6:44 am, 27 Gennaio 26 calendario

🌐 Oro record sopra $5.100: geopolitica spinge corsa

Di: Redazione Metrotoday
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Il prezzo dell’oro ha superato per la prima volta i $5.100 l’oncia, spinto da crescenti tensioni geopolitiche, debolezza del dollaro e forti acquisti da parte di banche centrali. La corsa al bene rifugio segna il rally storico più intenso dal 1979 e modifica gli equilibri dei mercati globali.

Il mercato dell’oro ha segnato un nuovo traguardo storico: lunedì il prezzo dell’oro è balzato oltre i $5.100 l’oncia, in un forte movimento di fuga verso gli asset rifugio in risposta all’incertezza politica ed economica globale.

Secondo i dati raccolti, il cosiddetto spot gold — che riflette il prezzo dell’oro scambiato nei mercati internazionali — ha raggiunto un picco di $5.110,50 per oncia, prima di attestarsi poco sotto, con i futures statunitensi per consegna a febbraio saliti anch’essi a livelli record. Questo rally si inserisce in un trend rialzista che ha visto il metallo prezioso guadagnare circa il 64% nel 2025, la performance annua più forte dal 1979, e continuare la corsa nel 2026 con incrementi di oltre il 18% da inizio anno.

Fattori geopolitici, rischi macro e sfiducia negli asset tradizionali hanno spinto investitori istituzionali, banche centrali e risparmiatori a riversare capitali in oro, storicamente considerato il principale bene rifugio nei periodi di tensione.

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Perché l’oro sta salendo così rapidamente

Il rally dell’oro non è frutto di un singolo evento, ma della convergenza di più dinamiche globali che alimentano timori e incertezze:

  • Tensioni geopolitiche e politiche commerciali instabili: secondo analisti di mercato, alcune decisioni politiche, come le recenti tensioni commerciali e diplomatiche tra Stati Uniti, Europa e Canada, hanno ulteriormente alimentato la sfiducia nei mercati tradizionali e spinto verso l’oro come porto sicuro.

  • Debolezza del dollaro e politica monetaria: un dollaro più debole rende l’oro, prezzato in valuta statunitense, più accessibile agli investitori internazionali, aumentando la domanda globale. Gli operatori si preparano anche a possibili manovre della Federal Reserve, che potrebbero includere accomodamenti monetari.

  • Acquisti da parte di banche centrali: molte banche centrali, in particolare in mercati emergenti come la Cina, hanno continuato ad accumulare riserve auree, incentivando un supporto strutturale alla domanda di lungo periodo.

  • Afflussi record nei fondi ETF basati sull’oro: gli Exchange Traded Fund dedicati all’oro stanno registrando ingressi di capitale senza precedenti, segno che anche gli investitori retail stanno adottando posizioni difensive.

Nel contesto dei mercati globali

L’impennata dei prezzi dell’oro riflette un sentimento di rischio‑off esteso: gli investitori, preoccupati da potenziali conflitti geopolitici, dai possibili effetti di politiche protezionistiche e dalle instabilità nei mercati finanziari, stanno privilegiando un asset percepito come sicuro e stabile. Questo movimento si è intensificato non solo tra gli investitori istituzionali ma anche sul fronte dei risparmiatori individuali, che hanno incrementato acquisti di lingotti e monete fisiche.

La spinta verso l’oro è così forte che gli analisti di Metal Focus — società specializzata nell’analisi dei metalli preziosi — hanno rivisto al rialzo le loro previsioni, ipotizzando che il prezzo potrebbe raggiungere $5.500 entro la fine del 2026, con potenziali target fino a $6.000 qualora le tensioni geopolitiche dovessero persistere.

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Implicazioni per l’economia reale

La corsa ai prezzi record dell’oro ha effetti diffusi:

  • Investitori istituzionali: i fondi pensione, i gestori patrimoniali e le banche centrali stanno aumentando le allocazioni in oro, non solo per diversificare, ma anche per proteggere i portafogli da potenziali shock economici o finanziari.

  • Mercati azionari e obbligazionari: la forte domanda di asset rifugio spesso si accompagna a prese di profitto o riduzione delle posizioni in titoli azionari e obbligazionari percepiti come rischiosi.

  • Settore minerario: le azioni delle società minerarie aurifere hanno registrato un rialzo significativo nelle ultime sedute, specchio diretto del boom dei prezzi.

  • Inflazione e valute: in molti paesi, l’oro diventa un indicatore chiave della fiducia nei confronti delle politiche monetarie, in particolare in presenza di pressioni inflazionistiche o di aspettative di tagli ai tassi d’interesse.

Nonostante la traiettoria fortemente rialzista, alcuni analisti avvertono che potrebbero verificarsi correzioni temporanee dei prezzi, soprattutto se dovesse emergere un miglioramento improvviso della stabilità geopolitica o se la Federal Reserve e altri istituti centrali fornissero segnali di forza sulle politiche monetarie. Tuttavia, la tendenza di fondo appare solida e molti esperti concordano sul fatto che l’oro continuerà a svolgere un ruolo cruciale nei portafogli degli investitori come protezione contro la volatilità globale.

Secondo alcune proiezioni, il metallo giallo potrebbe non solo consolidare i guadagni attuali, ma anche spingersi verso livelli ancora più elevati, soprattutto se i rischi geopolitici e i timori economici dovessero intensificarsi ulteriormente nei prossimi mesi.

In un mondo in cui la fiducia nei mercati tradizionali è messa alla prova da scenari instabili, guerra, indebitamento sovrano e politiche monetarie in evoluzione, l’oro si conferma il rifugio privilegiato degli investitori, raggiungendo picchi impensabili solo pochi anni fa.

27 Gennaio 2026 ( modificato il 26 Gennaio 2026 | 22:49 )
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