In una lunga e schietta intervista rilasciata negli ultimi mesi, il rapper Fabri Fibra — al secolo Fabrizio Tarducci — ha parlato a cuore aperto della sua carriera, delle ferite del passato e delle scelte personali che lo hanno portato a diventare uno dei nomi più iconici del rap italiano. Dalle origini difficili nella provincia di Senigallia alla rottura con la sua famiglia, fino alla riflessione sulla paternità e sulla propria identità, l’artista racconta una storia di lotta, resilienza e autodeterminazione.
Infanzia, famiglia e partenza da Senigallia
Fabri Fibra, nato a Senigallia nel 1976 e cresciuto in una famiglia segnata da tensioni e conflitti, ha più volte descritto il suo ambiente di origine come un luogo difficile da lasciare alle spalle. «Quando nel 2006 sono arrivato a Milano, a livello di rapporti con Senigallia, avevo solo macerie» ha raccontato, riflettendo sulle ferite emotive lasciate da un’infanzia complicata e da un nucleo familiare disfunzionale.
Nel corso dell’intervista l’artista ha spiegato che il rapporto con i suoi genitori — caratterizzato da conflitti, difficoltà e incomprensioni — lo ha segnato profondamente e ha contribuito alla sua decisione di prendere le distanze. «Ho chiuso con la mia famiglia» ha ammesso, sottolineando che la rottura è stata un processo naturale e necessario per la sua crescita personale e artistica.
Le dinamiche familiari turbolente non sono una novità nel racconto di Fibra: in passato attraverso i suoi testi ha già affrontato temi legati a famiglie difficili e rapporti difficoltosi con i genitori e il fratello, con cui ha mantenuto un rapporto complicato per molti anni.

La carriera come via di fuga
Per Fibra la musica non è stata solo una carriera, ma una vera via di emancipazione. Fin dagli esordi nel rap italiano degli anni ’90, la sua arte è stata una forma di espressione cruenta e reale che ha trasformato il disagio personale in resistenza culturale. Attraverso album come Turbe Giovanili e Mr. Simpatia, ha tracciato un percorso che lo ha portato a diventare una voce influente e riconosciuta nel panorama musicale nazionale.
L’artista ha definito il lungo percorso di studio, tour e creazione artistica come un modo per “salvare se stesso” dal vuoto e da un destino che sembrava già scritto nella provincia. «La faccia delle persone sotto il palco, percepire che mi ascoltano e che stanno bene, è impagabile» ha detto, sottolineando il valore simbolico e umano della musica nel suo percorso di vita.
La scelta di non avere figli
Tra le dichiarazioni più personali emerse nell’intervista c’è quella sulla paternità. Parlare di figli, per Fibra, è qualcosa di molto lontano dalla vita che ha costruito e che continua a condurre. «Ho passato vent’anni tra studio e tour e mi è stato impossibile mettere su famiglia» ha spiegato, aggiungendo che al momento non prova interesse verso l’idea di avere figli.
In un’altra occasione recente, parlando del brano Figlio contenuto nel suo ultimo album, ha approfondito il tema dalla prospettiva di un artista che riflette sul proprio ruolo e su ciò che la società si aspetta da un uomo e da un rapper. Secondo la sua visione, la paternità non è necessariamente un obiettivo personale e spesso può essere vissuta come una “esibizione” culturale piuttosto che un desiderio autentico.
Questa posizione, snodata tra il personale e l’articolazione artistica, non esclude del tutto la possibilità futura, ma la inserisce in un contesto di consapevolezza, maturità e distanza dalle narrazioni convenzionali sulla famiglia.

Carriera e autenticità
Fabri Fibra ha sempre portato nella sua musica un atteggiamento onesto e spesso scomodo. La sua carriera è costruita non solo su capacità tecniche e liriche, ma anche sulla capacità di raccontare verità dolorose e intime. In diversi momenti della sua discografia, ha esplorato temi come la sofferenza, il conflitto interiore, la solitudine e la libertà personale — elementi che riflettono la sua visione del mondo e la sua identità artistica.
Lontano dagli stereotipi di superficie, la sua narrazione pubblica è sempre stata un equilibrio tra confessione e provocazione, tra autoanalisi e critica sociale, facendo del rap uno strumento non solo di intrattenimento, ma anche di introspezione culturale.
Un’artista che racconta se stesso
Fabri Fibra non è soltanto uno dei rapper più famosi d’Italia, ma anche uno dei più aperti nel raccontare le proprie fragilità, ferite e decisioni di vita. Dalla provincia di Senigallia alla scena nazionale, dalle ferite familiari alla scelta di non avere figli, il suo percorso racconta una ricerca di autenticità che si riflette nella sua musica e nella sua presenza mediatica.
Restano centrali nella sua narrazione la capacità di trasformare difficoltà in arte e la volontà di parlare con sincerità di temi che spesso restano nei silenzi personali e sociali.






