🌐 Crollo traffico Internet: l’AI farà perdere il 43% di visite
Secondo un recente rapporto internazionale, il traffico Internet dei siti di informazione rischia di diminuire fino al 43% nei prossimi tre anni a causa dell’adozione di intelligenza artificiale (AI) nei motori di ricerca e dei nuovi strumenti di sintesi automatica delle informazioni, una svolta che potrebbe stravolgere il modello economico dell’informazione online.
Nel 2026 la trasformazione digitale dell’ecosistema web è tornata sotto i riflettori dopo la pubblicazione di un rapporto che proietta uno scenario di forte contrazione del traffico Internet per i siti di notizie e contenuti editoriali nei prossimi tre anni. Secondo le previsioni, il traffico globale diretto verso le testate online potrebbe ridursi fino al 43%, soprattutto a causa dell’emergere di strumenti di ricerca e risposta automatizzata che riducono la necessità degli utenti di cliccare sui risultati tradizionali.
Questa tendenza non è solo un’ipotesi: già nell’ultimo anno il traffico di riferimento da Google verso oltre 2.500 siti web di informazione è sceso di oltre un terzo a livello globale, con cali ancora più marcati in alcune aree come gli Stati Uniti.

Come l’AI sta cambiando l’accesso alle notizie
Il fenomeno è fortemente legato all’adozione di risultati di ricerca basati su intelligenza artificiale, come le cosiddette “AI Overviews”, che forniscono una risposta diretta alla query dell’utente all’interno della pagina dei risultati. Queste funzioni di sintesi generata da AI consentono di ottenere risposte rapide su un argomento senza dover visitare più siti esterni, riducendo drasticamente il numero di clic e, di conseguenza, il traffico verso i portali informativi.
Studi indipendenti confermano che quando gli utenti vedono un riepilogo generato dall’AI, la percentuale di clic sui link esterni scende in modo significativo: in certi casi solo una minima frazione delle ricerche con AI Summary genera ancora visitatori verso altre pagine.
Un nuovo paradigma sta emergendo, in cui i motori di ricerca tradizionali si trasformano in veri e propri “answer engine”, capaci di rispondere direttamente alle domande degli utenti, invece di invitare a esplorare contenuti esterni.
Le cause della diminuzione del traffico
Diversi fattori contribuiscono a questo drastico ridimensionamento del traffico Internet verso i siti informativi:
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Sintesi automatica dell’informazione: la presentazione di risposte AI direttamente nei risultati di ricerca soddisfa l’utente senza bisogno di visitare la fonte originale.
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Cambiamento nelle abitudini di consumo: sempre più utenti si affidano a strumenti AI, chatbot e assistenti virtuali per ottenere informazioni rapide.
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Ascesa di creator e influencer: contenuti brevi, video e formati social attirano l’attenzione, riducendo il tempo dedicato alla lettura di articoli di approfondimento.
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Declino delle referenze dai social tradizionali: anche il traffico proveniente da piattaforme come Facebook e X (ex Twitter) è diminuito negli ultimi anni, contribuendo alla difficoltà di attrarre visitatori.
Questa combinazione di elementi sta provocando un cambio strutturale nel modo in cui il pubblico accede alle notizie, con potenziali effetti sulla visibilità e sulla sostenibilità economica delle redazioni online.

Le reazioni degli editori e delle testate
Gli editori tradizionali stanno osservando con preoccupazione questi trend. Alcuni sostengono che il nuovo comportamento degli utenti stia minando il modello di business basato su traffico, pubblicità e abbonamenti digitali. Fonti interne del settore evidenziano che la diminuzione del traffico può tradursi in minori entrate pubblicitarie e in difficoltà finanziarie per molte testate, in particolare quelle di piccole o medie dimensioni.
Alcuni editori hanno già iniziato a sperimentare nuove strategie, puntando su newsletter, contenuti originali a pagamento o modelli di membership per mantenere un rapporto diretto con i lettori. Questo tentativo di diversificazione nasce anche dalla consapevolezza che la sola ottimizzazione SEO non è più sufficiente per garantire una visibilità stabile nel contesto di AI-driven search.
Cosa dicono gli esperti
Secondo gli analisti del settore, la situazione richiede una ridefinizione profonda della relazione tra motori di ricerca, strumenti AI e produttori di contenuti. Si parla di un possibile superamento del concetto di “ricerca organica” verso un modello in cui la risposta istantanea dell’AI domina l’esperienza utente, rendendo obsoleto il click-through come misura di successo per i contenuti editoriali.
Alcune voci di settore invitano a ridefinire il valore stesso di traffico online, suggerendo che la qualità dell’audience, l’interazione diretta e l’affidabilità dei contenuti potrebbero diventare metriche più rilevanti in un ecosistema dominato dalle AI. Inoltre, esperti SEO e specialisti digitali sottolineano l’importanza di adattare i siti affinché siano citati e integrabili nei sistemi di risposta automatica, piuttosto che competere per il semplice clic.

Implicazioni economiche e future sfide
Il calo del traffico Internet verso i siti di informazione non è un fenomeno isolato: riflette un spostamento più ampio nella struttura dell’intero web, in cui gli strumenti di intelligenza artificiale acquisiscono sempre maggiore centralità nell’informazione quotidiana. Questo ha impatti economici, culturali e professionali:
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Modello pubblicitario sotto stress: meno pagine viste significa meno impression pubblicitarie, con contraccolpi sui ricavi delle testate.
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Credibilità e qualità: la dipendenza dalle risposte sintetiche può incoraggiare una minore profondità informativa se non accompagnata da qualità giornalistica.
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Ruolo del giornalismo: emerge la necessità di valorizzare competenze giornalistiche uniche, come il fact‑checking, il reporting in profondità e l’analisi indipendente, che non possono essere facilmente replicate da modelli AI.
Gli esperti concordano sul fatto che, se da un lato l’intelligenza artificiale può migliorare l’accesso alle informazioni, dall’altro può impoverire il sistema dell’informazione se non accompagnata da regolamentazioni, accordi equi sui dati e nuovi modelli di remunerazione per i creatori di contenuti editoriali.
Verso una nuova era dell’informazione digitale
La previsione di un crollo fino al 43% del traffico Internet sui siti d’informazione nei prossimi tre anni non è solo un dato tecnico: è un campanello d’allarme su come l’AI sta rimodellando la relazione tra utenti, piattaforme tecnologiche e contenuti editoriali. Modi nuovi di fruire le notizie, cambiamenti nella distribuzione dell’attenzione e modelli economici in trasformazione richiedono risposte strategiche da parte di giornalisti, editori, piattaforme tecnologiche e istituzioni regolatorie.
Il mondo dell’informazione si trova così di fronte a una sfida cruciale: adattarsi a un ecosistema dominato dall’intelligenza artificiale senza perdere la propria funzione sociale, culturale e democratica.
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