🌐 Curling bronzo: Constantini e Mosaner battono la Gran Bretagna
Con una prestazione tattica e di grande cuore agli Olimpiadi Invernali Milano‑Cortina 2026, l’Italia conquista la medaglia di bronzo nel curling misto, con Stefania Constantini e Amos Mosaner che superano 5‑3 la Gran Bretagna, in una gara combattuta davanti al pubblico di casa; ecco anche 10 curiosità sulle pietre, il curioso aneddoto di Pizza Paul e il ‘Broomgate’ dello sweeping.
Una medaglia storica per l’Italia nel curling misto alle Olimpiadi di Milano‑Cortina 2026: Stefania Constantini e Amos Mosaner hanno conquistato il bronzo battendo 5‑3 la coppia britannica di Bruce Mouat e Jennifer Dodds, in una gara intensa e tattica al Cortina Curling Olympic Stadium. Con il pubblico di casa a spingerli sugli spalti, gli azzurri hanno saputo controllare i momenti chiave dell’incontro e assicurarsi il terzo posto sul podio olimpico.
Dopo aver perso di misura 9‑8 contro gli Stati Uniti nella semifinale, i due campioni olimpici e mondiali hanno reagito con carattere, imponendosi nella finalina e “vendicando” la sconfitta del girone contro la stessa Gran Bretagna.
In una edizione dei Giochi particolarmente competitiva, la medaglia di bronzo nel curling misto aggiunge un’importante ciliegina a una già ricca partecipazione italiana ed esalta il valore di una disciplina spesso poco conosciuta dal grande pubblico ma ricca di tattica e precisione.

La partita che è valsa il podio
La finale per il terzo posto è stata segnata da una strategia attenta e da alcune giocate decisive dei due atleti azzurri, con Constantini protagonista di un tiro chirurgico nel momento cruciale che ha permesso all’Italia di allungare nel punteggio. Il dominio nel gioco difensivo e l’uso perfetto del cosiddetto “power play” nei momenti critici sono stati determinanti per conquistare il bronzo davanti ai tifosi locali.
Dal punto di vista tattico, il curling misto è uno sport di squadra che richiede equilibrio tra precisione nei lanci e abilità nell’uso della scopa; la capacità di limitare gli errori e costruire punti nei momenti giusti ha fatto la differenza per Mosaner e Constantini.
Che cos’è il curling: le regole e le pietre
Per chi non segue abitualmente il curling, questo sport si gioca facendo scivolare pietre di granito levigate (chiamate “stones”) sul ghiaccio verso un bersaglio circolare chiamato “house“. L’obiettivo è avere le proprie pietre più vicine possibile al centro, il “button”. Ogni stone pesa tra 38 e 44 libbre (circa 17,2‑19,9 kg) ed è realizzata in granito di alta qualità, tradizionalmente proveniente da Ailsa Craig, una piccola isola scozzese.
Ogni squadra nel doppio misto dispone di otto lanci per end, spalmati su otto end totali, con strategie e posizionamenti variabili a seconda del punteggio e della situazione di gioco.

10 curiosità che rendono unico questo sport
Le pietre sono tradizionalmente fatte di granito scozzese: il materiale perfetto per resistere a freddo, attrito e impatti durante la gara.
Il “curl” del nome deriva dalla traiettoria curva che la pietra compie sul ghiaccio grazie alla rotazione impressa al momento del lancio.
Il curling è stato uno degli sport più antichi presenti alle Olimpiadi invernali, con tracce di pietre usate nel gioco già nel XVI secolo.
Le scope non sono solo simboliche: spazzare il ghiaccio davanti alla pietra ne modifica l’attrito e quindi la distanza e direzione di corsa.
Esiste una regola chiamata “power play” nel curling misto che consente di spostare strategicamente alcune pietre all’inizio di un end.
Una stone può essere maneggiata con manici elettronici (eye on hog) che rilevano violazioni di linea, tecnologia usata anche alle Olimpiadi 2026.
Il curling è soprannominato “scacchi sul ghiaccio” per la sua componente estremamente tattica e strategica.
Le prime pietre documentate sono state trovate in un stagno prosciugato in Scozia risalenti al 1511.
Gli atleti devono bilanciare precisione, forza e cooperazione di squadra per vincere ogni end.
Una leggenda del curling storico riguarda Paul Gowsell che, si dice, ordinò una pizza sul ghiaccio durante una partita, conferendo al momento un aneddoto curioso nel folklore del curling.
Broomgate: il lato controverso della scopa
Il curling non è sempre stato immune da polemiche: negli anni 2015‑16, una controversia nota come “Broomgate” scoppiò nel mondo del curling a causa di nuove teste di scopa che alteravano troppo la giocosità dello sport. La federazione internazionale fu costretta a intervenire per standardizzare le scope e preservare il ruolo della tecnica individuale.
Questa disputa ha fatto discutere gli appassionati sul confine tra innovazione delle attrezzature e mantenimento dell’essenza strategica del gioco.

Impatto per l’Italia
La medaglia di bronzo conquistata da Constantini e Mosaner rappresenta un ennesimo segnale della crescita del curling in Italia, specie nelle discipline miste, confermando che gli azzurri non solo competono ad altissimi livelli internazionali ma sanno anche gestire la pressione nelle fasi decisive delle competizioni olimpiche.
Per molti tifosi italiani e appassionati dello sport, il bronzo nel curling misto agli Europei di Milano‑Cortina 2026 aggiunge un tassello importante alla storia sportiva nazionale, un momento di unità e orgoglio al di là delle discipline più popolari.
L’Italia è di bronzo nel curling misto agli Olimpici 2026, con Constantini e Mosaner che hanno saputo ribaltare le difficoltà e conquistare un risultato prestigioso; e lo sport del curling, tra storia centenaria, pietre di granito e scoperte tattiche, continua ad affascinare e sorprendere il pubblico di tutto il mondo.
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