🌐 Accordo di sicurezza USA‑Ucraina “100% pronto” da firmare
Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy annuncia che il documento sulle garanzie di sicurezza con gli Stati Uniti è “100% pronto” per essere firmato, in attesa di data e luogo ufficiali per la cerimonia. La mossa si inserisce nei tentativi diplomatici di porre fine alla guerra con la Russia e richiederà ratifica dei parlamenti di Kyiv e Washington.
Un passo potenzialmente cruciale nella lunga vicenda della guerra in Ucraina è stato annunciato dal presidente Volodymyr Zelenskyy: un accordo sulle garanzie di sicurezza tra Ucraina e Stati Uniti è “100% pronto” per la firma, ma resta da fissare il luogo e la data dell’evento formale.
Zelenskyy ha fatto la dichiarazione domenica durante una conferenza stampa a Vilnius, in Lituania, dove ha ribadito l’importanza del documento come pietra angolare per la sicurezza futura del suo paese e come parte del più ampio quadro negoziale volto a porre fine al conflitto iniziato con l’invasione russa del 2022.
La notizia segue una serie di colloqui trilaterali svoltisi ad Abu Dhabi tra rappresentanti ucraini, statunitensi e russi, nel tentativo da parte di Washington di mediare un quadro di pace. Sebbene i negoziati non abbiano portato ancora a un accordo completo su tutti i nodi principali — in particolare la questione territoriale — Zelenskyy ha affermato che il testo delle garanzie di sicurezza è stato finalizzato e attende solo la conferma di quando e dove sarà sottoscritto.
Cosa prevede l’accordo di sicurezza USA‑Ucraina
Il documento, la cui bozza è stata condivisa dai media internazionali, è concepito come un impegno formale degli Stati Uniti a fornire garanzie di sicurezza a lungo termine a Kyiv, pur non includendo necessariamente una clausola automatica di intervento militare statunitense diretto.
Tra gli elementi chiave che emergono dalle ricostruzioni della bozza:
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una dichiarazione di impegno a rispettare l’indipendenza, la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina;
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un impegno a non usare la forza contro l’Ucraina in violazione della Carta delle Nazioni Unite, salvo auto‑difesa;
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la promessa di consultazioni multilaterali in caso di minacce future;
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la possibilità di coinvolgere organismi multilaterali — come l’ONU — se l’Ucraina diventasse oggetto di aggressione.
Il testo dovrà tuttavia essere approvato dai rispettivi parlamenti: il Congresso degli Stati Uniti e la Verkhovna Rada ucraina dovranno ratificare l’accordo, un passaggio che potrebbe richiedere tempo e affrontare ostacoli politici in entrambe le capitali.
Un documento pronto, ma firmare resta una sfida
Nonostante l’annuncio sulla “prontezza al 100%”, restano diversi ostacoli nel percorso verso la firma effettiva:
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Data e luogo non sono stati ancora fissati, poiché dipendono dall’accordo tra Kyiv, Washington e altri partner coinvolti;
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l’accordo non è un trattato vincolante come un’alleanza formale (per esempio quella che lega i paesi membri della NATO), il che potrebbe sollevare dubbi sull’effettiva sicurezza che garantirà nel medio‑lungo periodo;
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la ratifica da parte del Congresso USA potrebbe essere rallentata dal dibattito politico interno, soprattutto in vista di elezioni e di posizioni divergenti tra repubblicani e democratici sul sostegno a Kyiv.
Dal lato ucraino, Zelenskyy ha anche collegato l’accordo di sicurezza alla prospettiva di adesione all’Unione Europea entro il 2027, definendola parte delle “garanzie economiche” che rafforzerebbero la sovranità e lo sviluppo di Kyiv nel contesto post‑bellico.
Diplomazia e dinamiche geopolitiche
Il contesto diplomatico che circonda l’accordo è complesso. I colloqui ad Abu Dhabi — i primi in formato trilaterale da tempo — hanno incluso non solo diplomatici ma anche rappresentanti militari, con l’obiettivo di affrontare questioni militari ed economiche oltre alla sicurezza.
Nonostante i progressi sul testo dell’accordo di sicurezza, la questione territoriale rimane il principale punto di frizione con la Russia: Mosca insiste che qualsiasi pace debba includere delle concessioni territoriali da parte di Kyiv, mentre l’Ucraina ha ribadito in modo categorico che la sua integrità territoriale non è negoziabile.
Le parti hanno concordato di continuare i negoziati: secondo funzionari statunitensi, la prossima tornata è prevista per il 1° febbraio ad Abu Dhabi, con l’intento di affrontare anche temi quali un eventuale cessate il fuoco e la supervisione di infrastrutture critiche come la centrale nucleare di Zaporizhzhia.
Il ruolo degli Stati Uniti e la politica interna
Gli Stati Uniti hanno cercato di mediare un piano di pace più ampio, includendo nel processo negoziale la prospettiva di un accordo più formale di sicurezza. Tuttavia, Washington è attenta ai limiti della propria esposizione militare diretta: storicamente, accordi di sicurezza di questo tipo non implicano automaticamente l’intervento delle forze armate statunitensi, ma piuttosto un meccanismo di sostegno politico e materiale.
La posizione di Washington dovrà confrontarsi con le dinamiche interne al Congresso, dove alcuni membri spingono per un sostegno continuo a Kyiv, mentre altri richiedono garanzie più stringenti o limitazioni alle risorse impegnate all’estero.
Perché questo accordo conta
Un accordo di sicurezza con gli Stati Uniti ha un valore simbolico e pratico per l’Ucraina:
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rafforza la percezione internazionale del sostegno a Kyiv, anche oltre l’ambito NATO;
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fornisce una base diplomatica per consolidare alleanze e cooperazioni militari future;
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potrebbe fungere da deterrente nei confronti di aggressioni future, anche se la sua efficacia dipenderà dalla sua struttura e dall’impegno dei firmatari.
Allo stesso tempo, critici e osservatori internazionali sottolineano che senza meccanismi di enforcement chiari e obblighi vincolanti, un accordo di sicurezza può rimanere più una dichiarazione politica che una garanzia operativa effettiva.
Attese e incognite
Se e quando l’accordo sarà firmato, esso verrà trasmesso ufficialmente al Congresso degli Stati Uniti e alla Verkhovna Rada ucraina per la ratifica. Questa fase potrebbe diventare il vero banco di prova per la sostanza delle garanzie offerte e la volontà politica di farle rispettare nel tempo.
In un momento in cui la guerra continua con intensità variabile e l’equilibrio geopolitico europeo è sotto pressione, questo accordo si configura come uno dei possibili cardini per la sicurezza ucraina nel prossimo futuro.
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