Nel concorso notai bandito nel 2024 è scoppiata una bufera dopo che per errore è stato pubblicato online un file riservato contenente commenti sessisti e inadeguati sui candidati, con giudizi come “carina”, “fenomeno” e riferimenti inattesi associati ai nomi degli aspiranti notai; l’episodio ha sollevato dubbi sulla trasparenza e imparzialità della procedura e innescato reazioni politiche e richieste di chiarimenti.
Un documento “interno” diventato pubblico
Durante le fasi finali del concorso per l’accesso alla professione notarile, il 19 febbraio è stato pubblicato per errore sul sito del Consiglio Nazionale del Notariato un file Excel contenente annotazioni interne predisposte da commissari e utilizzato nelle valutazioni dei candidati. Il documento, rimosso dopo pochi minuti, è stato però scaricato da numerosi partecipanti e diffuso online tramite screenshot, dando origine a una polemica immediata.

Accanto ai nomi di alcuni candidati sono apparsi giudizi come “carina”, “graziato sul commerciale”, “fenomeno” e altri epiteti che nulla hanno a che fare con criteri tecnici di valutazione requisiti in un concorso pubblico. Sempre nel file comparivano talvolta nomi in codice ispirati a santi o figure religiose, suscitando ulteriori interrogativi sulla natura e sulla funzione di tali annotazioni.
Perché è un problema grave
Nel sistema dei concorsi pubblici di alta specializzazione, come quello notarile — normalmente caratterizzato da correzione anonima delle prove scritte e rigorosi criteri di valutazione tecnica — la pubblicazione di commenti personali o sessisti mette in discussione la neutralità della procedura. Anche se il documento è stato rimosso, molti candidati e osservatori temono che l’errore possa aver compromesso l’anonimato e l’imparzialità del giudizio, elementi fondamentali perché tutti i partecipanti siano valutati solo sui meriti.
Le reazioni non si sono fatte attendere: associazioni come il Codacons hanno sollevato la possibilità di chiedere l’annullamento delle prove scritte o di attivare ricorsi al Tar, mentre sindacati e consumatori chiedono maggiore tutela per chi ha preso parte alla selezione.
Reazioni politiche e istituzionali
La polemica ha valicato il dibattito interno ai candidati e ha raggiunto il livello politico. Esponenti del Partito Democratico hanno attaccato il governo e il giudizio sulla correttezza dell’intera procedura, sottolineando che “abituale trasparenza e imparzialità” sono requisiti imprescindibili per concorsi di questa portata e che ogni leggerezza mina la fiducia dell’opinione pubblica.

In risposta alle critiche, il ministro della Giustizia ha chiesto una relazione dettagliata al presidente della commissione esaminatrice per chiarire come l’errore sia potuto accadere e quali misure saranno adottate per evitare che si ripeta. Parallelamente, il Consiglio Nazionale del Notariato ha avviato un’indagine interna e ha dichiarato di collaborare con magistratura e Ministero per fare piena luce sulla vicenda.
Le preoccupazioni dei candidati
Molti aspiranti notai che hanno partecipato alla prova di selezione hanno espresso sconcerto e indignazione, ritenendo che i commenti — oltre ad essere irriguardosi e talvolta di carattere sessista — possano aver influito, anche solo psicologicamente, sulla percezione degli esiti. Alcuni gruppi di candidati stanno valutando azioni legali e ricorsi amministrativi, con l’obiettivo di ottenere l’annullamento dell’intera procedura o adeguate garanzie che i risultati non siano stati in alcun modo compromessi.
Le associazioni di tutela come Federconsumatori hanno chiesto maggiore chiarezza e trasparenza sulle procedure di selezione e hanno invitato a evitare qualunque discriminazione o pregiudizio nei confronti di chi aspira a una funzione così delicata nell’ordinamento giuridico italiano.
Implicazioni sulla fiducia nei concorsi pubblici
Il caso del file accidentalmente pubblicato è visto da molti come sintomo di un problema più ampio: la necessità di rafforzare i meccanismi di controllo, sicurezza informatica e revisione delle comunicazioni ufficiali nelle procedure di concorso pubblico. Le prove per notai sono tra le più impegnative e selettive in Italia e tradizionalmente richiedono la massima trasparenza e imparzialità per garantire la credibilità del titolo conseguito.
La presenza di commenti personali, inappropriati o discriminatori sui candidati mina la fiducia nelle selezioni pubbliche e solleva interrogativi sulla preparazione e l’etica dei commissari coinvolti.

Possibili sviluppi
Nei prossimi giorni sono attese ulteriori verifiche da parte del Ministero della Giustizia e degli organi competenti per valutare se vi sono state violazioni formali di legge o di regolamento nei confronti dei partecipanti. La diffusione capillare delle immagini del file sui social potrebbe portare all’apertura di indagini più ampie su eventuali responsabilità disciplinari o penali.
Se confermato che l’errore ha influito sulla neutralità della selezione, non si escludono provvedimenti di annullamento delle prove o ripetizione della procedura, ipotesi che molte organizzazioni e candidati stanno battendo da giorni.
La pubblicazione per errore di un file con commenti sessisti e inadeguati sui candidati del concorso notai ha innescato una bufera nazionale, mettendo in discussione la trasparenza, l’imparzialità e la credibilità di una delle selezioni pubbliche più importanti in Italia. Le reazioni politiche, le richieste di annullamento e i possibili ricorsi evidenziano come un semplice errore tecnico possa trasformarsi in un caso di portata istituzionale, con ripercussioni sulla fiducia dei cittadini nei processi pubblici di selezione.






