7:31 pm, 8 Febbraio 26 calendario

🌐 Elezioni Giappone e Thailandia: vittoria di Takaichi e Bhumjaithai

Di: Redazione Metrotoday
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Sanae Takaichi in Giappone ottiene una supermaggioranza parlamentare, mentre in Thailandia il partito del primo ministro Anutin guida con ampio margine nelle elezioni generali.

In una domenica elettorale storica per l’Asia, il Giappone e la Thailandia segnano svolte politiche significative con risultati che consolidano i rispettivi leader nazionali nel controllo dei rispettivi parlamenti. Secondo le proiezioni basate sugli exit‑poll e i risultati preliminari diffusi oggi, la coalizione guidata dalla premier giapponese Sanae Takaichi si appresta a conquistare una supermaggioranza alla Camera bassa, mentre in Thailandia il partito del primo ministro Anutin Charnvirakul guida con un vantaggio netto nella corsa a tre che ha dominato le urne.

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Giappone: Takaichi verso una maggioranza robusta

Le elezioni anticipate dell’8 febbraio in Giappone — convocate da Takaichi a pochi mesi dalla sua nomina alla guida del Partito Liberal Democratico (LDP) — sono state un successo elettorale schiacciante per il blocco di governo. Secondo le proiezioni di NHK e dei principali media nipponici, la coalizione LDP‑Japan Innovation Party potrebbe ottenere fra i 302 e i 366 seggi su 465 nella Camera dei Rappresentanti, superando così la soglia dei due terzi dei seggi e assicurando una supermaggioranza che le consentirebbe di approvare leggi chiave senza ostacoli istituzionali.

Questo risultato rappresenta uno dei trionfi più ampi per il LDP negli ultimi decenni, rafforzando notevolmente la posizione di Takaichi, già prima donna premier della storia del Paese.

Il nodo politico centrale di questa tornata elettorale è stato il tentativo di consolidare l’agenda legislativa e fiscale del governo in un periodo segnato da sfide economiche, tensioni geopolitiche con la Cina e un dibattito interno sulla direzione futura del Paese. Con una supermaggioranza, Takaichi potrà perseguire ambiziosi piani di riforma economica, di rafforzamento della difesa nazionale e di modifica di politiche sociali e fiscali.

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Thailandia: Bhumjaithai in testa ma coalizioni decisive

Parallelamente in Thailandia, le elezioni generali hanno visto il partito Bhumjaithai del premier Anutin Charnvirakul prendere un largo vantaggio nei risultati preliminari, staccando i principali avversari politici in una corsa a tre che ha coinvolto anche il progressista People’s Party e il Pheu Thai Party.

Secondo i dati non ufficiali con seggi parzialmente conteggiati, Bhumjaithai è proiettato a ottenere un numero significativo di seggi nella Camera dei Rappresentanti di 500 membri, posizionandosi come principale forza parlamentare dopo le urne. Tuttavia, il partito potrebbe non raggiungere da solo la maggioranza assoluta di 251 seggi, rendendo necessarie trattative per la formazione di una coalizione in grado di governare stabilmente.

L’esito riflette un voto influenzato da questioni di sicurezza nazionale, economia stagnante, e dai recenti sviluppi politici interni, compreso l’uso della narrativa nazionalista da parte del premier Anutin per consolidare consensi.

Implicazioni politiche ed economiche

In Giappone, la supermaggioranza di Takaichi potrebbe portare a significative modifiche alla politica interna ed estera. Con una posizione parlamentare così forte, il governo potrebbe spingere per riforme costituzionali, revisione delle politiche fiscali espansive e maggiori interventi nel mercato del lavoro e nei settori strategici. Analisti economici segnalano che il mercato azionario giapponese potrebbe reagire positivamente alla stabilità politica, mentre il debito pubblico rimane un nodo critico.

In Thailandia, l’assenza di una maggioranza netta per Bhumjaithai apre la strada a scenari di coalizione variabili, in cui partiti minori e alleati potrebbero determinare la composizione del governo. Anche il referendum sulla Costituzione del 2017 — approvato da larga parte dei votanti — introduce un elemento di riforma istituzionale che potrebbe cambiare l’assetto politico del Paese nei prossimi anni.

Mentre il Giappone sembra entrare in una nuova fase di consolidamento politico sotto la guida di Takaichi, in Thailandia la costruzione di un governo stabile richiederà negoziati e compromessi tra forze politiche diverse. Entrambi gli esiti sottolineano come le dinamiche elettorali asiatiche del 2026 stiano ridisegnando equilibri interni e influenzando le relazioni regionali nel contesto geopolitico più ampio dell’Indo‑Pacifico.

8 Febbraio 2026
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