5:03 pm, 4 Febbraio 26 calendario

🌐 Luce verde sul cofano: freno anteriore che riduce gli incidenti

Di: Redazione Metrotoday
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La proposta della luce verde sul cofano — una luce freno anteriore che segnala la frenata anche frontalmente — potrebbe prevenire fino al 17% degli incidenti agli incroci: ecco come funziona, i limiti delle simulazioni e cosa servirebbe per trasformarla in norma.

Arrivare a un incrocio è spesso un attimo di incertezza: l’intenzione dell’altro automobilista non è sempre evidente e la scarsa visibilità frontale rende difficile capire se chi proviene dalla corsia opposta sta rallentando o accelera per passare. Per provare a dissolvere quell’incertezza un gruppo di ricercatori ha rilanciato una proposta semplice e immediata: una luce freno anche sul frontale del veicolo, visibile agli utenti che si trovano di fronte. L’obiettivo è trasformare un messaggio che oggi arriva solo da dietro (la luce rossa di stop) in una comunicazione visiva anche frontale, riducendo così i tempi di reazione e le ambiguità agli incroci.

Come funziona l’idea e perché il colore verde

Il concetto è intuitivo: quando il guidatore frena, oltre alle tradizionali luci posteriori, si attiverebbe una spia sul paraurti o sul cofano anteriore. Il colore proposto è il verde, scelto per distinguersi nettamente dai fari bianchi e dalle frecce arancioni ed evitare confusione con le luci posteriori. L’accensione della luce verde significherebbe “sto rallentando”, lo spegnimento potrebbe invece segnalare la volontà di ripartire: un “semaforo a bordo” che comunica le intenzioni in anticipo.

I dati: quanto può essere efficace la luce del freno anteriore La valutazione dell’efficacia non nasce da semplici ipotesi: i ricercatori hanno ricostruito e analizzato 200 incidenti reali verificatisi agli incroci tramite simulazioni e modelli. Dai risultati emergono che, a seconda dei tempi di reazione degli altri utenti della strada, l’introduzione di una luce freno anteriore avrebbe potuto prevenire tra il 7,5% e il 17% delle collisioni considerate; in aggiunta, in circa un quarto dei casi il segnale avrebbe diminuito la velocità d’impatto, attenuando la gravità delle conseguenze. Numeri che, se confermati sulla scala più ampia, indicano un potenziale concreto di riduzione degli incidenti urbani

Limiti e criticità emersi dalle ricostruzioni

Lo studio sottolinea però limiti importanti: in circa un terzo dei casi la geometria dell’incrocio e l’angolazione tra i veicoli rendeva il frontale poco visibile all’altro conducente, riducendo l’efficacia del segnale. Per questo i ricercatori suggeriscono l’estensione delle luci anche sulle fiancate del veicolo, in modo da creare una comunicazione a 360 gradi. La visibilità rimane il punto debole dell’idea: l’innovazione funziona quando il segnale è realmente percepito dagli altri utenti.

Prospettiva dei pedoni e utenti vulnerabili

Dal punto di vista dei pedoni, che guardano per lo più il frontale dei veicoli in avvicinamento, una luce freno anteriore rappresenta un segnale aggiuntivo utile per decidere di attraversare o meno. Per chi attraversa la strada, una comunicazione visiva chiara e anticipata può ridurre il rischio di errori valutativi e aumentare i margini di sicurezza.

Impatto su industria e norme

Affermare una soluzione di questo tipo su vasta scala non è solo una questione tecnica: servirebbero aggiornamenti normativi, standard di colore e intensità, e accordi internazionali per evitare confusione tra veicoli prodotti in diversi mercati. Dal punto di vista industriale, l’intervento non sembra particolarmente costoso: le tecnologie LED ei sistemi elettronici di bordocon integrazioni relativamente semplici anche su vetture esistenti tramite retrofit, ma resta la questione dell’omologazione e della compatibilità con gli standard di segnaletica luminosa. La transizione richiede quindi un percorso condiviso tra industria, enti regolatori e centri di ricerca.

Sicurezza v/s distrazione: il dibattito tecnico

Un argomento ricorrente tra i tecnici è il possibile effetto opposto: troppe luci o segnali sul frontale potrebbero generare distrazione o interpretazioni sbagliate, soprattutto in condizioni di traffico complesso o in presenza di veicoli pubblicitari luminosi. Per limitare questi rischi servirebbero standard di progettazione e test sul campo che valutino anche la leggibilità del segnale in contesti reali, di giorno e di notte, con vari livelli di visibilità atmosferica. L’equilibrio tra informazione utile e sovraccarico visivo è centrale nella valutazione della soluzione

Costi, retrofit e possibili applicazioni immediate

Secondo le analisi disponibili, la soluzione potrebbe essere applicata in chiave low-cost: strip LED frontali integrate nella carrozzeria o sistemi aftermarket certificati. Questo apre a due percorsi possibili: l’adozione graduale attraverso retrofit su flotte (autobus, veicoli aziendali, taxi) e la successiva implementazione di serie sulle nuove auto. L’iniziale su flotte professionali potrebbe fornire dati reali utili per valutare efficacia e accettazione prima di eventuali adozione obblighi normativi.

Etica, responsabilità e accettazione sociale

Come per ogni misura di sicurezza, la diffusione di una nuova segnaletica a bordo comporta questioni di responsabilità civile: chi risponde in caso di interpretazione errata del segnale? Inoltre, l’accettazione da parte dei conducenti è un elemento chiave: strumenti tecnici efficaci possono fallire se non sono compresi e adottati correttamente. Per questo, qualsiasi progetto pilota dovrebbe includere campagne informative e formazione rivolta sia agli automobilisti sia agli altri utenti della strada.

Cosa manca per trasformare l’idea in pratica

Per passare dalle simulazioni ai risultati sul campo servono sperimentazioni controllate in contesti urbani diversificati (strade strette, incroci a raso, rotatorie) e un monitoraggio che misuri non solo la riduzione degli incidenti, ma anche la variazione dei tempi di reazione e il comportamento dei pedoni. Solo test reali e dati estesi possono confermare le potenzialità del dispositivo e guidare decisioni normative.

La proposta della luce verde sul cofano — la cosiddetta luce freno anteriore — unisce semplicità concettuale e potenziale impatto sulla sicurezza urbana: simulazioni e ricostruzioni presentano benefici concreti, ma tra la teoria e l’adozione su strada restano passaggi normativi, verifiche di efficacia reale e scelte di design che limitano ambiguità e distrazione. Se accompagnata da sperimentazioni ben strutturate e da regole condivise, la luce del freno anteriore potrebbe diventare uno strumento in più per ridurre gli incidenti agli incroci e migliorare la convivenza tra auto, pedoni e micromobilità.

4 Febbraio 2026 ( modificato il 30 Gennaio 2026 | 17:08 )
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