10:30 am, 1 Febbraio 26 calendario

🌐  NEANDERTHAL nella grotta sigillata tracce di 40.000 anni di storia

Di: Redazione Metrotoday
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La grotta sigillata da 40.000 anni nel complesso di Gorham’s Cave si è rivelata una straordinaria capsula del tempo. Trovati utensili, resti animali e prove di attività neanderthaliane che promettono di ampliare la conoscenza su uno dei mondi scomparsi più affascinanti della preistoria.

Nel cuore della costa mediterranea, una grotta rimasta sigillata per millenni ha restituito al mondo scientifico un patrimonio immenso di informazioni sul comportamento e lo stile di vita dei Neanderthal, l’estinto ramo umano che popolò l’Eurasia fino a circa 40.000 anni fa.

Si tratta di una camera interna mai esplorata prima, scoperta all’interno del complesso delle Gorham’s Cave a Gibilterra — sito dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO — che ha preservato, come in una capsula del tempo, utensili litici, resti animali e tracce di attività quotidiane.

Un tesoro preistorico sigillato per 40.000 anni

Il ritrovamento, frutto di anni di scavi e ricerche, riguarda una cavità interna alla Vanguard Cave, una delle quattro cavità che compongono il celebre Gorham’s Cave Complex.
Questa camera era completamente ostruita da sedimenti antichi — un fenomeno naturale che ha di fatto protetto il contenuto dall’alterazione e dalla contaminazione umana per decine di millenni.

Una volta rimosso lo strato di sabbia che ne ostruiva l’ingresso, gli archeologi hanno potuto accedere a uno spazio profondo circa 13 metri dove sono riaffiorati reperti straordinari: strumenti litici, resti di animali cacciati e tracce di attività legate alla caccia e alla preparazione del cibo.

È come se qualcuno, 40.000 anni fa, avesse chiuso quella porta dietro di sé e l’avesse lasciata intatta fino a oggi. La sensazione, per i ricercatori, è quella di trovarsi davanti a una vera “capsula del tempo” del Paleolitico.

Chi erano i Neanderthal e perché questa scoperta conta

I Neanderthal sono una specie umana arcaica strettamente imparentata con gli Homo sapiens, da cui si separarono circa 500.000 anni fa e con i quali condivisero parte dell’Europa e dell’Asia fino alla loro scomparsa circa 40.000 anni fa. La loro esistenza è documentata in numerosissimi siti archeologici, ma spesso i resti sono stratificati o contaminati da attività successive.

Quello che rende questa scoperta unica è proprio il fatto che le tracce sono state preservate in un ambiente chiuso e protetto per un’enormità di tempo, offrendo ai ricercatori una visione più pura e diretta della vita quotidiana dei Neanderthal.

Finora, gli studiosi avevano compreso che questi antichi popoli avevano competenza nell’uso di strumenti di pietra, capacità di caccia e adattamenti sofisticati all’ambiente, ma mancavano spesso dettagli sulle loro attività quotidiane più intime. Questa grotta potrebbe finalmente colmare alcune di queste lacune.

Cosa hanno trovato gli archeologi

Tra i reperti emersi all’interno della camera sigillata sono stati identificati:

  • Utensili litici lavorati, tipici della cultura musteriana, associata appunto ai Neanderthal;

  • Resti di animali cacciati — tra cui ossa di specie marine e terrestri — che suggeriscono una dieta variata e una notevole adattabilità ambientale;

  • Tracce di attività domestiche, come resti di focolari o di strumenti legati alla lavorazione del cibo;

Non si tratta quindi di un semplice riparo, ma di un insediamento dove questi antichi gruppi umani operavano, forse anche per lunghi periodi, nel corso di decine di migliaia di anni.

Un patrimonio culturale

Il complesso di Gorham’s Cave non è una scoperta recente: le sue cavità vennero esplorate già dal primo Novecento e studi sistematici sono in corso da decenni. Tuttavia, il ritrovamento dell’**interno sigillato per 40.000 anni aggiunge un capitolo completamente nuovo alla storia dell’archeologia europea.

Per la comunità scientifica è come dischiudere una pagina del libro della nostra storia che fino ad oggi era rimasta invisibile. La prospettiva di studiare oggetti e tracce direttamente risalenti all’epoca finale dei Neanderthal è un’opportunità rara e preziosa.

Cosa ci insegna il sito archeologico

Non solo strumenti: i dati raccolti potranno aiutare a comprendere non soltanto come i Neanderthal sopravvivevano, ma anche come pensavano, quali tecniche utilizzavano per risolvere problemi quotidiani e come gestivano il rapporto con l’ambiente marino e terrestre circostante.

La presenza di resti di molluschi, mammiferi marini e altre specie distanti dal cuore della grotta implica un trasporto deliberato di materiali, suggerendo competenze di caccia mirata e forse anche una forma di organizzazione sociale.

Il valore di questo ritrovamento

Gli scienziati prevedono che gli esami più approfonditi — comprese analisi di datazione al radiocarbonio e studi sul DNA — potranno fornire ulteriori informazioni sul comportamento, la dieta e persino le relazioni sociali dei Neanderthal.

In un mondo dove il passato si intreccia sempre di più con le tecnologie del presente, scoperte come questa ci ricordano quanto il nostro passato sia ricco e complesso, e quanto ancora ci sia da esplorare per

1 Febbraio 2026 ( modificato il 22 Gennaio 2026 | 14:36 )
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