8:40 am, 27 Gennaio 26 calendario

🌐  Trump valuta blocco navale per fermare import petrolio a Cuba

Di: Redazione Metrotoday
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L’amministrazione di Donald Trump sta valutando un blocco navale totale contro le importazioni di petrolio a Cuba, un’ipotesi estrema per intensificare la pressione su L’Avana e favorire un cambio di regime, provocando preoccupazioni diplomatiche e timori di una crisi umanitaria nei Caraibi.

L’amministrazione del presidente Donald Trump sta considerando l’adozione di una misura di guerra fredda sul mare: un blocco navale totale per fermare le importazioni di petrolio verso Cuba, così da strangolare economicamente l’isola caraibica e accelerare un possibile cambio di regime.

Secondo quanto riportato da Politico citando tre fonti interne all’amministrazione statunitense, la proposta — ancora in fase di discussione e non formalmente decisa — fa parte di un pacchetto di iniziative mirate ad aumentare la pressione su L’Avana dopo il recente blocco delle importazioni di petrolio cubane dal Venezuela.

La misura sarebbe sostenuta da esponenti “falchi” della politica estera USA, incluso il Segretario di Stato Marco Rubio, e potrebbe segnare un’ulteriore escalation nella strategia di pressione contro il regime comunista cubano.

Le ragioni dietro il blocco navale

Secondo le fonti informate, l’idea di un blocco navale nasce dalla convinzione di alcuni membri dell’amministrazione che l’energia sia l’“elemento chiave” per “strangolare” il regime cubano e costringerlo a negoziare o cadere.

Già all’inizio di gennaio Trump aveva annunciato la fine delle importazioni di petrolio cubane provenienti dal Venezuela, tradizionale principale fornitore dell’isola. Secondo i critici di L’Avana all’interno della Casa Bianca, tagliare completamente l’accesso all’energia potrebbe colpire la capacità del governo cubano di garantire servizi di base, trasporto e produzione industriale.

(Fonti politiche statunitensi riferiscono che la proposta di blocco navale sarebbe tra le opzioni da sottoporre alla firma del presidente, anche se non è stato fissato alcun calendario per una decisione definitiva.)

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Dubbi interni

All’interno dell’amministrazione e di Washington l’idea di un blocco navale totale non è priva di oppositori. Alcuni consiglieri e analisti militari e diplomatici temono che una mossa di questo tipo possa essere interpretata come un atto ostile di portata estrema — potenzialmente paragonabile a un atto di guerra dal punto di vista del diritto internazionale.

Fonti consultate da Reuters osservano che una completa interruzione delle importazioni di petrolio cubano, soprattutto se imposta con mezzi navali, potrebbe portare a una grave crisi economica per la popolazione civile dell’isola, già provata da anni di embargo e da recenti difficoltà nel rifornimento energetico.

In effetti, gli Stati Uniti mantengono da oltre sei decenni un embargo commerciale e finanziario verso Cuba, spesso criticato a livello internazionale per aver inflitto sofferenze diffuse alla popolazione cubana pur senza raggiungere l’obiettivo dichiarato del cambiamento di regime. Alcuni rappresentanti politici, anche all’interno del Congresso statunitense, sostengono che un blocco navale possa ripetere gli errori del passato.

Reazioni diplomatiche

La possibile imposizione di un blocco navale ha rapidamente suscitato reazioni da parte di osservatori e governi in America Latina. Diversi commentatori politici latinoamericani hanno evidenziato come tale mossa, qualora portata avanti, potrebbe esacerbare le tensioni diplomatiche tra gli Stati Uniti e altri paesi dell’area, inclusi Venezuela e Messico. Un recente report sottolinea che il Messico sta “valutando di ridurre o sospendere” le proprie esportazioni di petrolio verso Cuba per timore di ritorsioni da parte di Washington.

Cuba, dal canto suo, ha replicato a precedenti tagli alle forniture di petrolio con veemenza, definendo tali misure un’aggressione e ribadendo la propria sovranità e indipendenza. Fonti diplomatiche cubane hanno affermato che l’isola è pronta a resistere a ulteriori pressioni esterne e che non accetterà compromessi imposti “prima che sia troppo tardi”.

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Implicazioni economiche per Cuba

Cuba dipende in larga misura dalle importazioni di petrolio per alimentare raffinerie, trasporti, elettricità e servizi pubblici. Secondo dati e analisi di osservatori energetici, l’interruzione totale del flusso di petrolio potrebbe causare interruzioni nei trasporti, blackout energetici, e un aumento drastico dei costi dei beni di consumo, aggravando una situazione economica già fragile.

La combinazione di una possibile sospensione di forniture venezuelane e l’eventuale blocco navale potrebbe ridurre drasticamente la disponibilità di carburante, con effetti sull’intero sistema socio‑economico dell’isola caraibica.

Un problema di diritto internazionale

L’eventuale imposizione di un blocco navale solleva anche interrogativi di diritto internazionale e geopolitica. Storicamente, i blocchi navali — come quello statunitense durante la crisi dei missili di Cuba nel 1962 — sono stati strumenti di pressione militare in tempo di conflitto.

Gli esperti di politica estera avvertono che un blocco simile potrebbe essere contestato da alleati e rivali degli Stati Uniti, con potenziali ripercussioni nelle sedi internazionali come le Nazioni Unite. Critici sottolineano che un’operazione navale così intensa potrebbe essere percepita come un’aggressione diretta a uno Stato sovrano, nonostante gli Stati Uniti possano giustificarla come misura economica.

Il ruolo di Marco Rubio

Tra i sostenitori della proposta c’è anche il Segretario di Stato americano Marco Rubio, noto per la sua posizione dura nei confronti di regimi considerati ostili a Washington. Secondo le fonti, Rubio avrebbe spinto per l’inclusione del blocco nella serie di opzioni strategiche da sottoporre al presidente.

Rubio, di origini cubane, ha spesso espresso critiche al governo di L’Avana, sostenendo che un approccio più aggressivo sia necessario per ottenere un cambiamento politico nell’isola. Queste posizioni influenzano in modo significativo il dibattito interno americano sulle misure contro Cuba.

Uno scenario in bilico

La possibilità di un blocco navale per fermare le importazioni di petrolio a Cuba rappresenta un’ulteriore escalation nella politica estera statunitense verso l’isola. Anche se non ancora decisa, l’ipotesi evidenzia l’intenzione dell’amministrazione Trump di rafforzare la pressione economica e diplomatica su L’Avana, in un quadro di relazioni già tese.

Resta da vedere se questa strategia verrà approvata, come verrà implementata e quali saranno gli impatti concreti sulla stabilità regionale, sull’economia cubana e sulle relazioni diplomatiche tra gli Stati Uniti e i paesi dell’emisfero occidentale.

In ogni caso, la sola considerazione di un blocco navale contro Cuba richiama alla mente decenni di tensioni caraibiche e rilancia un capitolo complesso della storia geopolitica americana.

27 Gennaio 2026 ( modificato il 26 Gennaio 2026 | 18:43 )
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