9:50 am, 27 Gennaio 26 calendario

🌐 “Luce della vita”: l’emissione luminosa degli organismi viventi

Di: Camilla Locoratolo
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Un nuovo studio pubblicato su The Journal of Physical Chemistry Letters afferma che tutti gli esseri viventi emettono una tenue luce interna, i cosiddetti biofotoni, una “luce della vita” dovuta al metabolismo cellulare. La scoperta apre prospettive diagnostiche e di monitoraggio della salute non invasive, oltre a rinnovare il dibattito sul ruolo della luce nella biologia.

Per secoli l’idea che gli organismi viventi potessero emettere una luce propria è stata appannaggio di miti, spiritualità e speculazioni popolari, come l’aura o bagliori energetici intorno ai corpi. Oggi, grazie a uno studio congiunto tra l’Università di Calgary e il Consiglio nazionale delle ricerche del Canada, questa intuizione sembra aver trovato una base scientifica concreta.

Secondo i ricercatori, pubblicato su The Journal of Physical Chemistry Letters, ogni organismo vivente — dai topi alle piante — emette fotoni ultradeboli nell’intervallo tra 200 e 1.000 nanometri, un tipo di radiazione luminosa talmente debole da risultare invisibile all’occhio umano, ma misurabile con strumenti adeguati.

Questa emissione luminosa, definita “biofotoni”, non è un fenomeno metafisico, ma un effetto fisico reale legato ai processi chimici cellulari, spiegano gli autori. È una sorta di “impronta ottica della vita”, che riflette l’attività metabolica delle cellule e potrebbe diventare in futuro un indicatore diagnostico non invasivo dello stato di salute di tessuti e organismi.

I biofotoni e il metabolismo cellulare

Nel recente studio, i ricercatori hanno monitorato l’emissione luminosa di quattro topi in condizioni di buio assoluto attraverso apparecchiature ad altissima sensibilità basate su sensori a moltiplicazione di cariche.

Il risultato più sorprendente è che gli animali vivi mostravano un flusso costante di fotoni, mentre nei soggetti deceduti la luminosità precipitava drasticamente, pur mantenendo la temperatura corporea a 37 °C. Ciò indica che la luce non è un semplice effetto termico, ma è generata direttamente dal metabolismo cellulare.

I biofotoni hanno origine nei processi biochimici legati alle specie reattive dell’ossigeno (ROS) e ad altre molecole energetiche. Quando gli elettroni eccitati da reazioni metaboliche ritornano al loro stato fondamentale, rilasciano energia sotto forma di fotoni — un fenomeno che produce questa emissione ultra‑debole.

In altre parole, la luce emessa è una sorta di “sussurro quantico” del metabolismo che riflette lo stato funzionale delle cellule, un concetto che potrebbe rivoluzionare il modo in cui osserviamo e interpretiamo l’attività biologica.

Più luce sulla salute: implicazioni diagnostiche e terapeutiche

Questa luce intrinseca potrebbe non essere soltanto un “curiosità scientifica”: se la relazione tra emissione fotonica e stato di salute o stress cellulare sarà meglio compresa, potremmo sviluppare tecniche diagnostiche che sfruttano la misurazione della luce emessa.

Secondo il professor Daniel Oblak, tra gli autori dello studio, capire come le variazioni nella luminosità cellulare si associno a malattie o condizioni fisiologiche specifiche potrebbe portare a strumenti di diagnostica non invasiva. Per esempio, un aumento o calo significativo di biofotoni potrebbe segnalare infiammazioni, disfunzioni metaboliche o perfino il primo stadio di alcune forme tumorali.

In campo vegetale, gli esperimenti mostrano che foglie danneggiate o stressate emettono una luminosità più intensa rispetto alle parti sane, suggerendo che la luce emessa potrebbe anche essere un “grido” delle cellule in difficoltà e uno strumento per monitorare lo stato di salute di piante e coltivazioni.

Luce e salute: un legame già noto e nuove prospettive

Questa scoperta si aggiunge a un corpus crescente di ricerche che mostrano come la luce naturale, e non solo i biofotoni, influisca profondamente sulla salute umana e ambientale. L’esposizione alla luce solare, oltre a sintetizzare vitamina D, è stata associata a numerosi benefici, come la modulazione del sistema immunitario e la riduzione dell’infiammazione cronica, con possibili riduzioni dei rischi di alcune malattie autoimmuni e metaboliche.

Altre ricerche indicano che l’esposizione alla luce naturale migliora l’umore, l’equilibrio circadiano e la salute mentale, riducendo il rischio di disturbi come la depressione stagionale.

Tuttavia la relazione tra luce e salute è complessa: l’esposizione a luce artificiale intensa di notte può avere effetti negativi, disturbando i ritmi circadiani e aumentando il rischio di malattie cardiometaboliche, disturbi del sonno e stress fisiologico.

Questi aspetti sottolineano come luce e salute siano intrecciate in modi ancora poco conosciuti, ma di enorme rilevanza per la biologia, la medicina e la qualità della vita.

Reazioni e discussioni nella comunità scientifica

La comunità accademica ha accolto la ricerca con grande interesse, non senza scetticismo: misurare biofotoni è tecnicamente complesso, e alcuni studiosi richiedono ulteriori studi per confermare la riproducibilità dei risultati in altri modelli biologici e in condizioni diverse da quelle sperimentali.

Critici sottolineano che fenomeni simili erano già oggetto di discussione nel passato, ma la mancanza di strumenti adeguati aveva impedito una conferma rigorosa; ora, con tecnologie più sensibili, si apre la porta a nuove linee di indagine potenzialmente rivoluzionarie.

Luce, vita e futuro della biologia quantistica

In definitiva, lo studio non dimostra soltanto che la “luce della vita” esiste in senso fisico: suggerisce che ogni organismo sia, in un certo senso, una sorgente di luce dinamica e informativa, un concetto che potrebbe ridefinire il nostro rapporto con la biologia e i processi vitali.

Guardare la vita attraverso la lente dei biofotoni significa riconoscere che la luce non è solo l’energia che illumina il mondo, ma un filo sottile che collega e informa tutti gli esseri viventi, con potenziali applicazioni in medicina preventiva, biologia delle cellule e agricoltura di precisione.

27 Gennaio 2026 ( modificato il 19 Gennaio 2026 | 18:25 )
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