2:19 am, 30 Gennaio 26 calendario

🌐  Impianto di desalinizzazione sottomarino rivoluziona l’acqua

Di: Redazione Metrotoday
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Un impianto di desalinizzazione sottomarino sviluppato da una startup norvegese potrebbe rivoluzionare la produzione di acqua potabile e contribuire a mitigare la crisi globale dell’acqua, sfruttando la pressione naturale dell’oceano per desalinare in modo sostenibile e meno costoso rispetto ai sistemi tradizionali.

Nelle acque profonde del Mar del Nord, una nuova tecnologia di desalinizzazione sta per cambiare le prospettive dell’accesso globale all’acqua potabile, promettendo di affrontare una delle sfide più pressanti del XXI secolo: quella della crisi idrica globale. Secondo le ultime notizie, il primo impianto commerciale sottomarino di desalinizzazione sarà operativo nel 2026, grazie al progetto della startup norvegese Flocean, che ha testato con successo un prototipo a oltre 500 metri di profondità nel mare di Mongstad.

Una crisi idrica globale

La scarsità d’acqua è uno dei problemi più urgenti del nostro tempo. Secondo studi internazionali, crescenti popolazioni mondiali, cambiamenti climatici e stress idrico stanno portando molte regioni verso ciò che l’ONU ha descritto come una “bancarotta idrica globale”, ovvero una situazione in cui l’uso di acqua supera la capacità di rigenerazione delle risorse disponibili.

Le cause sono molteplici: l’aumento della domanda in agricoltura, industria e uso domestico, insieme a precipitazioni irregolari e siccità più frequenti dovute al riscaldamento globale, stanno spingendo sempre più popolazioni verso la carenza di acqua potabile. Entro il 2030, la domanda mondiale potrebbe superare di circa il 40% l’offerta disponibile di acqua fresca se non si trovano soluzioni efficaci.

Come funziona l’impianto sottomarino

A differenza delle tradizionali centrali di desalinizzazione, che richiedono enormi quantità di energia per spingere l’acqua di mare attraverso membrane ad alta pressione, il sistema di Flocean sfrutta un principio ingegnoso: la pressione idrostatica naturale dell’acqua a grandi profondità per innescare il processo di osmosi inversa.

In pratica, installando i moduli di raccolta tra i 400 e i 600 metri sotto il livello del mare, la pressione dell’acqua stessa — che può raggiungere i 40–50 bar — è sufficiente a far passare l’acqua marina attraverso membrane semipermeabili senza l’ausilio di pompe costose ed energivore. Questo processo produce acqua potabile filtrata da virus, batteri e microplastiche, con costi energetici notevolmente ridotti rispetto ai sistemi convenzionali.

Un recente test a 500 metri ha confermato che il sistema è stabile e in grado di produrre acqua che rispetta o supera gli standard internazionali per l’uso potabile, secondo quanto dichiarato dalla stessa Flocean.

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Un’alternativa più sostenibile alla tecnologia tradizionale

La maggior parte degli impianti di desalinizzazione oggi operativi utilizza processi come l’osmosi inversa o la distillazione multistadio, che richiedono significative quantità di energia, di solito prodotta da combustibili fossili, e generano grandi volumi di salamoia ipersatura come scarto.

In molte aree aride del Medio Oriente, Africa e California si stanno già testando nuove tecnologie per rendere il processo più efficiente e sostenibile. Ad esempio, in California si stanno sperimentando dispositivi che si ancorano al fondo marino e potrebbero costituire delle vere “fattorie d’acqua” in mare aperto, con l’obiettivo di abbattere i costi di estrazione dell’acqua dolce.

Parallelamente, aziende globali come Veolia, leader mondiale nella desalinizzazione, stanno sviluppando soluzioni sempre più avanzate e sostenibili per ridurre il consumo energetico e l’impatto ambientale delle centrali di dissalazione.

L’impatto potenziale sulla crisi idrica

Se le tecnologie sottomarine come quella di Flocean dovessero essere replicate su larga scala, esse potrebbero rappresentare un giro di boa nella lotta alla scarsità d’acqua. L’oceano — che copre oltre il 70% della superficie terrestre — costituisce una risorsa potenziale enorme se trasformabile in acqua dolce in maniera efficiente.

Tuttavia, nonostante le promesse, esistono ancora sfide tecniche e logistiche da superare: dalla costruzione di linee di trasporto dell’acqua desalinizzata fino alle coste, all’integrazione con reti di distribuzione locali, fino al monitoraggio degli impatti ambientali a lungo termine su ecosistemi profondi poco conosciuti.

Un altro esempio di innovazione legata all’energia per desalinizzare è l’utilizzo di soluzioni rinnovabili come impianti solari galleggianti o tecnologie a onde, che combinano produzione di energia e trattamento dell’acqua in modo più sostenibile.

Limiti delle tecnologie di desalinizzazione

Nonostante i progressi, la desalinizzazione rimane un processo complesso e a volte costoso. Le tecnologie tradizionali possono consumare grandi quantità di energia, contribuendo alle emissioni di CO2 se non alimentate da fonti rinnovabili. Inoltre, lo smaltimento della salamoia — la soluzione residua molto salina — può avere effetti negativi sugli ecosistemi marini se non gestito correttamente.

Da qui l’importanza di innovazioni come quella di Flocean, che promettono una desalinizzazione più efficiente e meno invasiva, ma anche l’attenzione alle soluzioni energetiche più pulite, come l’accoppiamento di impianti solari o eolici con sistemi di desalinizzazione, che potrebbero ridurre ulteriormente costi e impatto ambientale.

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L’oceano come risorsa strategica per il futuro

La sfida della scarsità idrica è globale e richiede strumenti sia tecnologici che politici per essere affrontata efficacemente. Dopo decenni in cui tecnologie di desalinizzazione erano viste come soluzioni costose e marginali, le innovazioni sottomarine potrebbero aprire nuovi scenari per garantire l’accesso all’acqua potabile a miliardi di persone, specialmente in paesi costieri e regioni aride.

Allo stesso tempo, progetti su larga scala come la desalinizzazione del Mar Rosso per fornire acqua all’interno dei Paesi aridi stanno già prendendo forma in Medio Oriente, dimostrando come questa tecnologia sia parte integrante delle strategie nazionali di sicurezza idrica.

Tra potenziale e realtà

Il nuovo impianto di desalinizzazione sottomarino potrebbe rappresentare un punto di svolta nella lotta contro la crisi globale dell’acqua, offrendo un’alternativa più economica e sostenibile alle tecnologie attuali. Tuttavia, la sfida resta gigantesca e richiede un insieme di soluzioni integrate: dall’innovazione tecnologica alla governance delle risorse idriche, dalla sostenibilità energetica alla cooperazione internazionale.

Se applicate in modo responsabile e sostenibile, queste tecnologie potrebbero contribuire a mitigare una crisi che rischia di colpire miliardi di persone nei prossimi decenni — trasformando l’oceano da risorsa inesauribile e salata a fonte affidabile di vita potabile.

30 Gennaio 2026 ( modificato il 26 Gennaio 2026 | 2:22 )
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