12:08 pm, 3 Febbraio 26 calendario

🌐 Elon Musk nega collegamento con “Creepy island” e “Lolita Express”

Di: Redazione Metrotoday
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Elon Musk ha negato con forza ogni collegamento con Jeffrey Epstein dopo che il suo nome è riemerso nei documenti rilasciati dal Dipartimento di Giustizia statunitense. Musk respinge le accuse che lo collegano all’isola privata di Epstein – soprannominata “creepy island” – e al jet “Lolita Express”, sottolineando di non aver mai partecipato ad eventi né visitato quelle sedi.

Nella nuova fase della lunga controversia legata ai documenti di Jeffrey Epstein, Elon Musk ha negato con forza ogni legame personale o professionale con il finanziere statunitense, respingendo le affermazioni che lo vedrebbero in contatto con Epstein, inviti a visitare la sua isola privata – descritta dai media come “creepy island” – o viaggiare sul jet soprannominato “Lolita Express”.

I suoi commenti arrivano dopo la diffusione di un nuovo pacchetto di documenti da parte del Dipartimento di Giustizia statunitense, che include centinaia di migliaia di pagine legate alle comunicazioni, ai calendari e alle relazioni di Epstein con una serie di figure pubbliche di alto profilo, tra cui politici, imprenditori e personalità dello spettacolo. Tra questi documenti compaiono riferimenti al nome di Musk. Tuttavia, l’inclusione del suo nome nei documenti non costituisce in alcun modo una prova di coinvolgimento in reati o comportamenti criminali.

Musk ha dichiarato su X, il social network che controlla, che tutte le insinuazioni sono “false” e fuorvianti, affermando esplicitamente di non aver mai visitato la celebre isola di Epstein né viaggiato sul suo aereo privato. Ha riaffermato che eventuali e-mail intercorsi con Epstein – risalenti a oltre un decennio fa – sono state “minime” e “facilmente fraintendibili”, e che non sono mai seguiti incontri personali o relazioni prolungate.

La vicenda ha preso nuovo slancio dopo la pubblicazione di scambi di e‑mail tra Musk e Epstein datati tra il 2012 e il 2013, che mostrano conversazioni sulle possibilità di visitare l’isola dell’ex finanziere, appuntamenti di viaggio e richieste di logistica. In almeno un messaggio Musk chiedeva quando sarebbe stato il momento “più interessante o divertente” sull’isola, e in un altro sollecitava una data per un possibile incontro festivo. Non è chiaro, dai documenti pubblici, se Musk abbia effettivamente fatto quel viaggio: tuttavia lui insiste nel dire che non lo ha fatto.

“Ho avuto pochissima corrispondenza con Epstein e ho rifiutato ripetute inviti a visitare la sua isola o a volare sul suo ‘Lolita Express’,” ha scritto Musk, sottolineando che ritiene molte delle discussioni online una strumentalizzazione politica o mediatica per danneggiare la sua reputazione. Ha descritto la pubblicazione dei file come una “distrazione” rispetto alla necessità di perseguire penalmente chi ha effettivamente commesso crimini di sfruttamento e abuso.

La reazione del miliardario è arrivata in un clima già teso, dopo che in passato Musk aveva utilizzato la questione dei Epstein files – i documenti relativi alle indagini e alle relazioni internazionali del finanziere – come strumento retorico durante controversie pubbliche, compresa una disputa con il presidente Donald Trump. In passato aveva pubblicato affermazioni grillate secondo cui nomi di figure politiche potenti non venivano divulgati completamente per ragioni oscure, salvo poi cancellare tali affermazioni in seguito a critiche e confusione pubblica.

La portata dei documenti Epstein è vasta: secondo gli archivi pubblicati, la lista di persone citate o menzionate include centinaia di nomi, dai leader politici internazionali agli imprenditori tecnologici. È importante notare che l’essere citati o menzionati in file o calendari non implica automaticamente partecipazione ad attività criminali né indica colpevolezza. Le memorie elettroniche includono spesso appuntamenti, inviti o comunicazioni che non si sono verificate o che non hanno portato a incontri reali.

Gli scambi e‑mail tra Musk ed Epstein mostrano un rapporto di conoscenza superficiale, ma non prove di coinvolgimento in attività legate a reati o abusi. Musk ha ribadito pubblicamente che *non ha mai preso parte a feste o eventi sponsorizzati da Epstein, né ha relazioni personali con la cerchia più ristretta del finanziere. Ha espresso sostegno all’idea di far perseguire coloro che hanno realmente commesso crimini nell’ambito della rete di Epstein, piuttosto che concentrarsi su nomi inclusi nei file per motivi burocratici o accidentali.

La polemica ha anche sollevato un dibattito più ampio sul modo in cui i documenti vengono interpretati dai media e dal pubblico: l’essere citati in un manifesto o in un calendario non è di per sé un’accusa di colpevolezza. In diverse occasioni, portavoce e analisti legali hanno ricordato che molte delle pagine rese pubbliche contengono informazioni incomplete, spesso senza contesto e talvolta basate su note o appunti interni che non corrispondono ad eventi reali.

Musk ha puntato a distanziare sé stesso dalle accuse più sensazionalistiche, cercando di spostare l’attenzione sulla necessità di punire gli autori di veri crimini di sfruttamento piuttosto che gettare ombre su persone il cui coinvolgimento è limitato a scambi di e‑mail occasionali. La questione rimane sotto osservazione: il miliardario ha affermato di accogliere ogni chiarimento che possa emergere dai documenti completi, ma insiste che le narrazioni sensationaliste non riflettono la realtà dei fatti.

3 Febbraio 2026 ( modificato il 2 Febbraio 2026 | 12:13 )
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