12:56 pm, 18 Febbraio 26 calendario

🌐 Demenza: casi in aumento del 50% entro il 2050, donne più a rischio

Di: Redazione Metrotoday
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Demenza, casi in aumento del 50% entro il 2050, donne più a rischio e invecchiamento della popolazione: l’allarme globale sui numeri della malattia e le implicazioni per salute pubblica e assistenza

I casi di demenza nel mondo sono destinati a crescere in modo significativo nei prossimi decenni, con un aumento stimato del 50% entro il 2050 nelle nazioni europee e tendenze simili a livello globale. Questo crescente carico epidemiologico colpisce in modo sproporzionato le donne, che rappresentano una maggioranza tra le persone affette da queste patologie neurodegenerative. Il progressivo invecchiamento demografico, insieme a fattori di rischio ambientali e di salute, sta spingendo verso un’impennata di diagnosi di condizioni come l’Alzheimer e altre forme di demenza, con profonde implicazioni per le politiche sanitarie e sociali.

Numeri in crescita: l’aumento globale dei casi di demenza

Secondo le previsioni più aggiornate, il numero di persone che vivono con demenza — un termine che comprende l’Alzheimer e altre condizioni che implicano un declino progressivo delle capacità cognitive — potrebbe quasi triplicare entro il 2050 rispetto ai dati attuali. A livello mondiale si stima che gli individui con demenza passeranno da oltre 55 milioni oggi a circa 139–153 milioni entro il 2050, spinti principalmente dall’invecchiamento della popolazione e dalla crescita demografica.

Questa proiezione implica non solo un aumento netto di casi, ma anche una trasformazione dei profili epidemiologici: le società con popolazioni più anziane, come quelle europee, asiatiche e nordamericane, vedranno un incremento considerevole nei casi di demenza. Entro il 2050, molte nazioni dovranno affrontare pressioni senza precedenti sui sistemi sanitari e di assistenza sociale per far fronte alle necessità delle persone colpite.

Perché l’aumento è così marcato

L’aumento previsto dei casi di demenza è legato principalmente a tre dinamiche demografiche:

  • Invecchiamento della popolazione: con i progressi della medicina e della sanità pubblica, molte nazioni stanno vivendo una crescita significativa della popolazione anziana, che è la fascia più a rischio per lo sviluppo di demenza.

  • Maggiore sopravvivenza dopo i 65 anni: il prolungamento della vita media fa sì che un numero crescente di persone raggiunga età avanzate, dove la demenza è più comune.

  • Incremento delle condizioni di rischio: fattori come obesità, diabete, pressione alta e stili di vita sedentari contribuiscono all’insorgenza di declino cognitivo nel lungo periodo.

Questo scenario comporta non solo una maggiore prevalenza della malattia, ma anche un aumento dei costi sociali ed economici associati alla diagnosi, alla cura e all’assistenza dei malati.

Donne più vulnerabili: le ragioni del rischio aumentato

Un elemento chiave emerso dall’analisi dei dati è la disparità di genere nella prevalenza della demenza. Le donne risultano più frequentemente colpite rispetto agli uomini, un trend che si mantiene anche dopo aver considerato l’età. Alcuni fattori che spiegano questa differenza includono:

  • Aspettativa di vita più lunga: le donne tendono a vivere più a lungo degli uomini in molte parti del mondo, esponendosi maggiormente al rischio di sviluppare disturbi cognitivi legati all’età avanzata.

  • Vulnerabilità biologiche e genetiche: alcune ricerche indicano che varianti genetiche e aspetti biologici possono influire sul rischio di demenza, con predisposizioni differenti tra i sessi.

  • Condizioni di salute associate: malattie croniche come depressione, ipertensione o disturbi metabolici, che sono anch’esse collegate alla demenza, possono avere incidenze diverse tra uomini e donne.

Questi elementi fanno sì che, nell’immediato futuro, le donne rappresenteranno una quota significativa della popolazione affetta da demenza, ponendo sfide specifiche per l’assistenza sanitaria e per le reti di supporto.

Impatto sulla società e sul sistema sanitario

La crescita dei casi di demenza non è solo una questione medica: avrà un impatto profondo sulle famiglie, sulle economie nazionali e sui sistemi di protezione sociale. Le forme gravi di demenza richiedono spesso cure continuative, assistenza domiciliare o strutture specializzate, con costi che gravano sia sui bilanci pubblici sia sulle famiglie.

In molte nazioni, i costi associati alla demenza includono:

  • Spese mediche dirette per diagnosi, farmaci e visite specialistiche.

  • Costi di assistenza a lungo termine per persone non autosufficienti.

  • Impatto economico indiretto legato alla perdita di produttività e al coinvolgimento di caregiver familiari.

Oltre agli oneri economici, la demenza comporta una significativa sofferenza personale e familiare, alterando la qualità della vita dei malati e di chi si prende cura di loro.

Strategie di prevenzione e ricerca

Di fronte a proiezioni così allarmanti, gli esperti sottolineano l’importanza di interventi precoci e strategie di prevenzione. Sebbene non esista ancora una cura definitiva per molte forme di demenza, molte ricerche suggeriscono che modificare i fattori di rischio — come favorire attività fisica regolare, controllo del peso, dieta equilibrata e stimolazione mentale — possa ridurre la probabilità di sviluppare deterioramento cognitivo.

Inoltre, l’investimento in ricerca scientifica è fondamentale per comprendere meglio le cause alla base della demenza, sviluppare strumenti diagnostici più precoci e trattamenti più efficaci, e affrontare le disparità di genere osservate nei dati epidemiologici.

Un appello alla politica e alla società

Il previsto aumento dei casi di demenza entro il 2050 rappresenta una chiamata all’azione per governi, organizzazioni sanitarie e società civile. È necessario:

  • Pianificare infrastrutture sanitarie e sociali adeguate.

  • Integrare programmi di formazione per i caregiver.

  • Promuovere politiche di invecchiamento attivo e di prevenzione dei fattori di rischio.

  • Investire in campagne di sensibilizzazione e in programmi di diagnosi precoce.

Senza un impegno collettivo e duraturo, l’aumento previsto della demenza rischia di travolgere le risorse sanitarie e di lasciare intere famiglie senza sostegno adeguato, con le donne in prima linea tra coloro che vivranno maggiormente questa emergenza sanitaria.

In un mondo che invecchia rapidamente, la sfida della demenza diventa sempre più urgente: comprendere perché i casi siano destinati ad aumentare e perché le donne siano più a rischio è essenziale per preparare sistemi sanitari resilienti e società inclusive per il futuro.

18 Febbraio 2026 ( modificato il 11 Febbraio 2026 | 22:42 )
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