9:26 am, 8 Febbraio 26 calendario

🌐 Agenzia delle Entrate: 11 miliardi recuperati da controlli fiscali

Di: Redazione Metrotoday
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L’Agenzia delle Entrate recupera 11 miliardi da controlli fiscali mentre resta sotto organico di quasi 6mila unità, con impatto su lotta all’evasione e servizi ai contribuenti

L’Agenzia delle Entrate ha recuperato circa 11 miliardi di euro nel 2025 grazie all’attività di controlli su dichiarazioni dei redditi, liquidazioni periodiche Iva e atti del registro, secondo la più recente relazione di attività presentata con il Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2026-2028.

Il dato è in leggero calo rispetto all’anno precedente, quando gli incassi da queste attività avevano sfiorato gli 11,1 miliardi, ma conferma la centralità delle verifiche fiscali nella lotta all’evasione, pur in un contesto di risorse umane insufficienti.

Il risultato deriva principalmente dall’incrocio di milioni di dichiarazioni e comunicazioni automatiche inviate ai contribuenti, che hanno portato a versamenti spontanei, rettifiche e adeguamenti volontari.
Tuttavia, il recupero non riflette appieno l’entità dell’evasione fiscale reale, come mostrano altri studi che stimano il tax gap italiano – ossia la differenza tra imposte dovute e quelle effettivamente riscosse – in decine di miliardi ogni anno.

Controlli, tecnologie e strumenti nel nuovo Piano

L’Agenzia ha intensificato l’uso di strumenti digitali avanzati, comprese tecniche di intelligenza artificiale, machine learning e text mining, per analizzare grandi dataset e individuare anomalie fiscali con maggior precisione.
Nel solo 2025, oltre 54 milioni di dichiarazioni sono state sottoposte a controllo automatizzato, un incremento rispetto alle 50 milioni dell’anno precedente.
Oltre ai controlli formali, si sono intensificate le comunicazioni di invito alla compliance – lettere con cui l’Agenzia invita il contribuente a regolarizzare la propria posizione senza ricorrere a procedure sanzionatorie.

Secondo il nuovo PIAO, le attività di accertamento diretto cresceranno nei prossimi anni, con un obiettivo di oltre 530mila controlli su imposte dirette, Iva e Irap e almeno 600mila verifiche formali delle dichiarazioni, per migliorare l’efficacia delle azioni di contrasto.

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Pianta organica sotto pressione: mancano 6mila addetti

Nonostante il ruolo strategico affidatole dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’Agenzia delle Entrate soffre una carenza di personale significativa, con circa 6mila unità in meno rispetto alla pianta organica prevista – un dato che potrebbe limitare la capacità di eseguire controlli approfonditi e verifiche sul territorio.
Al termine del 2025 il totale degli impiegati era di circa 36.272 unità, rispetto a una pianta organica teorica di circa 42mila, considerando funzionari, assistenti e dirigenti.
Il nuovo piano prevede 4.477 assunzioni nel triennio 2026-2028, ma il saldo con le cessazioni (circa 2.565) non sarà sufficiente per colmare il gap, mantenendo l’organico complessivo al di sotto dei livelli ottimali.

Questa situazione si inserisce in un dibattito più ampio sulla necessità di rafforzare le strutture fiscali italiane per una lotta all’evasione più efficace, soprattutto in vista delle crescenti complessità economiche post-pandemia e della digitalizzazione dei processi economici.

Le sfide della lotta all’evasione

Il recupero di 11 miliardi rappresenta una quota significativa dei contributi mancanti, ma altre analisi indipendenti indicano che la riscossione effettiva da controlli rimane limitata rispetto all’evasione scoperta complessiva fuori ruolo. Alcuni report stimano che solo una frazione dell’evasione accertata negli ultimi anni si traduca in incassi effettivi, a causa di difficoltà operative e di contenzioso.

Gli esperti sottolineano che maggiore capacità operativa e competenze specifiche sono fondamentali per tradurre gli strumenti tecnologici in risultati concreti: dal contrasto alle indebite compensazioni, agli accertamenti su grandi contribuenti, fino al monitoraggio dei crediti inesistenti utilizzati per ottenere rimborsi fiscali indebiti.

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Implicazioni per i contribuenti e per l’economia nazionale

Per i cittadini e le imprese, la combinazione di controlli più efficaci, verifiche automatizzate e inviti alla compliance significa che è sempre più rischioso non presentare dichiarazioni accurate o omettere informazioni rilevanti.
D’altra parte, la carenza di personale può tradursi in procedure più lente e una maggiore dipendenza dagli strumenti automatizzati, con rischi di sovraccarico di lavoro per i funzionari disponibili.

Nel complesso, il risultato di 11 miliardi recuperati conferma l’importanza dell’Agenzia delle Entrate nel garantire l’equità fiscale e sostenere le entrate pubbliche, ma evidenzia al tempo stesso le criticità legate alla struttura organizzativa e alla capacità di far fronte alle esigenze dei contribuenti e della collettività.

Conclusione – Mentre il 2026 si apre con obiettivi più ambiziosi per i controlli e l’uso di tecnologie avanzate, il nodo delle risorse umane resta centrale: l’efficacia della lotta all’evasione dipenderà dalla capacità di rafforzare l’organico, aggiornare le competenze e migliorare l’integrazione tra strumenti automatizzati e intervento umano.

8 Febbraio 2026
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