🌐 Paura AI travolge i titoli tech e fa perdere 1.000 miliardi
I mercati azionari globali sottoperformano mentre la paura dell’AI domina l’azione di mercato, con il settore software che perde circa $1.000 miliardi in una settimana e gli investitori che ruotano verso settori difensivi. Gli indici principali chiudono in calo tra timori su spesa, profitti futuri e impatto dell’intelligenza artificiale su profitti e posti di lavoro.
I mercati azionari globali hanno registrato un forte ritracciamento nei primi giorni di febbraio, influenzati da timori diffusi sull’impatto dell’intelligenza artificiale (AI) sulle prospettive di utili futuri, sui modelli di business del settore tecnologico e sui costi crescenti degli investimenti in nuove tecnologie.
La settimana ha visto una rotazione significativa dagli asset legati alla tecnologia verso settori più difensivi, mentre gli investitori mettono in dubbio la capacità delle societ‡ collegate all’AI di generare profitti sostenibili nel lungo termine. Questa ondata di vendite ha colpito soprattutto il settore software, che ha evidenziato una debolezza tecnica e fondamentale marcata.
Crollo nel software: $1.000 miliardi evaporati
Il settore software statunitense ha guidato il calo: l’indice S&P 500 Software and Services ha perso circa $1.000 miliardi di capitalizzazione di mercato in pochi giorni, segnando una delle peggiori performance settimanali recenti per il comparto. Questo ribasso ha colpito pesantemente nomi di riferimento come Microsoft, Salesforce e ServiceNow, le cui azioni hanno registrato cali significativi durante le contrattazioni.

Il declino è stato accompagnato da un allontanamento degli investitori dal settore tecnologico “growth”, con portafogli che si ridistribuivano verso settori tradizionalmente considerati più stabili come beni di consumo, energia e industriali. Anche gli strumenti più avanzati di AI e machine learning, che avevano sostenuto ampi rally negli ultimi anni, hanno iniziato a mostrare segni di vulnerabilità sotto la pressione del sentiment negativo.
I timori dietro il sell-off
Gli analisti di mercato sottolineano diverse cause che stanno alimentando questa pressione ribassista:
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Spesa AI altissima ma risultati incerti: molte grandi aziende tecnologiche hanno annunciato budget di investimento in AI per centinaia di miliardi di dollari nel 2026, spaventando gli investitori preoccupati per i costi e la redditività futura.
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Incertezza sui profitti: nonostante alcune società riportino risultati trimestrali in linea o superiori alle attese, gli operatori rimangono scettici sulla capacità dell’AI di generare utili sostenibili a breve termine.
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Pressione tecnica: gli indici del settore software si sono mossi ben al di sotto delle medie mobili chiave, accentuando segnali tecnici di ipervenduto e panico nei mercati.
“Stiamo vedendo un atteggiamento di sell-everything mindset in molte aree tech”, commentano alcuni strategist, indicando una temporanea perdita di fiducia degli investitori nelle prospettive dei titoli tecnologici legati all’AI.

Impatto globale: Asia ed Europa coinvolte
La debolezza non è stata confinata agli Stati Uniti. I mercati asiatici hanno anch’essi ceduto terreno, con indici come il Msci Asia-Pacific che hanno chiuso in calo mentre gli operatori reagivano ai dati macroeconomici e alle tendenze globali legate all’incertezza tecnologica. Alcune borse, come quella di Seoul, hanno registrato ampie flessioni all’apertura prima di parziali recuperi.
In Europa si è visto un andamento simile, con i principali indici sotto pressione a causa della forte correlazione con l’andamento dei titoli tecnologici statunitensi, e gli investitori che si rifugiano in asset più difensivi quali titoli di stato e beni rifugio. La volatilità dei mercati globali è salita, consolidando un clima di avversione al rischio.
Cripto e altri asset influenzati
La stessa avversione al rischio che ha colpito le azioni ha interessato anche altri segmenti di mercato. Il settore delle criptovalute ha mostrato un leggero rimbalzo dopo precedenti perdite, ma rimane sotto pressione mentre gli operatori valutano il sentiment generale e la correlazione con la tecnologia AI che ha dominato l’attenzione degli investitori. Materie prime come oro e argento hanno tentato stabilizzazioni, riflettendo un rifugio verso asset percepiti come più sicuri.
Le reazioni degli investitori e le prospettive
Molti gestori di fondi e analisti indicano che, nonostante la correzione in atto, potrebbero esserci opportunità di ingresso nel lungo periodo, soprattutto se il sell-off si rivelerà eccessivo e la forte innovazione nel settore AI tornerà a sostenere la crescita azionaria. Tuttavia, il momento resta caratterizzato da alta volatilità e incertezza sul ritmo di adozione e monetizzazione dell’AI.

Alcuni esperti avvertono che la paura attuale potrebbe rappresentare il picco del sentiment negativo rispetto al settore tech, mentre altri rimangono prudenti e sottolineano la necessità di risultati tangibili da parte delle società AI per consolidare un ritorno di fiducia negli investitori.
Mercato sotto stress
Il recente rimbalzo dei mercati azionari potrebbe ancora avere momenti di incertezza, ma l’impatto della paura legata all’intelligenza artificiale ha trasformato le aspettative di crescita e ha generato una rotazione significativa dei portafogli, segnando un punto critico per gli investitori globali.
Il timore dell’AI non è solo una reazione passeggera, ma un segnale importante della necessità per il settore tecnologico di tradurre l’entusiasmo in risultati economici reali e sostenibili.
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