4:59 pm, 31 Gennaio 26 calendario

🌐 Condono edilizio rilanciato nel Milleproroghe: nodo legalità

Di: Redazione Metrotoday
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Il condono edilizio torna al centro del dibattito politico con FdI, Forza Italia e Lega che lo rilanciano nel Milleproroghe, scatenando feroci polemiche su legalità, abusivismo e impatto urbanistico. Critici e ambientalisti avvertono rischi per il territorio e per la certezza delle regole.

Negli ultimi giorni la questione del condono edilizio è tornata prepotentemente alla ribalta nel dibattito politico italiano. Dopo il fallimento della misura nella Legge di Bilancio 2026, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega hanno inserito negli emendamenti del decreto Milleproroghe una nuova proposta di sanatoria edilizia, con l’obiettivo di riaprire termini di regolarizzazione per immobili realizzati senza titolo o con difformità.

La mossa, oltre a essere percepita come un cavallo di battaglia della maggioranza, ha immediatamente innescato un intenso scontro politico, tra chi la definisce una giustizia riparativa per migliaia di cittadini e chi invece la vede come un favore trasversale all’abusivismo e una concessione pericolosa all’illegalità urbanistica.

Cos’è il condono edilizio e perché è così controverso

Il condono edilizio è una misura straordinaria che permette di sanare opere edilizie realizzate in violazione delle norme urbanistiche, rimuovendo sanzioni e rischi di demolizione dietro il pagamento di una oblazione e la presentazione di documenti tecnici. È concepito come istituto eccezionale e temporaneo, diverso dalla normale sanatoria ordinaria prevista dal Testo Unico dell’Edilizia.

Tale meccanismo si è già manifestato in passato – con tre condoni nazionali nel 1985, 1994 e 2003 – suscitando nel tempo forti critiche sul piano urbanistico e normativo. Secondo osservatori e studi, tali misure storiche non hanno risolto il problema dell’abusivismo, ma spesso lo hanno esacerbato, alimentando aspettative di future sanatorie invece di affrontare strategie strutturali di legalità e pianificazione.

La proposta nel Milleproroghe: cosa prevede

La nuova spinta della maggioranza si concentra su alcuni punti chiave:

  • la riapertura dei termini per sanare abusi edilizi realizzati entro una data di riferimento recente – ipotizzata fino al 30 settembre 2025 da alcuni emendamenti – ampliando i casi ammissibili rispetto alle sanatorie ordinarie;

  • la proposta di eliminare l’ostacolo della “doppia conformità asincrona”, semplificando l’accesso alla sanatoria;

  • l’obbligo per i Comuni di concludere le istruttorie entro termini prestabiliti, con possibili effetti di tacito assenso in caso di mancata risposta.

Nonostante la definizione “condono” sia spesso rigettata dalla maggioranza, nella pratica la misura proposta assomiglia a una sanatoria di ampia portata, vista la quantità di irregolarità urbanistiche potenzialmente regolarizzabili.

Maggioranza divisa e opposizioni compatte

La proposta ha già diviso anche alcuni esponenti della stessa maggioranza. In passato, ad esempio, Fratelli d’Italia ha mostrato determinazione sul tema, mentre figure come il vicepresidente del Senato Tajani hanno espresso cautela, sostenendo che ogni intervento debba essere valutato “caso per caso”.

All’opposizione, le critiche sono taglienti: la misura è stata bollata come un tentativo di voto di scambio, specialmente in vista delle imminenti elezioni regionali in Campania, dove il ritorno della sanatoria del 2003 è visto da alcuni come un’arma politica per influenzare l’elettorato.

Il nodo della legalità

Le critiche più feroci provengono dal mondo tecnico e ambientalista. Organizzazioni come Legambiente hanno ribadito che l’Italia non ha bisogno di nuove sanatorie, ma di un piano nazionale serio contro l’abusivismo, che non premi chi ha violato le regole. Secondo l’associazione, la riapertura di condoni rischia di aggravare il dissesto idrogeologico e il degrado paesaggistico, indebolendo la tutela del territorio.

Un’analisi diffusa nel dibattito tecnico evidenzia dieci principali motivi per opporsi al condono edilizio: tra questi, l’idea che una sanatoria straordinaria non affronta le cause profonde dell’abusivismo, crea nuove incertezze giuridiche e può premiare irregolarità di natura diversa come se fossero equivalenti. Inoltre, opere irregolari possono continuare a incidere negativamente sulla sicurezza, sull’efficienza energetica e sulla qualità urbanistica complessiva senza un vero miglioramento.

Abusivismo e impatto territoriale

Il fenomeno dell’abusivismo edilizio in Italia non è trascurabile: dati e rapporti suggeriscono che alcune regioni, come la Campania, sono storicamente segnate da elevati tassi di costruzioni irregolari rispetto alle regolari autorizzazioni. Questo contesto alimenta sia le pressioni per misure di sanatoria sia l’opposizione di chi considera il condono un incentivo perverso che normalizza l’illegalità.

Il rilancio del condono edilizio nel Milleproroghe è molto più di una semplice modifica normativa: è diventato il simbolo di un confronto profondo sulla gestione del territorio, sulla legalità urbanistica e sul ruolo dello Stato nell’equilibrare il diritto alla casa con la tutela ambientale e sociale. La misura, se approvata, potrebbe avere effetti duraturi sulla disciplina edilizia italiana, ponendo interrogativi cruciali su equità, effetti a lungo termine e percezione delle regole da parte dei cittadini.

31 Gennaio 2026 ( modificato il 27 Gennaio 2026 | 17:04 )
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