati di fenomeni naturali hanno affollato le sponde per fotografare l’insolita scena. A differenza dell’allarme istantaneo che spesso accompagnano eventi naturali in aree vulcaniche, gli studiosi rassicurano: non esistono prove di un collegamento diretto tra il lago d’Averno che si tinge di rosso e un aumento dell’attività geofisica dei Campi Flegrei.

Questo bacino naturale, la cui origine risale a millenni fa come cratere di un vulcano spento, conserva un forte richiamo simbolico. Le acque rosate o rosse richiamano inevitabilmente l’immaginario mitologico, associato alla “Porta degli Inferi” delle tradizioni antiche, e oggi queste suggestioni si intrecciano con spiegazioni scientifiche e curiosità naturalistiche.

Nonostante la bellezza e l’eccezionalità del fenomeno, gli esperti sottolineano che non vi sono evidenze di rischi ambientali immediati per la popolazione o per l’ecosistema circostante. Il fenomeno dello specchio d’acqua che cambia colore è considerato un evento ciclico, legato a fattori climatici e biologici, osservabile per alcune settimane prima di attenuarsi con il ritorno alle condizioni ambientali ordinarie.

Per la comunità scientifica e per le autorità locali è comunque importante continuare il monitoraggio del lago e dei suoi parametri biologici e chimici. La variabilità delle condizioni ambientali nelle aree vulcaniche come i Campi Flegrei impone una costante osservazione per distinguere tra fenomeni naturali consolidati e potenziali segnali di evoluzioni geologiche. In questo caso, tuttavia, la spiegazione prevalente rimane biologica e stagionale, legata alle microalghe e ai cicli naturali del lago.

Nel frattempo, il lago d’Averno continua ad affascinare con la sua duplice identità: luogo di scienza e natura, testimone di miti antichi e teatro di fenomeni che stimolano l’interesse collettivo verso la complessità dell’ambiente in cui viviamo.

14 Febbraio 2026 ( modificato il 28 Febbraio 2026 | 23:52 )
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