🌐 Paracetamolo in gravidanza: nessun aumento di rischio per autismo
Una nuova, ampia revisione scientifica pubblicata su The Lancet Obstetrics, Gynaecology & Women’s Health conferma che l’uso di paracetamolo in gravidanza non è associato a un aumentato rischio di autismo o ADHD nei bambini. La ricerca – tra le più rigorose finora – smentisce timori pubblici e aiuta a chiarire un tema controverso nella salute materno‑infantile.
Negli ultimi mesi il dibattito sull’uso di paracetamolo in gravidanza ha fatto discutere esperti, istituzioni sanitarie e future madri in tutto il mondo. Una nuova e solida revisione sistematica di 43 studi pubblicata su The Lancet Obstetrics, Gynaecology & Women’s Health ribadisce con forza che l’assunzione di paracetamolo durante la gravidanza non aumenta il rischio di autismo, ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività) o di disabilità intellettiva nei bambini.
📌 La questione era emersa con forza già nel 2025, quando alcune autorità sanitarie — tra cui la Food and Drug Administration degli Stati Uniti — avevano segnalato possibili associazioni tra paracetamolo e disturbi neuro‑sviluppo nei bambini, spingendo ad aggiornare i foglietti illustrativi di molti farmaci contenenti il principio attivo. Tuttavia, tali raccomandazioni erano basate su prove considerate da molti esperti non definitive e influenzate da fattori confondenti come genetica familiare e condizioni materne.
La nuova metanalisi – la più ampia e rigorosa mai realizzata finora – aiuta a fare chiarezza, esaminando non solo studi osservazionali ma anche confronti tra fratelli, che permettono di controllare variabili genetiche condivise e altre influenze familiari.

Cosa dice lo studio: nessun legame causale
Il gruppo di ricerca, guidato da esperti della City St George’s, University of London, ha analizzato i dati di oltre un milione di bambini inclusi in 43 studi esistenti. Tra questi:
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262.852 bambini valutati per autismo,
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335.255 per ADHD,
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406.681 per disabilità intellettive.
Quando si confrontano fratelli di famiglie in cui una gravidanza ha comportato l’esposizione al paracetamolo e altre no, non emergono differenze significative nel rischio di sviluppare autismo o ADHD. In altre parole, i dati più solidi e privi di bias non mostrano alcuna associazione tra paracetamolo e questi disturbi neurologici.
Gli autori sottolineano che le associazioni segnalate in alcuni studi precedenti potrebbero essere il risultato di fattori materni non direttamente correlati al farmaco — come febbre, dolore persistente o predisposizioni genetiche — piuttosto che un effetto diretto del paracetamolo sullo sviluppo fetale.
Perché era così controverso?
🗣️ Negli ultimi anni alcune ricerche avevano suggerito un possibile aumento del rischio di disturbi neuro‑sviluppo associato all’uso di paracetamolo in gravidanza, dati che avevano generato timori diffusi tra le donne incinte e in particolare dopo dichiarazioni pubbliche di figure politiche internazionali. Tali studi, però, sono stati spesso criticati per metodologie non sempre adeguate a isolare l’effetto del farmaco da altri fattori confondenti.
Molte di queste ricerche si basavano sul confronto tra donne che avevano assunto paracetamolo e altre che non l’avevano fatto, senza controllare sufficientemente per fattori genetici o ambientali familiari. Questo poteva portare a risultati apparentemente significativi ma non necessariamente causali.

Cosa significa per le donne in gravidanza oggi
Per gli esperti di salute materno‑infantile, il messaggio è chiaro: il paracetamolo, se usato correttamente e secondo le dosi raccomandate, resta una opzione sicura per gestire dolore e febbre durante la gravidanza.
Diversi professionisti medici sottolineano che evitare completamente il paracetamolo potrebbe comportare rischi maggiori per la madre e il feto — in particolare in caso di febbre alta, la quale è stata associata a complicanze come aborto spontaneo, difetti congeniti o parto prematuro.
Inoltre, altre analisi scientifiche precedenti, come lo studio pubblicato su JAMA Pediatrics, avevano già mostrato come analisi con confronto tra fratelli non evidenziassero un effetto significativo del paracetamolo sul rischio di autismo o ADHD.
Reazioni della comunità scientifica e prospettive future
La pubblicazione su The Lancet è stata accolta positivamente dalla maggior parte delle organizzazioni sanitarie internazionali e dagli esperti di ostetricia e pediatria, che vedono nello studio una conferma importante della sicurezza di uno dei farmaci più usati in gravidanza.
Tuttavia, alcuni ricercatori sottolineano che la situazione rimane complessa e che ulteriori studi mirati potrebbero aiutare a chiarire eventuali differenze legate al momento dell’assunzione del farmaco (per esempio primo vs terzo trimestre), alla dose o alla frequenza d’uso, aspetti che l’attuale revisione non ha potuto analizzare approfonditamente per mancanza di dati sufficienti.
La nuova evidenza scientifica consolidata indica con forza che l’uso di paracetamolo durante la gravidanza non comporta un aumento del rischio di sviluppare autismo o ADHD nei bambini. Questa conferma è destinata a rassicurare milioni di donne in gravidanza che si affidano al paracetamolo per alleviare dolore o febbre, e contribuisce a sgombrare il campo da paure basate su prove scientifiche insufficienti o fraintese.
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