1:13 pm, 12 Febbraio 26 calendario

🌐 Federica Brignone trionfa con l’oro nel Super‑G: favola olimpica

Di: Redazione Metrotoday
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Federica Brignone conquista l’oro nel Super‑G alle Olimpiadi Milano‑Cortina 2026: storia di un ritorno epico dopo un calvario di infortuni, dolore e dubbi, e le conseguenze per il movimento dello sci alpino italiano e internazionale.

 Nella storia dello sport italiano e dello sci alpino internazionale, oggi si è scritto un nuovo capitolo indimenticabile: Federica Brignone ha vinto la medaglia d’oro nel Super‑G femminile alle Olimpiadi Invernali di Milano‑Cortina 2026, completando una delle più mirabolanti storie di ritorno agonistico dopo mesi di incertezze, dolore fisico e dubbi sulle proprie possibilità di competere ai massimi livelli.

La valdostana, classe 1990, ha dominato la gara sulla tecnica pista “Olimpia delle Tofane” a Cortina d’Ampezzo, con condizioni di visibilità difficili e un tracciato che ha messo in difficoltà molte tra le migliori atlete del circuito mondiale.

Dopo mesi trascorsi lontano dai riflettori – per un gravissimo infortunio alla gamba sinistra, con fratture multiple e rottura del legamento crociato anteriore avvenuto nell’aprile del 2025 – Brignone ha messo al collo il primo oro olimpico della sua carriera, superando in classifica la francese Romane Miradoli e l’austriaca Cornelia Hütter. Una vittoria che corona una carriera già ricca di successi, completando la sua collezione di medaglie olimpiche.

Il ritorno dopo l’infortunio: una sfida contro il tempo

Era il 3 aprile 2025 quando Federica Brignone, fresca vincitrice della Coppa del Mondo generale di sci alpino e considerata tra le favorite per i Giochi di casa, è caduta fragorosamente durante i Campionati Italiani, fratturandosi più ossa della gamba sinistra e riportando la rottura del legamento crociato. Quell’incidente aveva messo in serio dubbio la sua partecipazione alle Olimpiadi di Milano‑Cortina.

Nei mesi successivi la campionessa ha affrontato una lunga e dolorosa riabilitazione, spesso con risultati incerti: il recupero non è mai stato lineare, il dolore persistente e i progressi a volte lenti e faticosi, tanto che solo poche settimane prima delle Olimpiadi si era diffusa l’idea che potesse rinunciare alla gara. Tuttavia, Brignone ha insistito per competere e ha deciso di provarci fino alla fine, nonostante non fosse in perfette condizioni fisiche. La sua presenza al cancelletto di partenza era stata confermata dalla Federazione Italiana Sport Invernali solo all’ultimo momento.

La gara‑capolavoro: precisione, coraggio 

In una competizione caratterizzata da condizioni meteo variabili e da un’altissima percentuale di atlete che non hanno portato a termine la prova, Brignone ha saputo combinare velocità, tecnica e controllo assoluto, risultando la più veloce di tutte sotto la bandiera a scacchi.

La vittoria assume un significato unico: non è solo un titolo olimpico, ma un simbolo di resilienza, determinazione e capacità di superare uno dei momenti più difficili della sua carriera.

La “Tigre di La Salle”, come è soprannominata, non aveva mai vinto un oro olimpico prima di oggi: nelle Olimpiadi precedenti aveva conquistato rispettivamente una medaglia d’argento a Pechino 2022 e un bronzo a PyeongChang 2018 in gigante, rendendo questo successo ancor più memorabile per lei e per l’Italia.

L’Italia e lo sci alpino mondiale

La medaglia d’oro nel Super‑G rappresenta il primo titolo olimpico per l’Italia nello sci alpino femminile in questi Giochi e suggella un periodo d’oro per lo sport italiano invernale. Oltre al valore simbolico, questa vittoria porta nuova energia al movimento agonistico nazionale e conferma l’Italia tra le grandi potenze dello sci alpino.

Ma l’eco della prestazione di Brignone si estende oltre i confini nazionali. La sua impresa è già celebrata dai media internazionali come uno degli esempi più straordinari di comeback sportivo, ricordando altre storie iconiche di atleti che hanno saputo risorgere da infortuni che sembravano comprometterne interamente le carriere.

Le reazioni e il post‑gara

Non appena tagliato il traguardo, Brignone è stata acclamata dal pubblico, dagli avversari e dalle istituzioni presenti, tra cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha assistito alla gara dalla tribuna. Tifosi e colleghi del circuito hanno subito sottolineato il valore atletico e umano della sua impresa.

La sciatrice stessa, visibilmente emozionata, ha descritto la vittoria come il risultato di anni di dedizione, sacrifici e una profonda voglia di non arrendersi di fronte alle difficoltà. Un messaggio che va oltre lo sport e che affonda le radici nella determinazione personale.

Uno sguardo oltre Milano‑Cortina

La consacrazione di Brignone alla massima gloria olimpica apre nuovi scenari per la sua carriera e per gli anni a venire. Il successo al Super‑G non rappresenta solo un picco isolato, ma potrebbe segnare l’inizio di un nuovo capitolo per la sciatrice italiana, pronta a competere ancora ad alto livello nonostante l’età e le difficoltà fisiche affrontate negli ultimi mesi.

Inoltre, il suo oro europeo può ispirare molti giovani talenti nel mondo dello sci alpino, dimostrando che con resilienza, passione e una dose di coraggio si possono raggiungere risultati insperati, anche dopo momenti di grande crisi personale e professionale.

Federica Brignone ha trasformato una potenziale tragedia sportiva in una favola olimpica, scrivendo con il suo oro nel Super‑G un capitolo indelebile nella storia delle Olimpiadi Invernali. La sua impresa è un messaggio forte e chiaro: lo sport è anche questo — cadere, rialzarsi e trionfare con il cuore.

12 Febbraio 2026
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